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Bollette luce e gas, Arera lancia l’allarme: troppi venditori e offerte incomprensibili

De Santoli in Parlamento chiede regole più severe e meno operatori: confronto tra tariffe «come scalare una montagna»

Bollette luce e gas, Arera lancia l’allarme: troppi venditori e offerte incomprensibili

Bollette luce e gas, Arera lancia l’allarme: troppi venditori e offerte incomprensibili

Il mercato di luce e gas è troppo affollato e poco leggibile per i consumatori. A dirlo è Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che chiede una razionalizzazione del numero dei venditori e una stretta sui criteri di accesso al mercato, nell’interesse degli utenti.

A intervenire in audizione davanti alla Commissione parlamentare per la semplificazione è stato Livio De Santoli, componente del collegio dell’Autorità, nell’ambito dell’indagine sui rapporti tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla trasparenza dei contratti per l’accesso ai servizi.

Il messaggio è chiaro: il numero degli operatori attivi nei settori dell’energia elettrica e del gas è oggi «sproporzionato» e andrebbe razionalizzato. Un sistema troppo frammentato, secondo l’Autorità, rende più difficile per il cliente finale orientarsi tra le offerte, valutare condizioni economiche e clausole contrattuali e compiere una scelta realmente consapevole.

Il nodo centrale è la confrontabilità delle offerte. De Santoli ha utilizzato un’immagine efficace per descrivere la situazione attuale: garantire una piena trasparenza e comparabilità è «come scalare una montagna altissima». Un percorso avviato, ma ancora lontano dalla meta.

L’Autorità individua tre direttrici di intervento per i prossimi anni. La prima riguarda il rafforzamento del codice di condotta commerciale, con misure più incisive a tutela dei consumatori. La seconda è la razionalizzazione dei corrispettivi delle offerte, oggi spesso strutturate con componenti variabili, bonus, sconti temporanei e meccanismi che rendono complesso il confronto diretto. La terza punta al miglioramento dello scontrino energia e del Portale Offerte, lo strumento istituzionale pensato per permettere ai cittadini di comparare le proposte dei diversi fornitori.

Proprio l’elevato numero di operatori attivi rappresenta, secondo Arera, uno dei principali ostacoli a una reale semplificazione. Per questo De Santoli ha ipotizzato la possibilità di introdurre criteri più stringenti di affidabilità e requisiti minimi per l’inserimento nell’elenco dei venditori autorizzati. Una selezione che potrebbe ridurre il numero complessivo di società presenti sul mercato e spingere gli operatori a dimostrare concretamente solidità finanziaria e capacità organizzativa.

Il tema si intreccia con una scadenza cruciale: marzo 2027, quando terminerà l’attuale periodo del servizio a tutele graduali. Da quel momento i clienti coinvolti passeranno definitivamente al mercato libero, segnando un ulteriore passaggio nella liberalizzazione del settore.

La prospettiva di un sistema interamente fondato sulla concorrenza rende ancora più urgente, secondo l’Autorità, garantire regole chiare e strumenti di confronto efficaci. Senza un intervento di semplificazione, il rischio è che la moltiplicazione delle offerte si traduca in confusione, con consumatori disorientati e difficoltà nel valutare il reale costo dell’energia.

Il richiamo alla tutela del consumatore resta al centro dell’azione di Arera, che considera il controllo della qualità del mercato e la trasparenza delle condizioni contrattuali il proprio «core business». Nei prossimi sette anni l’obiettivo dichiarato è portare avanti un percorso di progressiva semplificazione, accompagnando la transizione verso un mercato completamente liberalizzato ma più ordinato e leggibile.

In un contesto segnato negli ultimi anni da forti oscillazioni dei prezzi e da una crescente sensibilità sui costi in bolletta, il tema della chiarezza contrattuale assume un peso politico ed economico rilevante. La discussione ora passa alle istituzioni e al legislatore, chiamati a valutare se e come intervenire per ridisegnare l’architettura del mercato energetico italiano.

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