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14 Febbraio 2026 - 17:53
TORINO. Hanno scelto un giorno che parla d’amore e di legami profondi, San Valentino, per scendere in piazza e chiedere a gran voce “un’altra Torino”, fondata sul rilancio dell’industria, della produzione e dell’automotive, con più investimenti e prospettive per il futuro. La manifestazione “Innamorati di Torino” è stata promossa da tutte le principali sigle sindacali metalmeccaniche per riportare al centro del dibattito pubblico la questione industriale di Torino e dell’intero territorio metropolitano, un tema che negli ultimi anni ha visto crescere preoccupazioni tra lavoratori, istituzioni e cittadini.
Nonostante la pioggia battente abbia impedito di riempire le strade come in altre occasioni, molti lavoratori, delegati, sindacalisti e rappresentanti delle istituzioni hanno sfilato comunque con determinazione. Il corteo, partito la mattina da piazza Arbarello e diretto verso piazza Castello, ha visto la partecipazione di centinaia di persone provenienti da tutta l’area metropolitana, con bandiere e striscioni che richiamavano l’attenzione sulla necessità di una politica industriale più coraggiosa e sostenuta.
Sul percorso hanno sfilato, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori delle fabbriche metalmeccaniche, i responsabili sindacali: Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl, Gianluca Ficco, responsabile del settore Auto della Uilm, e Samuele Lodi della Fiom Cgil. Presente anche il segretario generale della Fiom torinese Edi Lazzo, intervenuto al termine del corteo.
Alla manifestazione hanno partecipato anche le istituzioni locali: il sindaco Stefano Lo Russo, insieme alla vicesindaca Michela Favaro e all’assessore Jacopo Rosatelli, oltre ai primi cittadini di comuni come Collegno e Moncalieri. Presente anche l’assessore regionale Maurizio Marrone, il direttore della Pastorale sociale del lavoro Alessandro Svaluto Ferro, la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, insieme a esponenti del Partito Democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Sinistra Ecologista. Una presenza trasversale che ha voluto sottolineare come il tema del lavoro e dell’industria superi gli schieramenti.
Nel cuore della protesta c’è lo storico stabilimento Mirafiori, simbolo della produzione automobilistica italiana e della storia industriale torinese, la cui situazione produttiva continua a generare forte preoccupazione. I sindacati chiedono maggiore chiarezza sugli investimenti, l’arrivo di nuovi modelli da produrre localmente e volumi occupazionali stabili. Senza un piano industriale strutturato, spiegano, il rischio è quello di un progressivo ridimensionamento che coinvolgerebbe non solo la fabbrica ma l’intero indotto.
Gli appelli sono rivolti direttamente a Stellantis, chiamata a dimostrare con scelte concrete il proprio impegno sul territorio, ma anche al Governo nazionale. «Siamo qui oggi in piazza a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori per testimoniare la vicinanza della città e il sostegno a una questione importante per questo territorio. Occorre cambiare rapidamente passo con azioni forti. Il governo deve mettere in campo strumenti per fare in modo che un processo di reindustrializzazione avvenga quanto prima», ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo.
Per la Uilm, Torino non è soltanto un simbolo legato alla storia della Fiat, ma un patrimonio di competenze, professionalità e saperi che rappresentano un valore strategico per l’intero Paese. La Fiom Cgil ha sottolineato la necessità di coinvolgere l’intera società, perché l’automotive è un settore strategico che rischia di perdere peso in Italia se non sostenuto con una politica industriale chiara e condivisa. Il leader della Fim Cisl Ferdinando Uliano ha ribadito che senza industria si produce un impoverimento generale del Paese e che proprio da Torino, città che ha attraversato lunghi anni di crisi, può partire un rilancio nazionale.
Anche dal mondo dell’artigianato e delle imprese è arrivato un messaggio preciso. Cna Torino ha invitato le istituzioni a favorire l’insediamento di nuovi costruttori di autoveicoli, sottolineando che affidare tutto alla sola speranza di un aumento produttivo di Stellantis potrebbe rivelarsi insufficiente.
Nonostante la pioggia, il senso della giornata è stato chiaro: la difesa dell’industria non è nostalgia, ma progettualità. Difendere Torino come città industriale significa difendere lavoro, competenze, futuro. E il messaggio partito da piazza Castello è che l’amore per la città, evocato simbolicamente a San Valentino, deve tradursi in scelte concrete e investimenti reali.
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