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20 Febbraio 2026 - 10:32
Quasi 40 milioni in cassa e 6 milioni di debiti: San Maurizio mette i conti in piazza con il “bilancio pop”
I numeri non sono mai neutri. Possono restare chiusi in tabelle tecniche, leggibili solo agli addetti ai lavori, oppure diventare materia di confronto pubblico. A San Maurizio Canavese l’amministrazione ha scelto la seconda strada: quasi 40 milioni di euro di risorse complessive, un indebitamento che nel 2024 si è attestato a 6 milioni e 312 mila euro, entrate tributarie per oltre 5 milioni e 329 mila euro. Dati che ora vengono messi nero su bianco in una versione “popolare” del bilancio, pensata per essere compresa anche da chi non mastica contabilità pubblica.
Il documento è già consultabile online e verrà presentato ufficialmente venerdì 20 febbraio, alle 18, nella sala consiliare di piazza Martiri della Libertà. All’incontro parteciperanno anche l’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano e i professori Paolo Biancone e Federico Chmet dell’Università di Torino. Un segnale di come l’operazione non sia solo comunicativa, ma anche accademica.
Il cosiddetto Bilancio Pop – acronimo di Popular Financial Reporting – nasce con l’obiettivo di tradurre il linguaggio tecnico della finanza pubblica in uno strumento accessibile. Non sostituisce il bilancio ufficiale, che resta l’atto contabile di riferimento, ma lo affianca. Grafici, spiegazioni sintetiche, dati comparativi: l’idea è rendere leggibile ciò che spesso nei consigli comunali viene discusso tra variazioni, equilibri e assestamenti senza che il cittadino medio riesca a orientarsi.
Il quadro che emerge fotografa un Comune con risorse consistenti. La cifra complessiva di quasi 40 milioni comprende tutte le entrate che transitano nelle casse comunali, tra trasferimenti, tributi e altre voci. Sul fronte delle entrate proprie, il peso maggiore arriva da Imu, Tari e addizionale Irpef, che insieme valgono oltre 5,3 milioni di euro. Sono queste le leve fiscali che alimentano la gestione ordinaria.
Dall’altra parte della bilancia, le uscite raccontano le priorità – e i costi – della macchina amministrativa. La voce più rilevante è quella legata al funzionamento dell’ente: stipendi, servizi, struttura organizzativa. Quasi 4 milioni di euro destinati a tenere in piedi l’apparato comunale. Seguono la gestione dei rifiuti e gli interventi ambientali, con una spesa di circa 1 milione e 480 mila euro, e il comparto scuole, che assorbe 1 milione e 215 mila euro.

Sono cifre che danno la misura di dove si concentra l’impegno economico del Comune. Il ciclo dei rifiuti, in particolare, rappresenta una delle partite più onerose per gli enti locali, strettamente collegata alle tariffe pagate dai cittadini. L’istruzione, con la gestione degli edifici e dei servizi collegati, è un altro capitolo centrale.
Il dato sull’indebitamento – poco più di 6,3 milioni – offre un altro elemento di valutazione. Non si tratta di una cifra marginale, ma neppure di un livello fuori scala rispetto alle dimensioni dell’ente. Il bilancio Pop punta proprio a fornire strumenti per comprendere il rapporto tra debito, investimenti e capacità di spesa.
San Maurizio è la prima amministrazione dell’Unione dei Comuni del Ciriacese ad adottare questo modello di rendicontazione sociale, già diffuso nel mondo anglosassone. L’iniziativa è stata sviluppata con la consulenza del Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino. L’obiettivo dichiarato è avvicinare i cittadini ai conti pubblici, spesso percepiti come materia distante e incomprensibile.
Il bilancio, del resto, è uno dei temi più discussi nelle sedute del consiglio comunale. Ogni variazione, ogni scelta su tariffe e investimenti, diventa terreno di confronto tra maggioranza e opposizione. Portare quei numeri fuori dall’aula, in una forma più chiara, significa anche spostare il dibattito sul piano pubblico.
Il documento non si limita a elencare entrate e uscite. Cerca di spiegare cosa significano quei numeri nella vita quotidiana: quali servizi vengono finanziati, quali investimenti sono stati realizzati, quali sono gli equilibri da mantenere. Un tentativo di trasformare la contabilità in racconto amministrativo.
Resta da capire quanto questo strumento riuscirà davvero a incidere sulla partecipazione civica. Rendere leggibili i dati è un primo passo. Il secondo sarà tradurli in consapevolezza diffusa: sapere quanto costa la gestione dei rifiuti, quanto pesa la struttura comunale, quale margine c’è per nuovi investimenti.
Per ora, San Maurizio sceglie di mettere i numeri in piazza. Con un messaggio chiaro: il bilancio non è solo un documento tecnico, ma la fotografia concreta di come vengono utilizzate le risorse pubbliche. E di quali priorità vengono scelte anno dopo anno.
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