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E' morto il professor Danilo Vittone: lutto in Canavese

La sua vita si è interrotta bruscamente, dopo una breve ed inarrestabile malattia, nella prima notte trascorsa all’Hospice di Salerano

E' morto il professor Danilo Vittone: lutto in Canavese

E' morto il professor Danilo Vittone: lutto in Canavese

Danilo ci ha lasciati stanotte” ed  “E’ mancato il professor Vittone”. Queste le frasi che più si sono sentite ripetere nella giornata di venerdì 6 febbraio a Cuorgnè. La notizia si è diffusa come un fulmine fin dall’inizio della mattinata e non poteva che essere così, data la notorietà di cui godeva e l’affetto e la stima che lo circondavano. A Cuorgnè Danilo Vittone  lo conoscevano tutti ma anche a Valperga, dove aveva insegnato per quasi un trentennio. A Sparone non pochi si ricordano dei suoi anni alla Scuola Elementare, dove aveva introdotto metodi didattici e contenuti fortemente innovativi. E che dire di Chiesanuova, dove tuttora prestava la sua opera di volontariato presso il Centro Rifugiati?

Aveva tanti amici un po’ in tutto il Canavese e partecipava attivamente alla vita sociale  e culturale della sua città ma era una presenza discreta, gentile, lontana da esibizionismi ed autocelebrazioni.

Era nato poco meno di 73 anni fa in una famiglia come tante: il padre, operaio specializzato, lavorava in fabbrica mentre la mamma era casalinga. Rispetto ad altre famiglie, nella sua c’era tuttavia qualcosa in più: l’impegno politico. Suo padre Giovanni era consigliere comunale del Partito Comunista e per un certo periodo sarebbe stato anche assessore. Negli Anni Cinquanta e Sessanta essere iscritti ad un partito di sinistra e ricoprire cariche pubbliche significava davvero rendere un servizio alla comunità senza attendersi contropartite. In quell’ambiente Danilo era cresciuto, si era formato una coscienza civile ed antifascista, rafforzatasi negli anni della giovinezza quando il mondo giovanile era attraversato da fremiti di rinnovamento. Nel manifesto affisso dall’ANPI cuorgnatese e firmato dal presidente Roberto Rizzi si dice di lui: “Antifascista, storico sostenitore dell’ANPI e attivo collaboratore di ogni iniziativa, amico insostituibile”.

Dopo la scuola dell’obbligo si era iscritto all’Istituto Magistrale a Torino e poi alla Facoltà di Lettere con Indirizzo Artistico, effettuando spesso supplenze alle Medie. Partecipò al concorso per le  Elementari e, dopo un anno nel capoluogo, venne assegnato alla scuola di Sparone, dove rimase dal 1977 all’82 (portando dalla Prima alla Quinta una classe cui rimase sempre affezionato) e dove tornò nell’anno scolastico 1983-84 dopo una breve ma intensa parentesi cuorgnatese: nella sua città si stava allora sperimentando il Tempo Pieno. Venne finalmente indetto  un concorso per la Scuola Media e, dopo un anno a Forno, ottenne la cattedra a Valperga, dove rimase fino alla pensione. Ha svolto sempre il suo lavoro di insegnante con grande impegno e dedizione, cercando di aiutare tutti a superare gli scogli ma puntando nel contempo a fornire una buona base culturale.

Il professor Danilo Vittone

Ha lasciato un segno nei suoi studenti e nei loro genitori ed era assai apprezzato da colleghi e colleghe, con molti dei quali era rimasto in contatto.

Tra gli ex-studenti c’è chi, come Luigi, lo aveva reincontrato qualche anno più tardi, diventandone amico: “Mi ha aiutato nei momenti difficili ed ha fatto molto perché mi affermassi nella vita, facendomi scoprire delle qualità che avevo ma che non riuscivo a vedere. Se mi sono laureato è grazie al suo sostegno, se tengo lezioni di musica è grazie al suo suggerimento, se organizzo concerti è grazie al suo modo di motivarmi, se lavoro al Centro SAI di Colleretto è anche grazie alle sue referenze. Soprattutto mi ha aiutato quando a vent’anni ero solo come un cane  e mi ha accolto nella sua cerchia di amici nonostante gli anni di differenza.  Forse inconsciamente ha svolto nei miei confronti un ruolo paterno (ho perso mio padre quando avevo sei anni). Tante volte mi ha redarguito per aiutarmi ed a distanza di anni so quanto siano servite le sue sgridate. Grazie a lui ho cominciato a credere nell’amicizia sincera e disinteressata”.  

Col passare degli anni, invece di diminuire il proprio impegno, lo aveva esteso cominciando a fornire la sua opera gratuitamente come insegnante di Italiano presso la Comunità Mastropietro e presso i Centri per Rifugiati di Chiesanuova e di Colleretto Castelnuovo. Quanti immigrati, giovani ed adulti,  ha seguito preparandoli per l’esame di Terza Media! Quanto si è prodigato per aiutare singoli e famiglie nella ricerca di un alloggio, nelle pratiche per l’ottenimento ed il rinnovo dei Permessi di Soggiorno, nelle vertenze lavorative! In Comune, in banca, negli studi legali che assistono i migranti lo conoscevano bene eppure la burocrazia non era il suo forte. Il suo cerchio di amicizie, già ampio, si era così allargato a persone di tutte le nazionalità ed era facile, nelle serate in casa sua, incontrare iraniani, afgani, armeni, con un passato drammatico alle spalle ma con un presente sereno. Si era così aggiunto l’aspetto dell’inclusività in quello che per anni era stato il suo “salotto letterario” dove si discuteva di politica e di cultura, ci s’impegnava in vivaci discussioni ed in proficui confronti. Ricorda Annalisa Fontana, che ha gestito per lungo tempo il Centro SPRAR ora S.A.I. “La nostra collaborazione è stata ventennale e Danilo era un vero insegnante di vita,  di cultura, di integrazione, un maestro in tutte queste cose. Abbiamo fatto insieme teatro, corsi di aggiornamento per insegnare ai docenti il modo di entrare in sintonia con persone che si trovavano a imparare una lingua in età adulta; abbiamo organizzato gite per conoscere e conoscerci tra di noi; era sempre pronto a spronarci a fare, a costruire, a conoscere . È stato una fortuna averlo con noi, una presenza insostituibile: amichevolmente lo chiamavamo Preside e gli studenti erano felici di come riusciva a scovare  il bello nella storia dei loro paesi. Lo considero  uno degli amici miei più cari, un fratello”.

