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Bagnaia al bivio, Ducati accelera su Marquez: il mercato MotoGP esplode prima ancora di partire

Yamaha e Aprilia si muovono per il pilota di Chivasso, mentre a Borgo Panigale la firma con il nove volte iridato è a un passo: Acosta osserva e punta al 2027

Bagnaia al bivio

Bagnaia al bivio, Ducati accelera su Marquez: il mercato MotoGP esplode prima ancora di partire

La griglia non è ancora scattata, ma il mercato è già in piena corsa. A pochi giorni dall’ultimo test invernale in Thailandia, la MotoGP vive un’accelerazione inattesa fuori dalla pista. Ducati prova a chiudere in fretta il capitolo Marc Marquez, mentre sullo sfondo si apre il dossier più delicato: il futuro di Pecco Bagnaia.

A Borgo Panigale l’aria è cambiata. Il progetto tecnico ruota sempre più attorno al nome del nove volte campione del mondo, destinato a diventare il perno centrale del box ufficiale. La trattativa con Marquez è ormai in dirittura d’arrivo, ma resta da definire la durata del contratto. Il pilota di Cervera preferirebbe una formula flessibile, un 1+1 che gli consenta di valutare l’impatto del prossimo cambio regolamentare. Ducati, invece, spinge per una soluzione più stabile, almeno biennale, per blindare il progetto e consolidare la leadership tecnica.

Mentre la firma è attesa a breve, il futuro di Bagnaia si trasforma nel vero nodo strategico del 2026 e oltre. Il due volte campione del mondo, nato a Chivasso, ha mostrato segnali incoraggianti nei test di Valencia e Sepang, ritrovando confidenza con la Desmosedici. Ma i tempi della MotoGP moderna non concedono pause: le decisioni si prendono prima che la stagione entri nel vivo.

Bagnaia avrebbe percepito un progressivo spostamento degli equilibri interni. L’arrivo di Marquez, con il suo peso mediatico e tecnico, ridisegna gerarchie e prospettive. È in questo scenario che si sono inserite le mosse di Yamaha e Aprilia, pronte a cogliere ogni spiraglio.

La casa di Iwata osserva da tempo il pilota italiano. I rapporti con l’ambiente che ruota attorno a Valentino Rossi rappresentano un canale privilegiato, e l’ipotesi di riportare un campione italiano su una moto giapponese avrebbe un valore simbolico e commerciale enorme. Yamaha dispone inoltre di risorse economiche significative, elemento non secondario in una trattativa che potrebbe superare i tre milioni a stagione.

Sul fronte opposto c’è Aprilia, che vede in Bagnaia il profilo ideale per inaugurare una nuova fase. L’uscita ormai imminente di Jorge Martin libera spazio tecnico e salariale. Il risparmio stimato, attorno ai quattro milioni, consentirebbe di rimodulare l’offerta: una parte è già stata destinata al rinnovo di Marco Bezzecchi, mentre per Bagnaia la proposta si aggirerebbe sui tre milioni. Non cifre paragonabili al potenziale investimento Yamaha, ma sufficienti a rendere concreta l’ipotesi.

Per Aprilia sarebbe anche una scelta identitaria: affiancare due piloti italiani di vertice, in un momento in cui la casa di Noale cerca stabilità e rilancio. Tuttavia il bilancio del Gruppo Piaggio non consente spese senza limiti. La trattativa richiede equilibrio, e soprattutto rapidità.

Bagnaia, dal canto suo, non sembra prendere in considerazione l’ipotesi di un approdo in VR46. L’ambizione dichiarata è quella di restare in un team ufficiale, con un progetto vincente e una struttura capace di garantire continuità tecnica. La decisione dovrà arrivare presto. Yamaha, secondo indiscrezioni, non intende attendere a lungo e avrebbe fissato una finestra temporale ristretta per ottenere una risposta definitiva.

Intanto Ducati gioca su due tavoli. Da un lato lavora per chiudere con Marquez prima del via della stagione, dall’altro osserva le mosse dei rivali su Bagnaia. Il direttore sportivo Mauro Grassilli lascia filtrare fiducia sull’accordo con il campione spagnolo, ma il vero equilibrio interno del team si deciderà solo quando saranno chiarite le gerarchie future.

In questo mosaico si inserisce anche il nome di Pedro Acosta. Il talento spagnolo sarebbe vicino a un percorso che lo porterebbe nel team factory nel 2027. Una prospettiva che aggiunge ulteriore pressione alla scelta di Bagnaia: restare in Ducati significherebbe convivere con un box affollato di fuoriclasse e con un orizzonte tecnico in evoluzione.

La MotoGP vive una fase di transizione. Il cambio regolamentare all’orizzonte ridisegnerà le gerarchie e spingerà i piloti a valutare non solo il presente, ma la competitività a medio termine. Marquez vuole capire quale sarà il team vincente nella nuova era. Bagnaia cerca centralità tecnica e garanzie. Yamaha e Aprilia cercano un leader attorno al quale costruire il futuro.

La stagione non è ancora iniziata, ma le strategie sono già in movimento. Ogni test, ogni dichiarazione, ogni indiscrezione pesa come un giro veloce. Per Bagnaia si tratta di una scelta cruciale: restare nella squadra che lo ha portato al titolo, accettando un ruolo ridisegnato, oppure cambiare aria e diventare il fulcro di un nuovo progetto.

Nel paddock nessuno resta fermo. Le firme possono arrivare in qualsiasi momento, e un annuncio ufficiale potrebbe ribaltare equilibri consolidati. Prima ancora che si accendano i semafori in Thailandia, la partita più importante si gioca lontano dall’asfalto.

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