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07 Febbraio 2026 - 12:07
Addio a Giovanni Boetto: se ne va il macellaio che ha fatto scuola in Canavese
Pont Canavese ha perso Giovanni Boetto venerdì 6 febbraio. Aveva 84 anni. Per il paese non se n’è andato solo uno storico macellaio, ma un pezzo riconoscibile di quella operosità concreta che non ha mai avuto bisogno di slogan. La Macelleria Boetto, nata nel 1931 e vicina al traguardo dei cento anni, resta lì a dirlo meglio di qualunque commemorazione: il lavoro continua, perché qualcuno ha saputo insegnarlo.
Boetto era “al masler”, come lo chiamavano tutti. Un uomo riservato, poco incline alle pose pubbliche, che ha passato la vita dietro un banco e dentro un laboratorio, prima vicino alla chiesa di San Francesco, poi ai Prati della Fiera, infine in via Marconi. Spostamenti che raccontano la storia di un’attività familiare cresciuta con il paese e mai piegata alle mode. A rilevarla da giovanissimo, quando le sorelle avevano scelto altre strade, fu lui, portandosi dietro la determinazione imparata in casa da Paolo e Carolina.
Dietro quella longevità c’è stata una visione semplice e tenace: lavorare bene, diversificare quando serviva – come con l’allevamento di trote – e soprattutto trasmettere il mestiere. Non a parole, ma facendo. È così che oggi la macelleria è nelle mani della moglie Luigina, della figlia Sandra e dei nipoti Fabrizio e Daniele, che hanno raccolto il testimone senza nostalgia ma con responsabilità. Un passaggio generazionale riuscito, raro di questi tempi, che dice molto più di qualunque discorso sul “saper fare”.
Boetto non è stato solo un artigiano. Negli anni Settanta ha ricoperto anche il ruolo di vicesindaco e poi di assessore, senza mai smettere di essere prima di tutto un cittadino del suo paese. Chi lo ricorda sui social parla di gentilezza, di correttezza, di mani tese nei momenti difficili. Post che raccontano episodi concreti: negozi aperti quando altri non potevano, aiuti dati senza clamore, una presenza discreta ma costante. Quando se ne vanno persone così, scrive qualcuno, il paese resta più solo. È una frase abusata, ma qui suona vera.
Giovanni Boetto lascia la moglie Luigina, la figlia Sandra con il marito Dino, i nipoti Fabrizio e Daniele con le rispettive famiglie e i pronipoti. Il rosario si terrà domenica 8 febbraio alle 18 nella chiesa di San Costanzo; i funerali lunedì 9 alle 15, nello stesso luogo.
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