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Strisce pedonali cercansi: a Settimo l’attraversamento è diventato un gioco di memoria

In Consiglio comunale il dibattito tra cronoprogrammi, meteo avverso e 30mila multe: l’opposizione chiede vernici più durature, l’amministrazione promette interventi (forse) entro il 2026. Nel frattempo, le strisce blu restano un mistero irrisolto.

Strisce pedonali cercansi: a Settimo l’attraversamento è diventato un gioco di memoria

Zigiotto mostra i passaggi pedonali che non esistono più

A Settimo Torinese c’è un nuovo sport urbano. Non è il padel, non è il jogging lungo il Po. È l’attraversamento creativo. Funziona così: esci di casa, ti avvicini alla strada, cerchi le strisce pedonali e… sorpresa. Non è detto che si vedano. O meglio: formalmente esistono, ma in modalità ricordo sbiadito. Talmente discrete da non voler disturbare né l’asfalto né le auto in corsa. Un minimalismo urbano che rasenta l’arte concettuale.

Il tema è finito, l'altra sera, in Consiglio comunale con un’interpellanza del gruppo Fratelli d’Italia illustrata da Giorgio Zigliotto.

Senza troppi giri di parole: “Questo è un altro problema che abbiamo nella città. È un problema di sicurezza, è un problema di ordine, è un problema che evidenzia lo stato di abbandono di alcuni servizi importanti per la vita della città.”

L’oggetto è semplice, quasi imbarazzante per quanto è basilare: la riverniciatura delle strisce bianche.

“Le strisce pedonali e stradali nella maggior parte del territorio comunale sono ormai sbiadite o invisibili”, ha sottolineato il consigliere comunale ricordando un'ovvietà che spesso sfugge.“La sicurezza dei pedoni nell’attraversamento delle strade è compromessa se queste non sono ben visibili.”

La proposta non è fantascienza: usare vernice fluorescente o rifrangente, come già adottato da molti comuni italiani ed europei. Nelle strade ad alta percorrenza, insiste, bisogna intervenire in tempi brevi. Poi le due domande secche rivolte alla Sindaca Elena Piastra e all’assessore Alessandro Raso: “Quali saranno le tempistiche di ripristino?” e “Se sia possibile utilizzare tipologie di vernice maggiormente durevoli per migliorare la sicurezza?”

L’assessore Raso, ha subito messo i paletti.

“La città di Settimo continuamente ha delle zone in cui le strisce vengono ripristinate. Non è possibile ripristinare tutti gli anni tutte le strisce per evidenti questioni di costi e di estensione delle tracciature da fare.”

La coperta è corta, insomma. E poi il cronoprogramma: nel 2026 è previsto il ripasso di una serie di attraversamenti e linee tra cui via Consolata, via Della Costituzione, via Nau di Pirandello, via Nicoli, le rotonde di via Moglia, via Milano ed entrambe le rotonde di via Torino. La logica è questa, ha spiegato: “Tutti gli anni vediamo per l’anno successivo quali sono le linee e le strisce pedonali che possono aver bisogno di un ripasso, le mettiamo a calendario e procediamo.”

Con un dettaglio non irrilevante: “Non si può fare nei mesi in cui piove troppo e non si può fare nei mesi in cui è troppo caldo perché altrimenti la vernice non farebbe presa.”

Sul tema delle vernici più visibili, Raso ha precisato: “Noi utilizziamo tutte le vernici previste dal Codice della Strada.” .E ha aggiunto che non tutto ciò che si vede all’estero è replicabile: “Se lei va a Bruxelles troverà le strisce pedonali color arcobaleno oppure delle scritte all’interno delle strisce pedonali. Noi in Italia non le possiamo fare, non perché non ci piacciono, ma perché è impedito dal Codice della Strada.”

Però qualcosa si muove.

“Stiamo guardando per l’illuminazione di alcuni attraversamenti pedonali con luci molto più forti per mettere in evidenza il passaggio.”  ha assicurato....

E ancora: “Stiamo pensando di utilizzare delle tecnologie che mettano a risalto chi attraversa la strada e non soltanto il sedime stradale.” La promessa è annessa: “È una cosa che si dovrebbe riuscire a vedere nel giro di qualche mese.”

Quando la parola è tornata a Zigliotto, il tono si è fatto meno tecnico e più politico.

L'assessore Alessandro Raso

“A fronte di 30.000 contravvenzioni fatte in questa città, penso che la città meriti qualcosa di più. Una parte dei proventi dovrebbe essere usata anche per rendere più visibili le strisce e mettere in sicurezza la viabilità...".

Sul fronte delle vernici performanti Zigiotto ha citato Torino, quartiere Madonna di Campagna, dove sono state utilizzate vernici speciali al quarzo rifrangenti; ha citato Soncino, dove la durata arriverebbe fino a 15 anni.

“Mi spiegate come mai le strisce blu non sbiadiscono mai?”

Una magia cromatica? Perché i parcheggi a pagamento sembrano eterni, mentre gli attraversamenti pedonali hanno la durata di una stagione?

“Se facessimo della stessa qualità le strisce blu rispetto a quelle bianche, penso che avremmo già risolto metà dei nostri problemi.” ha inforcato...

E dopo il paragone domestico (“Quando viene il pittore a casa nostra, se usa la vernice del discount ha una resa, se usa la vernice di marca ha un’altra resa e una durata maggiore.”) l’affondo: “A distanza di un anno non c’è più niente.”

Gran finale con corso Piemonte e la rotonda davanti al supermercato: cordoli rotti dai camion e strisce scomparse.

"Ci sono stati incidenti mortali sulle strisce pedonali...." ha concluso e qui l’ironia è finita.

Con le unghie sui vetri l'assessore Raso ha sottolineato che delle strisce blu si occupa Abaco e non il Comune. "Una fake news come tante altre....". E poi ancora: “Confondere l’imbianchino di casa e la diluizione con l’acqua rispetto alle tinte che si danno sulla strada è una cosa che viene molto semplice ma che non c’entra assolutamente nulla.” Le tinte stradali sono specifiche, ha chiarito, e non si tratta di allungarle con l’acqua per fare qualche metro in più.

Resta la domanda sospesa nell’aria come una striscia appena tracciata sotto la pioggia: quanto deve durare davvero un intervento di ripasso? Perché se dopo dodici mesi è già tutto evaporato, non è solo un problema di calendario o di stagioni. È un problema di efficacia.

Alla fine il Consiglio consegna due visioni opposte. Da una parte l’amministrazione che parla di cronoprogrammi, vincoli tecnici, norme e sperimentazioni “nei prossimi mesi”. Dall’altra l’opposizione che parla di 30.000 multe, di vernici che altrove durano 15 anni, di sicurezza concreta. In mezzo, i cittadini che attraversano sperando che automobilisti e pedoni condividano la stessa memoria fotografica di dove, un tempo, c’erano le strisce.

Perché a Settimo, oggi, l’attraversamento pedonale non è solo un diritto. È un atto di fede. E mentre aspettiamo il 2026 per rivedere il bianco splendere sull’asfalto, una certezza resta: le polemiche non sbiadiscono mai. Quelle, a differenza delle strisce, hanno una tenuta impeccabile.

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