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16 Febbraio 2026 - 09:44
Torino spegne la Mole e i ponti sul Po: stasera tutti al buio, ecco perché
Torino questa sera 16 febbraio abbassa l’interruttore sui suoi simboli. Le luci decorative della Mole Antonelliana resteranno spente fino alle 22, così come quelle di Palazzo Civico e dei ponti Vittorio Emanuele I, Umberto I e Isabella. È il segnale scelto dalla Città per aderire a “M’illumino di Meno 2026”, l’iniziativa promossa da Caterpillar di Radio2 in occasione della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.
Un gesto simbolico, ma carico di significato. Spegnere le luci per richiamare l’attenzione sull’urgenza della transizione ecologica, in un momento in cui il tema dell’energia è tornato centrale tra crisi climatica, costi in aumento e obiettivi europei sempre più stringenti. La città sceglie di farlo attraverso i suoi monumenti più riconoscibili, trasformando il buio in un messaggio pubblico.
La Giornata nazionale è stata istituita dal Parlamento con la legge 34 del 2022. L’obiettivo è promuovere pratiche quotidiane in grado di ridurre i consumi e contenere le emissioni. Dall’efficienza negli edifici alla mobilità sostenibile, fino a una gestione più attenta delle risorse, il richiamo è rivolto tanto alle istituzioni quanto ai cittadini.
Quest’anno l’iniziativa assume un significato ulteriore. L’edizione 2026 è dedicata al ruolo della ricerca scientifica nella lotta alla crisi climatica, attraverso la campagna “M’illumino di Scienza”. Il lancio simbolico è avvenuto dal CERN di Ginevra, a sottolineare come le scelte energetiche e ambientali non possano prescindere dal contributo della scienza e dall’innovazione tecnologica.
Torino prova a tradurre questo indirizzo in azione concreta sul territorio. Negli ultimi anni ha costruito un’alleanza per il clima che coinvolge università, imprese, terzo settore e cittadini, con l’obiettivo di accelerare il percorso verso la neutralità climatica. Il risultato più rilevante è il Climate City Contract, il piano strategico che punta a ridurre le emissioni di CO₂ e a rendere la città climaticamente neutra.

Un impegno che ha ricevuto un riconoscimento europeo. Nell’ottobre 2024 Torino ha ottenuto la Mission Label della Commissione Europea nell’ambito del programma “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030”. Un’etichetta che certifica la coerenza del piano cittadino con gli obiettivi comunitari e apre la strada a finanziamenti e partnership internazionali.
Il gesto di spegnere le luci, dunque, si inserisce in un quadro più ampio. Torino negli ultimi anni ha investito in riqualificazione energetica degli edifici pubblici, sviluppo della mobilità elettrica, potenziamento delle piste ciclabili e interventi per l’efficientamento dell’illuminazione urbana. Misure che si affiancano a strategie di lungo periodo per la riduzione delle emissioni.
Il tema resta però complesso. Le città sono responsabili di una quota significativa dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti. Intervenire significa ripensare il modo in cui si costruisce, ci si sposta, si produce e si consuma energia. Significa anche affrontare resistenze, costi e tempi di trasformazione non sempre brevi.
“M’illumino di Meno” nasce proprio con questa ambizione: trasformare un gesto semplice in una riflessione collettiva. La scelta di spegnere monumenti e ponti non incide in modo determinante sui consumi complessivi, ma ha un valore comunicativo potente. Porta il tema fuori dai documenti tecnici e lo consegna allo spazio pubblico.
Questa sera, chi attraverserà il centro troverà una Mole meno luminosa e ponti immersi nell’oscurità. Un’immagine inconsueta per una città abituata a valorizzare il proprio patrimonio architettonico attraverso l’illuminazione scenografica. Il buio diventa così parte del racconto, un invito a interrogarsi sulle scelte quotidiane e sulle politiche necessarie per ridurre l’impatto ambientale.
La sfida della neutralità climatica entro il 2030 resta ambiziosa. Ma passa anche da iniziative simboliche capaci di tenere alta l’attenzione e di consolidare un percorso già avviato. Torino, spegnendo per una sera i suoi simboli, prova a riaccendere il dibattito su energia, sostenibilità e responsabilità condivisa.
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