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Bastoni ammette la simulazione dopo Inter-Juve: «Ho accentuato il contatto», ma scoppia il caso Comolli

Il difensore nerazzurro fa mea culpa sull’episodio che ha portato al rosso di Kalulu, mentre l’ad della Juventus viene inibito per atteggiamento aggressivo verso l’arbitro

Bastoni

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Le scorie di Inter-Juventus non si sono esaurite al triplice fischio. L’espulsione di Kalulu, provocata dalla simulazione di Alessandro Bastoni non rilevata dall’arbitro La Penna, ha lasciato dietro di sé polemiche, tensioni e ora anche provvedimenti disciplinari. In questo martedì sono arrivati due punti fermi: il mea culpa del difensore nerazzurro e le inibizioni per i dirigenti bianconeri Damien Comolli e Giorgio Chiellini.

Bastoni ha atteso qualche giorno prima di esporsi pubblicamente. Ha spiegato di aver voluto rivedere l’episodio prima di parlare, poi ha scelto di assumersi la responsabilità. «Il contatto sul mio braccio è stato accentuato, sono qui per ammetterlo» ha dichiarato a Sky, ribadendo lo stesso concetto anche in conferenza stampa alla vigilia della gara di Champions League. Non si è limitato alla sola ammissione tecnica. «Quel che mi spiace di più è il comportamento successivo, una reazione molto brutta ma molto umana. Sono qui perché ogni persona ha il diritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo».

Il difensore ha poi richiamato un precedente europeo, quando a parti invertite un episodio simile aveva penalizzato l’Inter. In Champions, un suo lieve contatto era stato accentuato da Wirtz, causando un rigore per il Liverpool. «Allora fu Chivu fu il primo a dirmi di non dar modo all'arbitro di concedere un episodio a nostro sfavore» ha raccontato Bastoni. «È stato coerente nel dire la stessa cosa sabato sera, quindi ne approfitto visto che è stato criticato anche lui per questo».

Il clima attorno alla vicenda è però degenerato anche fuori dal campo. Bastoni ha parlato apertamente delle minacce ricevute. «È stata una gogna mediatica» ha detto. «E io sono capace di gestirla. Ma mia moglie ha ricevuto minacce di morte, auguri di malattie. Anche l'arbitro La Penna ha ricevuto minacce, e mi spiace per lui». Un clima pesante, stigmatizzato anche durante la trasmissione Open Var da Andrea De Marco, responsabile dei rapporti istituzionali Can A e B, che ha espresso solidarietà ai diretti interessati.

Sul fronte bianconero sono arrivate le decisioni del giudice sportivo. Damien Comolli, amministratore delegato della Juventus, è stato inibito fino al 31 marzo, mentre Giorgio Chiellini fino al 27 febbraio. Se il provvedimento era atteso, le motivazioni sono particolarmente severe. Nel caso di Comolli si parla di «atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del direttore di gara, cercando il contatto fisico con il medesimo» durante l’intervallo della partita. Il contatto sarebbe stato evitato soltanto grazie alla trattenuta di Spalletti, che non avrebbe però impedito le «espressioni gravemente insultanti» rivolte all’arbitro.

Lo stesso Comolli ha commentato l’accaduto nel prepartita di Galatasaray-Juventus. «La reazione è stata eccessiva e mi dispiace se ho offeso qualcuno. Ma la Juve ha subito un'ingiustizia: io difendo il mio club» ha dichiarato a Sky Sport. Sulle parole di Bastoni ha tagliato corto: «Le parole di Bastoni? Non le commento, a noi dispiace per Kalulu che è stato squalificato».

Due fronti diversi, un’unica partita che continua a produrre effetti. Da un lato l’ammissione pubblica di un errore, dall’altro le sanzioni per un comportamento giudicato intimidatorio. La vicenda di Inter-Juventus si chiude così sul piano disciplinare, ma lascia aperta una riflessione più ampia su simulazioni, pressioni e clima attorno agli arbitri.



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