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27 Febbraio 2026 - 12:46
Balangero cambia volto: cantieri aperti tra sicurezza idrogeologica, sport e rigenerazione urbana
Non è un semplice elenco di lavori pubblici. È un disegno che punta a ridisegnare il futuro di Balangero, intervenendo dove il territorio è più fragile e dove la comunità chiede nuovi spazi. Dalla messa in sicurezza dei corsi d’acqua alla riqualificazione degli impianti sportivi, passando per il recupero di immobili storici e la creazione di nuovi poli sociali, il Comune ha avviato – e in parte programmato – una serie di interventi che, nel loro insieme, superano diversi milioni di euro.
Il primo fronte è quello della sicurezza idrogeologica, un tema che negli ultimi anni è diventato centrale per tutti i comuni del Piemonte. Balangero non fa eccezione. I rii Patrus, Planie e Milon, che sovrastano il centro storico, saranno oggetto di interventi di manutenzione mirati. Si tratta di operazioni apparentemente semplici, come il taglio della vegetazione e la movimentazione del materiale litoide, ma decisive per prevenire fenomeni di dissesto e ridurre il rischio di esondazioni. L’investimento previsto è di 40mila euro, con lavori programmati nel corso del 2026.
Accanto ai rii minori, l’attenzione si concentra sul torrente Banna, che attraversa il territorio comunale e rappresenta una delle principali criticità ambientali. Qui l’intervento è più strutturato e prevede opere di ingegneria naturalistica per consolidare le sponde e rimodulare l’alveo in alcuni punti strategici. L’obiettivo è duplice: da un lato proteggere le aree abitate, dall’altro salvaguardare la fauna ittica, migliorando l’equilibrio dell’ecosistema fluviale. Il valore complessivo dell’operazione supera i 121mila euro e la realizzazione è attesa nel primo semestre del 2026.
Parallelamente proseguono i lavori nel parco comunale, dove è in corso la ristrutturazione parziale del magazzino comunale. Un intervento da 35mila euro che consentirà una migliore organizzazione dei mezzi e dei materiali, con conclusione prevista per la primavera del 2026. Un’opera meno visibile rispetto ad altre, ma fondamentale per rendere più efficiente la gestione del patrimonio pubblico.
Se la sicurezza del territorio è il primo pilastro, il secondo è rappresentato dallo sport e dalla socialità. L’impianto sportivo di via del Chiappo è al centro di un progetto di rigenerazione articolato in più lotti. Il primo è in fase di ultimazione e prevede il recupero del campo da tennis posto a monte, attualmente in cemento, che sarà convertito in uno spazio polivalente per basket e volley. Contestualmente verranno sistemate le aree limitrofe, con una manutenzione profonda che punta a restituire decoro e funzionalità a un’area frequentata soprattutto dai giovani.
Non si tratta di un intervento isolato. È già in progettazione un secondo lotto che interesserà il campo a valle, con la riattivazione per il tennis e altre attività sportive, oltre al recupero del blocco spogliatoi. L’obiettivo è ampliare l’offerta sportiva in un contesto in cui, anche nei comuni limitrofi, si registra una carenza di strutture adeguate.
Anche l’area di San Biagio sarà oggetto di un potenziamento, con l’installazione di attrezzature ludico-motorie aperte a tutti. Un progetto che punta a favorire l’attività fisica di base e la fruizione libera degli spazi pubblici, intercettando i bandi regionali dedicati allo sport.

Sul fronte della viabilità, è prevista la ribitumatura di alcune strade comunali, a partire da quelle con il manto più deteriorato. Un intervento che incide sulla sicurezza quotidiana e che rappresenta una delle richieste più frequenti dei cittadini.
Ma il capitolo più ambizioso riguarda la rigenerazione urbana di edifici oggi sottoutilizzati o in disuso. L’ex centro sociale di via del Chiappo è destinato a trasformarsi in un centro polifunzionale, attraverso una ristrutturazione pesante e la costruzione di un nuovo edificio integrato con la viabilità esistente. L’investimento previsto è di 1 milione e 850mila euro e mira a creare uno spazio dedicato ad attività contro la marginalizzazione e il degrado sociale.
Non meno significativo è il progetto di riconversione dell’ex cascina Bo, nel nucleo storico. Qui l’idea è realizzare un centro di orientamento e informazione giovanile, oltre a un servizio di segretariato sociale per le fasce più vulnerabili. L’importo complessivo supera i 2 milioni e 400mila euro. Per rendere l’opera finanziabile, il progetto sarà suddiviso in lotti funzionali da circa 500mila euro ciascuno, così da poter partecipare a diversi bandi. La conclusione della progettazione è prevista per la primavera del 2026.
C’è poi il recupero del lavatoio di via del Chiappo e dell’area circostante, da candidare al bando Gal “Percorsi di bellezza”. Un intervento che si inserisce nella valorizzazione dei percorsi turistici e del tempo libero, con l’intento di rafforzare l’attrattività del territorio.
Infine, è allo studio un nuovo padiglione nel parco comunale, da candidare al bando Gal “Spazi pubblici da ricreare”. L’obiettivo è migliorare la fruibilità del parco in occasione di eventi e manifestazioni, dotando l’area di una struttura adeguata a ospitare iniziative culturali e sociali.
Nel complesso, Balangero si muove su più fronti: prevenzione del rischio idrogeologico, potenziamento delle infrastrutture sportive, recupero del patrimonio edilizio e valorizzazione degli spazi pubblici. Una strategia che punta a intercettare finanziamenti regionali ed europei, consapevole che le risorse comunali da sole non basterebbero.
Il cronoprogramma si estende fino al 2026, anno che potrebbe segnare un punto di svolta per il paese. Se i bandi andranno a buon fine, Balangero potrà contare su nuovi servizi, spazi rigenerati e un territorio più sicuro.
La sfida è ambiziosa e richiede capacità progettuale e gestione puntuale dei cantieri. Ma l’impostazione appare chiara: investire oggi per evitare emergenze domani e per offrire alla comunità infrastrutture adeguate alle esigenze contemporanee. In un contesto in cui molti piccoli comuni faticano a programmare interventi strutturali, Balangero sceglie di puntare su un piano organico, intrecciando ambiente, sport e inclusione sociale in un’unica visione di sviluppo.
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