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Alberi piantati nel posto sbagliato: a Montanaro scoppia il caso

Piantumazioni PNRR su un’area vincolata: convocata la Commissione bacino dopo l’attacco di Ponchia

Alberi piantati nel posto sbagliato: a Montanaro scoppia il caso

Alberi piantati nel posto sbagliato: a Montanaro scoppia il caso

Elezioni a sindaco del 2014: “la lista [del candidato sindaco ingegner Giovanni Ponchia] si chiama “Salviamo Montanaro” … L'Abc di Salviamo Montanaro! è: A come AMBIENTE, B come Bacino azzurro, C come concretezza”, spiega il candidato. “Tra i punti principali del programma della lista civica ci sono le tematiche ambientali”.

PONCHIA AMBIENTALISTA NEL 2014

Così leggiamo in un periodico locale in una cronaca della presentazione a Ca’ Mescarlin delle quattro liste e dei rispettivi candidati a sindaco. In interviste della campagna elettorale l’ingegnere si diffondeva sul suo amore per il paese e per il suo ambiente in parte ancora incontaminato, che lo rendevano un posto gradevole per viverci, un ambiente assolutamente da preservare con cura, e caso mai da migliorare.
Ponchia si presentava a capo di una lista civica che potremmo chiamare di destra moderata (l’altra “destra”, civica anch’essa, era quella del candidato avvocato Marco Frola), contrapposta a Luca Rastaldo del Partito Democratico e alla sinistra-sinistra di Piersilvano Ferro. Una destra moderata che si caratterizzava per una forte e proclamata attenzione alle questioni ambientali. Come mostrava lo slogan elettorale “A come ambiente… “.

PONCHIA NEL 2026

Ecco perché è un po’ sorprendente che ora l’”ambientalista” Ponchia si scagli con tale animosità contro la piantumazione di alberi. La piantumazione è stata effettuata, nell’ambito del PNRR, quindi senza costi per il Comune, da Città Metropolitana, su terreni di proprietà comunale.
Però la piantumazione è stata eseguita su un’area che la Regione ha momentaneamente bloccato perché fa parte del territorio sul quale dovrebbe sorgere, se approvato dall’ente regionale medesimo, il bacino di laminazione a protezione del rio Fossasso. Non è ancora chiaro chi abbia commesso l’eventuale errore: se il Comune di Montanaro abbia indicato a CMTO un luogo sbagliato, o se CMTO abbia letto male la comunicazione del Comune e abbia piantato gli alberi dove non doveva.
In ogni caso, Ponchia protesta perché teme che la piantumazione comprometta la realizzazione del bacino di laminazione, che egli fortemente sostiene dal tempo del suo primo mandato, dodici anni fa. Protesta e chiede al sindaco Careri la convocazione urgente della Commissione consiliare speciale sul progetto del bacino di laminazione composta dal sindaco Careri, dall’assessore Romina Merlo, dai consiglieri Stefano Pellegrino, Giovanni Ponchia e Claudio Schifanella (richiesta accolta: la riunione della Commissione si svolgerà mercoledì 11 febbraio 2026 alle 17,30).

PONCHIA: GLI ALBERI IMPEDISCONO LA REALIZZAZIONE DEL BACINO

Nella richiesta di convocazione Ponchia sottolinea il rischio che corre il progetto del bacino di laminazione: “… tale piantumazione già completata impedirebbe la realizzazione del bacino di laminazione previsto dal PPP (Partenariato Pubblico Privato) tra il Comune di Montanaro e la società Allara S.p.A… In caso di non spostamento dei suddetti alberi il progetto in oggetto non sarebbe più realizzabile ED IL PAESE RESTEREBBE A RISCHIO ALLUVIONE”.
Fra parentesi, la lettera di Ponchia è cofirmata dal collega consigliere Claudio Schifanella del Partito Democratico, il quale ha recentemente aderito al neonato comitato locale che sostiene la segretaria nazionale AMBIENTALISTA Elly Schlein, che è stata assessore all’AMBIENTE nella giunta regionale di sinistra dell’Emilia Romagna. Anche Schifanella tifa contro i poveri alberelli?
Ma la contraddizione più che evidente nella richiesta è, a mio parere, la seguente: come fa l’ingegner Ponchia a sostenere con tanta sicurezza, senza nemmeno un prudente “forse”, che senza il bacino di laminazione “IL PAESE RESTEREBBE A RISCHIO ALLUVIONE”?

