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12 Febbraio 2026 - 18:49
L'Aiutante del Generale cade dal cavallo. E' Riccardo Zannini. Il video diventa virale sui telefonini
La notizia è questa. Nuda, semplice, incontestabile. È successo durante la "Salita del Generale a Cavallo e marcia del Corteo Storico da Piazza di Città". In divisa. In piena sfilata. Con la folla assiepata lungo il percorso. Davanti alla fontana di Camillo, mica in un vicolo secondario.
Il cavallo è già in marcia. Tutto procede secondo copione: divise, passo solenne, tradizione che avanza compatta come ogni anno. Riccardo Zannini, aiutante del Generale, è in sella, tutto impettito. Non sta salendo, non sta scendendo. E' già lì, perfettamente inserito nel cerimoniale.
Poi il colpo di scena.
Il cavallo decide di dire la sua. Un colpo di tacchi, netto. Secco. E Zannini si è ritrovato a terra. Buttato giù. Non scivolato. Non sbilanciato. Buttato giù.
Per fortuna – ed è la cosa più importante – non si è fatto nulla. Solo un grande spavento e una città intera che per qualche secondo ha trattenuto il fiato. Poi il sollievo. E subito dopo, inevitabile, l’onda.
Perché il video sta girando. Eccome se sta girando. Di telefonino in telefonino, di gruppo WhatsApp in gruppo WhatsApp. Rallentato, zoomato, analizzato. Oggi a Ivrea non si parla d’altro. C’è chi lo ha visto cinque volte, chi 250. Chi ride a crepapelle, chi no. C’è chi lo commenta come fosse una finale olimpica. C’è chi giura di aver colto l’esatto momento in cui il cavallo prende la decisione.
Ed è qui che l’ironia, inevitabile, comincia a farsi largo.
Perché stiamo parlando di Riccardo Zannini. Lo stesso che poche settimane fa ha animato discussioni e retroscena per la questione del ruolo. Lo stesso che con la Mugnaia non voleva andare. Lo stesso che voleva il Generale, perché l’anno scorso è stato così. Lo stesso che nel Carnevale apolitico per eccellenza finisce sempre, in un modo o nell’altro, al centro della scena.
E oggi al centro della scena ci è finito davvero. Ma in orizzontale.
C’è qualcosa di quasi teatrale nel fatto che tutto sia accaduto proprio davanti alla fontana di Camillo. Un luogo simbolico, una cornice perfetta, il momento più solenne della sfilata. La tradizione in marcia. La storia che si ripete. E poi il tonfo.
Il cavallo, va detto, non conosce verbali. Non sa nulla di nomine, ruoli, equilibri, correnti. Non distingue tra Mugnaia e Generale. Non partecipa alle riunioni. Non telefona. Non esercita diritti di veto.
Il cavallo sente e reagisce. E oggi ha reagito con un colpo di tacchi che resterà negli archivi digitali del Carnevale 2026.
La scena è destinata a entrare nella memoria collettiva: la divisa impeccabile, la marcia solenne, il gesto improvviso, la caduta, la rialzata rapida – perché Zannini si è rialzato subito – e il corteo ha ripreso il suo corso come se nulla fosse.
Ivrea è fatta così. Trasforma tutto in racconto. E quando il protagonista è uno che, volente o nolente, la scena se la prende sempre, l’episodio diventa immediatamente leggenda urbana.
Per fortuna nessuna conseguenza fisica. Solo un video virale e una città che commenta con quel misto di preoccupazione e ironia che è il vero sale del Carnevale. Perché la tradizione è solenne, sì. Ma ogni tanto anche lei perde l’equilibrio.
E oggi, davanti alla fontana di Camillo, l’ha fatto insieme a Riccardo Zannini.
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