Un attimo, un boato sordo e poi il tremore. Alle 21:53:04 di lunedì 23 febbraio una scossa di terremoto di magnitudo 1.9 è stata registrata a 5 chilometri a sud di Rorà, in Val Pellice, in provincia di Torino. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 9,8 chilometri, una quota relativamente superficiale che ha reso il movimento distintamente percepibile nei centri vicini.
Il sisma è stato avvertito nel Pinerolese, soprattutto nelle zone pedemontane e nei comuni più prossimi all’epicentro. Alcuni residenti hanno raccontato di aver sentito una vibrazione secca, altri un rumore simile a un colpo improvviso, seguito da un breve oscillare di vetri e suppellettili. Pochi secondi, sufficienti però a generare apprensione.
Non si registrano danni a persone o edifici. La magnitudo contenuta colloca l’evento tra quelli di bassa intensità, fenomeni che raramente provocano conseguenze strutturali. Tuttavia, quando l’ipocentro è superficiale e l’epicentro vicino ai centri abitati, anche una scossa inferiore a 2 può essere chiaramente percepita, soprattutto ai piani alti delle abitazioni.
L’area del Torinese rientra in una zona classificata a sismicità moderata. L’arco alpino è interessato da faglie legate alla complessa dinamica tra la placca africana e quella euroasiatica, un movimento lento ma costante che genera periodicamente episodi di micro-sismicità. Eventi come quello registrato a sud di Rorà fanno parte del naturale assestamento della crosta terrestre.
Negli ultimi anni il Pinerolese ha già registrato scosse di lieve entità, quasi sempre senza conseguenze. Episodi che ricordano come anche il Nord-Ovest, pur lontano dalle aree italiane a più alto rischio sismico, non sia immune da movimenti tellurici.
Nelle ore successive non sono state segnalate repliche significative. La situazione resta monitorata dagli organi competenti, ma non vi sono elementi che facciano pensare a evoluzioni preoccupanti. Resta la sensazione, tra chi ha avvertito il tremore, di quella fragilità improvvisa che un terremoto, anche lieve, riesce sempre a riportare alla memoria. Pochi secondi che interrompono la normalità della sera e ricordano la forza silenziosa della terra sotto i piedi.