Gli alberi piantati a Montanaro

SCOLMATORE O BACINO DI LAMINAZIONE?

Come tutti sanno, fino al 2013, quando Ponchia presentò ai montanaresi, con grande successo, la sua idea progettuale del bacino di laminazione, Regione e Comune, al contrario, sostenevano la realizzazione del quarto lotto dello scolmatore. Un’opera già parzialmente finanziata (con 700.000 euro) e compresa in un accordo di programma sottoscritto nel 2010 da Regione e Commissario governativo post - alluvioni. Un’opera ufficiale, non solo un’”idea progettuale” come quella del bacino di laminazione, un’idea progettuale che in quel 2013 era ancora molto da perfezionare e completare per giungere ad essere un vero progetto da presentare in Regione. Un progetto che per ora, e dopo dieci anni di sforzi di Ponchia, è ancora all’esame della Regione.
Dunque il dilemma era: sarebbe più efficace il “governativo” quarto lotto dello scolmatore, o il bacino di laminazione proposto dall’ingegner Ponchia? Quale delle due opere proteggerebbe meglio il paese dal rischio alluvioni (Montanaro aveva subito le disastrose alluvioni del 1994 e del 2000, ed altre più o meno gravi)?

UN DOCUMENTO MAI MANDATO ALLA REGIONE

Non lo sappiamo ancora, nemmeno approssimativamente. Perché non lo sappiamo? Perché in dieci anni, e nonostante le insistenti richieste della Regione, l’amministrazione Ponchia non ha MAI prodotto lo studio comparativo che dovrebbe dimostrare che il bacino di laminazione è più efficace del quarto lotto dello scolmatore.
Perché il sindaco Ponchia, in dieci anni, non ha mai provveduto a redigere, o a far redigere, quello studio comparativo e a mandarlo in Regione? Maliziosamente, si potrebbe sospettare che Ponchia non sia così sicuro di poter dimostrare che il suo bacino di laminazione sarebbe più efficace del quarto lotto dello scolmatore. Ma lasciamo pure da parte la malizia: ora Allara potrebbe finalmente produrre lo studio comparativo, se già non l’ha fatto, e la Regione potrebbe approvarlo.
Aggiungiamo che la Regione, ancora nel 2024, ha rilevato nel progetto Ponchia- Allara 21 criticità, in gran parte proprio di carattere ambientale. Criticità ambientali che dovrebbero indurre l’ingegnere ad una maggiore prudenza quando con sicurezza sostiene che senza il bacino “IL PAESE RESTEREBBE A RISCHIO ALLUVIONE”. Una prudenza che forse avrebbe potuto indurre Ponchia e Schifanella ad assumere un comportamento istituzionale collaborativo e a proporre al sindaco Careri di studiare insieme un rimedio alla questione degli alberi piantumati nel posto sbagliato. Invece di chiedere urgentemente al sindaco la riunione della Commissione, che probabilmente si trasformerà in una occasione di scontro e di scambio infuocato di accuse e susciterà all’esterno le solite polemiche social.

DOVE SONO FINITE LE OPERE COMPLEMENTARI?

