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Sole sulle Alpi, nebbia in pianura: Piemonte sospeso tra primavera e rischio valanghe

Zero termico a 3.000 metri, temperature fino a 18 gradi ma sulle alte valli resta l’allerta

Sole sulle Alpi

Sole sulle Alpi, nebbia in pianura: Piemonte sospeso tra primavera e rischio valanghe (foto: Andrea Vuolo)

Il Piemonte si risveglia ancora sotto il segno dell’alta pressione, protagonista di una fase stabile che sta regalando giornate dal sapore quasi primaverile, soprattutto lungo l’arco alpino e nelle aree pedemontane. Oggi, venerdì 27 febbraio, il sole domina in quota e accompagna un dato che colpisce: lo zero termico sale fino a 3.000 metri, una quota elevata per questo periodo dell’anno e indicativa di un’anomalia termica che ormai da giorni caratterizza il Nord Ovest.

In montagna il cielo si presenta sereno o poco nuvoloso, con condizioni ideali per escursioni e attività all’aperto. Ma è proprio questa combinazione di bel tempo e temperature miti a imporre cautela. Sulle alte valli dal Monviso al Gran Paradiso resta infatti marcato il pericolo valanghe, alimentato dall’instabilità del manto nevoso che risente del riscaldamento diurno. L’irraggiamento solare, soprattutto nelle ore centrali della giornata, può indebolire gli strati superficiali della neve, favorendo distacchi spontanei o provocati dal passaggio degli escursionisti.

La montagna, anche con il cielo terso, non perde la sua complessità. Le condizioni apparentemente perfette possono indurre a sottovalutare i rischi, ma l’innalzamento dello zero termico incide sulla coesione della neve e rende più delicati alcuni versanti, in particolare quelli più esposti al sole. Gli esperti raccomandano attenzione nella scelta degli itinerari e invitano a consultare sempre i bollettini nivologici aggiornati prima di mettersi in cammino.

Scenario diverso, quasi opposto, nelle pianure e sulle basse colline. Qui la giornata si apre tra foschie dense, nubi basse e banchi di nebbia, soprattutto tra basso Torinese, Vercellese, Astigiano e Alessandrino. Una coltre grigia che tenderà a diradarsi parzialmente nelle ore centrali, lasciando spazio a schiarite temporanee, prima di un possibile nuovo aumento dell’umidità verso sera. È l’effetto dell’inversione termica, tipica delle fasi anticicloniche invernali: l’aria fredda e umida ristagna nei bassi strati, mentre salendo di quota le temperature aumentano e l’atmosfera si fa più asciutta e limpida.

Le temperature massime restano stazionarie, comprese tra 14 e 18 gradi su pianure e aree di bassa collina. Valori superiori alla media stagionale che confermano un finale di febbraio insolitamente mite. Un clima che da un lato rende più piacevoli le giornate all’aperto, dall’altro contribuisce a modificare l’equilibrio della neve in quota e a mantenere elevato il livello di attenzione sui pendii più delicati.

Il Piemonte si presenta così spaccato in due: primavera anticipata sulle Alpi, inverno umido e nebbioso in pianura. Una fotografia meteorologica che racconta bene la complessità del territorio regionale, dove in pochi chilometri si passa da panorami limpidi e soleggiati a paesaggi ovattati e grigi. Il bel tempo continuerà a dominare ancora nelle prossime ore, ma la prudenza, soprattutto in montagna, resta la migliore alleata di chi sceglie di salire in quota.

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