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Caso Bastoni, Saviano attacca Marotta: "Con lui campionati falsati, Chiellini si arrabbia perché..."

In un lungo post dello scrittore e giornalista arbitraggio, polemiche e indagini sulla ‘ndrangheta nella curva dell'Inter

Caso Bastoni, Saviano attacca Marotta: "Con lui campionati falsati, Chiellini si arrabbia perché..."

Caso Bastoni, Saviano attacca Marotta: "Con lui campionati falsati, Chiellini si arrabbia perché..."

Roberto Saviano attacca il sistema calcio dopo Inter-Juventus e punta il dito contro Beppe Marotta. Il giorno dopo la partita segnata dal clamoroso errore arbitrale e dalla contestata simulazione di Alessandro Bastoni, lo scrittore affida ai social un messaggio che non lascia margini: «Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati». La frase campeggia su una foto del presidente dell’Inter, Beppe Marotta. È un colpo diretto, senza perifrasi.

Saviano non si ferma all’episodio di campo. Allarga il raggio, collega la rabbia di Giorgio Chiellini – esplosa dopo il fischio finale – a un contesto più ampio: «La rabbia di Chiellini ieri sera sembra il sentimento di uno che non abbia mai avuto a che fare con Marotta. Il campionato italiano oggi è falsato e pure se dovesse vincerlo l’Inter non varrebbe nulla». Parole che spostano il piano dalla singola decisione arbitrale alla struttura che, secondo lui, regge il sistema.

Il punto, per Saviano, non sono i colori. «Non è un attacco ad atleti e tifosi, che sono le prime vittime di un sistema non del tutto trasparente». Il bersaglio è altro: «Finché certe dinamiche resteranno intoccabili i campionati non saranno mai davvero normali». E quelle dinamiche hanno un nome e un precedente giudiziario.

Nel lungo post, lo scrittore richiama le indagini sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nella Curva Nord interista. «Le vicende delle infiltrazioni della Ndrangheta nel tifo organizzato non sono fantasie da bar. Sono temi finiti nelle aule giudiziarie», scrive. E cita un passaggio preciso di un provvedimento: «Le indagini svolte hanno evidenziato che la società interista si trovava in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord, finendo, di fatto, per agevolarli, seppur “obtorto collo”». Non è un’opinione, insiste: è un atto.

Da qui l’accusa più ampia. «Qui non si parla di Inter contro altri. Non è una questione di colori. Il problema non è il calcio, il calcio è la manifestazione del problema». E ancora: «Quando un provvedimento giudiziario afferma l’esistenza di una “situazione di sudditanza”, il tema non è più da bar sport. È istituzionale. È strutturale». Saviano denuncia silenzi, prudenza selettiva, versioni ufficiali che – sostiene – spesso vengono smentite dai fatti. Il nodo, per lui, è uno solo: «Il problema è la credibilità».

L’errore arbitrale di Inter-Juventus diventa così la miccia, non l’incendio. La simulazione contestata, le proteste, le polemiche social sono l’ultima scena di una storia che, secondo lo scrittore, parte da lontano e riguarda il rapporto tra società, tifo organizzato e istituzioni calcistiche. «Gli atleti e i tifosi sono le prime vittime di un sistema che troppo spesso protegge sé stesso prima di proteggere la trasparenza», conclude. E l’immagine finale è netta: «Finché sarà così, ogni vittoria sarà accompagnata da un’ombra».

È un’accusa pesante. E chiama in causa non solo un dirigente, ma l’intero equilibrio del calcio italiano. La domanda, ora, non è se il rigore c’era o non c’era. La domanda è un’altra: quanto pesa, oggi, la fiducia in un sistema che continua a dividersi tra campo e tribunali?

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