Oltretutto, dieci anni fa lo studio comparativo avrebbe contrapposto al bacino di laminazione il “solitario” quarto lotto dello scolmatore. Oggi il progetto dello scolmatore non sarebbe più solo. Proprio negli ultimi anni sono stati avanzate almeno due proposte di opere complementari che aiuterebbero non solo il bacino in progetto ma anche il quarto lotto dello scolmatore a svolgere più efficacemente il compito di mitigazione del rischio alluvione.
La prima proposta è l’oggetto dello studio Enrione / Endaco, commissionato nel 2022 proprio dal Comune allora guidato da Ponchia. Lo studio Endaco vi propone la realizzazione di opere “minori”, ma non tanto minori, che raccoglierebbero e scaricherebbero altrove, senza rischi, l’acqua in eccesso che potrebbe pericolosamente riempire lo scolmatore nel caso di eventi atmosferici straordinari. Cito in sintesi e senza pretese di completezza: adeguamento manufatto di immissione nella Gora Baina; ripristino funzionalità idrauliche sottopassi Gora Baina [in realtà Gora di Chivasso] ferrovia e strada provinciale; formazione bacino di laminazione Gora Baina; adeguamento sistema di raccolta, convogliamento ed evacuazione acque meteoriche zone S. Rocco – S. Anna; rimodellamento alveo ed adeguamento sezione di deflusso Gora Baina; prolungamento in direzione sud dell’arginello in sponda sinistra del canale scolmatore Nord.

LA PROPOSTA DEL CONSORZIO DEI CANALI DI CALUSO

La seconda proposta è quella che da qualche anno il Consorzio dei Canali di Caluso sottopone ai 14 Comuni serviti. Anziché muoversi ognuno per conto proprio, i Comuni dovrebbero prendere in considerazione e discutere insieme, con spirito collaborativo, il progetto del Canale di Caluso, che si presenta come un intervento di “area vasta”, il quale si propone di cominciare a mitigare il rischio idraulico A MONTE, a cominciare dai paesi più a Nord: in modo da ridurre il rischio che tutta l’acqua di un eventuale episodio alluvionale si precipiti tutta insieme e contemporaneamente a valle, nei paesi come Montanaro, che oggi si beccano anche l’acqua che cade nei paesi a monte e deve arrangiarsi da solo.

CHI HA SBAGLIATO A SCRIVERE LE PARTICELLE CATASTALI?

Infine, una osservazione che riguarda anche le particelle del territorio montanarese che il Comune rende disponibili per la piantumazione degli alberi del PNRR. C’è stato un errore? Commesso dall’amministrazione Careri e dai suoi uffici fin dal 2024? Siamo in attesa degli accertamenti promessi dal sindaco Careri. Ma se torniamo un po’ indietro troviamo la comunicazione con la quale nel settembre 2023 il Comune di Montanaro elencava a Città Metropolitana le particelle di proprietà comunale che metteva a disposizione per la piantumazione degli alberi PNRR. Lettera firmata dal sindaco ingegner Giovanni Ponchia. Ecco l’elenco: Foglio 8 particelle 48, 254, 255, 256, 257, 258, 259, 260, 261, 262, 263; Foglio 8 particella 53 “SOLO IN PARTE”; foglio 10 part. 268; foglio part. 82.
Dunque, quale parte della particella 53 si può piantumare e quale no? Sbaglio, o una certa imprecisione era già contenuta nella comunicazione del sindaco Ponchia? L’ingegnere ha corretto in seguito l’imprecisione? Se no, gli errori di comunicazione sono cominciati già sotto l’amministrazione Ponchia? L’eventuale imprecisione di Ponchia non basta ad assolvere, se veramente ha sbagliato, l’amministrazione Careri. Insieme a CMTO il Comune dovrà chiarire chi, come e quando ha sbagliato. Ma la domanda ce la facciamo lo stesso.
Un cittadino montanarese, suppongo un geometra o un ingegnere, mi ha mandato delle tavole, scaricate da un geoportale ufficiale, dal quale si ricaverebbe che l’errata piantumazione è avvenuta proprio, almeno in parte, nella particella incriminata. Io non me ne intendo. Lascio al Comune studiare la pratica.

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