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Torino scende in piazza il 14 marzo: corteo regionale per Gaza

Attesa per percorso e modalità della manifestazione

Torino scende in piazza

Torino scende in piazza il 14 marzo: corteo regionale per Gaza

Una manifestazione regionale è stata annunciata per il 14 marzo dal Coordinamento Torino per Gaza, che ha convocato un corteo nel capoluogo piemontese dopo le 18 misure cautelari emesse nelle scorse ore dal gip nei confronti di attivisti coinvolti nelle manifestazioni pro Palestina dell’autunno scorso.

L’iniziativa è stata presentata con lo slogan «Non c'è altro da fare che continuare a lottare» ed è definita dagli organizzatori come un appuntamento “in solidarietà alle persone colpite questa mattina da nuove misure repressive per aver lottato al fianco della Palestina”.

Le misure cautelari riguardano 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel Comune di Torino. I provvedimenti sono legati alle indagini sulle violenze avvenute durante alcune manifestazioni pro Palestina che si erano svolte nel capoluogo piemontese nei mesi scorsi.

Il Coordinamento ha diffuso una nota in cui rivendica la propria posizione politica e contesta le decisioni giudiziarie, parlando di “accanimento dello Stato contro chi si assume la responsabilità di lottare per la giustizia”.

«Sappiamo di essere dalla parte giusta della storia e l'accanimento dello Stato contro chi si assume la responsabilità di lottare per la giustizia ce lo conferma», affermano gli organizzatori.

Il comunicato prosegue sottolineando la volontà di proseguire le mobilitazioni: «Se per loro siamo un problema, allora rappresentiamo un pezzo della soluzione alle barbarie che la storia sta consumando contro i popoli di tutta la Terra».

E ancora: «Ovunque nel mondo si lotta in maniera sempre più determinata la mobilitazione popolare continua a vincere e supportare la resistenza del popolo palestinese».

Il Coordinamento conclude rilanciando la mobilitazione regionale del 14 marzo: «Dobbiamo guardare oltre i confini e renderci conto che siamo ancora, nonostante tutto, una forza dirompente che non potranno annientare facilmente. Non c'è altro da fare che continuare a lottare».

Il corteo regionale rappresenta dunque la prima risposta organizzata alle misure cautelari disposte dall’autorità giudiziaria. Restano ora da definire modalità, percorso e dispositivo di sicurezza che accompagnerà la manifestazione.

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