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17 Febbraio 2026 - 22:38
Juve travolta in Turchia (in foto Spalletti)
Un primo tempo da sogno, una ripresa da incubo. La Juventus esce travolta dall’Ali Sami Yen e torna da Istanbul con una sconfitta pesantissima: Galatasaray-Juve finisce 5-2, un risultato che complica in modo drastico la corsa agli ottavi di Champions League. Dopo aver ribaltato lo svantaggio nei primi 45 minuti grazie alla doppietta di Koopmeiners, i bianconeri crollano nella ripresa, complice l’espulsione di Cabal, e vengono travolti fino al pokerissimo.
Per la trasferta turca Spalletti sceglie McKennie al posto dell’infortunato David e inserisce Koopmeiners in mediana accanto a Locatelli e Thuram. L’uomo più atteso è Yildiz, chiamato a giocare in casa sua, ma l’inizio è da dimenticare. Su una rimessa laterale di Cambiaso, il turco perde palla nella propria area e il mancino di Sara si infila nell’angolo per l’1-0.
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La reazione della Juve è immediata. Il pareggio arriva con il primo gol stagionale di Koopmeiners, bravo nel tap-in dopo la respinta di Cakir su Kalulu. I bianconeri devono fare i conti con gli acciacchi: Yildiz stringe i denti tra ginocchio e caviglia, mentre Bremer è costretto a lasciare il campo a Gatti per un problema muscolare. Al 32’ è ancora Koopmeiners a prendersi la scena: assist di McKennie e sinistro potente all’incrocio per il 2-1 che completa la rimonta.
L’effetto del pubblico turco non si spegne con lo svantaggio. In apertura di ripresa il Galatasaray trova subito il 2-2 con l’ex Napoli Lang. Spalletti toglie Cambiaso, ammonito e a rischio espulsione, e inserisce Cabal, ma il colombiano si fa attrarre dal pallone e lascia spazio sulla sinistra, da dove nasce l’azione del pareggio.
Da quel lato la Juve soffre. Yilmaz provoca l’ammonizione di Cabal e sulla punizione tagliata di Sara sbuca Sanchez, che anticipa tutti e firma il 3-2. La serata dell’ex Verona precipita definitivamente al 69’, quando rimedia il secondo giallo e lascia la squadra in dieci.
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Spalletti prova a correre ai ripari inserendo Kostic, ma la squadra va in tilt. Thuram forza un retropassaggio, Kelly perde palla su pressione di Osimhen e ancora Lang colpisce per il 4-2. La Juve non reagisce più. A quattro minuti dalla fine arriva addirittura il quinto gol, firmato da Boey, entrato da poco insieme alle vecchie conoscenze italiane Icardi e Singo.
Finisce 5-2. Allo Stadium servirà un’impresa per ribaltare un passivo così pesante e tenere viva la corsa agli ottavi. Prima, però, la Juve dovrà concentrarsi sul campionato: arriva il Como di Fabregas, e dopo la sconfitta contro l’Inter non c’è margine per altri passi falsi nella lotta al quarto posto.
Proprio prima del match è tornato a parlare l’amministratore delegato Damien Comolli, inibito fino al 31 marzo e multato di 15mila euro dopo i fatti di San Siro. «La reazione è stata eccessiva ma la Juve ha subito un'ingiustizia, rispetto le decisioni del giudice e valuteremo se fare ricorso» ha dichiarato l’ad bianconero. Poi ha aggiunto: «e non commento le scuse di Bastoni, ci dispiace soltanto per Kalulu che è stato squalificato ingiustamente. Marotta? Dico solo che Chiellini (inibito per tutto il 27 febbraio, ndr) è bravo da dirigente tanto quanto lo era in campo, ne ho visti pochi di talentuosi come lui».
La notte di Istanbul lascia ferite profonde. La Juve cade, pesantemente. E adesso non basta più una reazione: serve qualcosa di straordinario.
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Dopo il 5-2 con il Galatasaray il tecnico bianconero parla di crollo di personalità, Locatelli promette battaglia e Koopmeiners avverte: «Ora dovremo farne come minimo tre»
La notte di Istanbul lascia macerie e parole pesanti. Dopo il 5-2 incassato contro il Galatasaray nell’andata dei play-off di Champions League, il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, non cerca alibi e fotografa il crollo con una frase che suona come una sentenza: «Siamo calati dal punto di vista di personalità e di carattere: abbiamo fatto non uno ma tre passi indietro».
L’analisi del tecnico bianconero, ai microfoni di Sky, parte dalla gestione della ripresa e dalle scelte obbligate. «Avevamo finito male il primo tempo, abbiamo cercato di rimettere ordine con il cambio di Cambiaso che era ammonito e in queste gare bisogna gestire quelle situazioni ma abbiamo pagato dazio con Cabal» prosegue Spalletti, «e non ci siamo resi conto del pericolo». Un riferimento chiaro all’espulsione del colombiano e al crollo immediatamente successivo.
La Juve, infatti, nella ripresa è stata travolta. Cinque gol subiti e una squadra apparsa fragile sotto ogni aspetto. «Non abbiamo giocatori di ripartenza, non c'è gente che abbia una solidità difensiva tale da non fare passare niente» dice Spalletti parlando delle reti incassate. E ancora: «e se andiamo sotto livello siamo sempre a rischio di prendere gol: ora si tenterà la rimonta, c'è da assumersi le responsabilità e fare un'analisi corretta andando anche addosso a qualche situazione, è inutile dire tante parole se non poi non seguono i fatti».
Nel disastro turco si è fermato anche Bremer, uscito per problemi muscolari. «E' da valutare, può darsi abbia dei problemi» ammette il tecnico, lasciando aperta la preoccupazione in vista dei prossimi impegni.
A metterci la faccia è anche il capitano Manuel Locatelli, che non nasconde le difficoltà ma prova a rilanciare. «Abbiamo commesso troppi errori in palleggio e li abbiamo pagati, in inferiorità numerica non abbiamo avuto la stessa reazione di San Siro e non possiamo permettercelo» dichiara. «Non dovevamo prendere gli altri gol: eravamo un po' scarichi, sono step di crescita che dobbiamo fare anche in fretta».
Il ritorno allo Stadium è fissato per mercoledì prossimo, ma prima c’è il campionato. «Pensiamo prima al Como, poi però saremo in casa nostra e daremo tutto» assicura Locatelli. E aggiunge: «e dobbiamo crederci: sarà dura, ma ci metteremo sicuramente il cuore».
Non può festeggiare nemmeno Teun Koopmeiners, autore di una doppietta che aveva illuso la Juve nel primo tempo. «Sono state due reti arrivate importanti, ma non conta quando ne prendi cinque: ora dovremo farne come minimo tre, guarderemo i video per fare meglio» dice il centrocampista olandese.
Il 5-2 pesa come un macigno. Per restare in Champions servirà una rimonta quasi perfetta. E, come ammette lo stesso Spalletti, non basteranno le parole.
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