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15 Febbraio 2026 - 14:17
Castellamonte svela il Re Pignatun 2026: è Wilma Revello
Castellamonte svela il Re Pignatun 2026: il volto scelto per il rogo del Mercoledì delle Ceneri è quello di Wilma Revello, presidente della Pro Loco, 80 anni compiuti e 44 anni di impegno nell’associazione. Il Carnevale scioglie così l’ultimo mistero, davanti a una piazza gremita e curiosa.
La presentazione è avvenuta domenica 15 febbraio. Prima il rinfresco offerto dalla Bela Pignatera e dal Primo Console in piazza Martiri della Libertà, poi la sfilata nel centro storico, infine l’attesa in piazza Vittorio Veneto. È lì che il gigantesco fantoccio di cartapesta ha mostrato il suo volto, dopo settimane di lavorazione e riserbo assoluto. Tenuto nascosto in un luogo segreto, è comparso tra applausi e sguardi divertiti: tradizione rispettata, sorpresa assicurata.
Il Re Pignatun non è solo una maschera. È la caricatura pubblica di un personaggio noto del paese, scelto ogni anno e destinato a finire tra le fiamme nel falò che chiude il Carnevale. Un rito che sa di satira popolare e memoria collettiva, dove l’ironia convive con il riconoscimento di una storia personale intrecciata a quella della comunità. Quest’anno il volto è quello di chi, per quasi mezzo secolo, ha lavorato dietro le quinte delle feste castellamontesi.

Il fantoccio è stato realizzato in circa tre settimane dal cerimoniere Onofrio Amore, insieme alle allieve dell’ultimo anno del Liceo Artistico di Castellamonte Chiara Simoncelli e Ingrid Raccuglia. Un lavoro artigianale che unisce esperienza e nuove generazioni, carta, colla e identità locale.
A margine, dal Carnevale di Ivrea arriva anche la proclamazione del Re Pintun, titolo attribuito dagli Arduini a Maurizio Ruggiero, padre di Marina, la Pignatera 2025. Due storie parallele, due simboli diversi, ma la stessa logica: il Carnevale che gioca con i volti noti e li consegna al rito collettivo.
Ora resta l’ultimo atto. Il Mercoledì delle Ceneri il fantoccio verrà bruciato. Castellamonte saluterà il suo Re tra le fiamme, come ogni anno. Cambiano i nomi, resta la tradizione. E con essa quella sottile linea tra celebrazione e ironia che rende il Carnevale castellamontese qualcosa di più di una semplice festa.
Il Re Pintun
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