Egidio Costanza, presidente dell’Associazione Mastropietro, esprime il suo dispiacere sulla chat del circolo valperghese Spazi di Società, che entrambi avevano contribuito a fondare e dove i messaggi di cordoglio sono tanti e non di circostanza. Il coordinatore del Circolo Vanni Milani scrive: “Ci hai sempre  supportati e incoraggiati. Il tuo impegno culturale e la tua sensibilità sociale rimarranno sempre con noi come fonte di ispirazione”. 

Danilo nutriva una grande passione per il Cinema, materia sulla quale aveva maturato una competenza che ben conoscono gli iscritti dell’UNITRE cuorgnatese, dove teneva lezioni assai apprezzate. La presidente Maria Calvi Di Coenzo gli indirizza pensieri commossi: “Ho avuto la fortuna di incontrarti, di conoscere la tua chiara onestà, la tua limpida generosità, la tua vasta cultura, l’umiltà che ti ha reso grande, apprezzato e amico di tutti. Hai reso un grande contributo all’Unitre di Cuorgnè e credo che in tanti ti dobbiamo riconoscenza”.

Negli ultimi anni aveva sceneggiato con successo uno spettacolo su Fascismo, Seconda Guerra Mondiale e Resistenza accostando la storia passata alle vicende dei popoli oppressi di oggi. Un gruppo di dilettanti guidato da un regista di professione aveva portato in giro lo spettacolo nelle ricorrenze del 25 aprile e del 2 giugno. Era stato lui a dare l’impulso per un’altra rappresentazione storica: quella dedicata a Mamma Tilde, la cuorgnatese “Giusta tra le Nazioni”, e ad altre due figure femminili della lotta antifascista, ora diventato anche docufilm. Non è invece riuscito nell’intento di portare in scena la storia di Walter Fillak, il partigiano impiccato a due passi da casa sua: prima la pandemia, poi una serie di altri intoppi ne hanno impedito la realizzazione.

La sua vita si è interrotta bruscamente, dopo un periodo di breve ed inarrestabile malattia, nella prima notte che trascorreva all’Hospice di Salerano.  Tra i suoi amici c’è chi cerca consolazione nei ricordi, come Flora Debernardi: “Sei stato attento sempre ai bisogni degli altri, soprattutto di chi veniva da paesi diversi dal nostro. Anche quando era già chiaro che la tua energia era molto calata non volevi ancora mollare l’impegno e ti preoccupavi più dell’altro che di te. Sei sempre stato resistente e combattente e non hai mai scelto ed operato per qualche causa già vincente ma pur di essere coerente hai scelto anche ruoli scomodi e faticosi”, C’è chi non riesce a dire nulla, come una delle amiche di più vecchia data, che singhiozza: “Non mi sembra vero, non riesco a rendermene conto”.

Un’altra vecchia amica, Anna Maria Del Trebbo, anch’ella ex-insegnante di Lettere, scrive invece un ricordo intitolato “Per il mio grandissimo Amico Danilo”: “Quest’anno sarebbero stati cinquant’anni che ci conoscevamo. Eravamo ancora due giovani studenti e insegnanti alle prime armi. Avrei voluto tanto festeggiare con lui questo importante traguardo della nostra vita. Inutile dire quale persona particolare fosse. Intellettuale, colto, sagace, ironico, sempre pronto ad andare a fondo delle cose, dispensatore di buoni consigli, impegnato nel sociale e generoso con tutti ma soprattutto buono. Per me era l’Amico con la A maiuscola: lui ci sarebbe sempre stato per me e io per lui, a dispetto delle differenze di opinioni che a volte certo non mancavano. Anche se abitavamo distanti eravamo sempre in contatto e cercavamo di vederci spesso. Mi è stato sempre vicino, soprattutto nelle circostanze tragiche, ma abbiamo condiviso anche tanti momenti di gioia. Andare a trovarlo per me era come una festa. Sapeva sdrammatizzare e alleggerire le situazioni più ostiche; dava sempre il consiglio giusto, ed era divertente. Lavorare con lui non era mai un peso ma un arricchimento. Durante i nostri viaggi all’estero a volte ci prendevano per marito e moglie, vista la nostra intesa. Noi divertiti rispondevamo che eravamo l’uno per l’altra ”the best friends”. A volte scherzando progettavamo, quando saremmo stati vecchi, di andare a vivere insieme per aiutarci. Mi mancherà sempre e resterà sempre nel mio cuore”.

La cerimonia funebre si terrà martedì 10 febbraio alle 9,30 presso la Casa Funeraria Pavese di Valperga, poi la salma proseguirà per il Tempio Crematorio di Mappano. Le sue ceneri riposeranno al Cimitero di Cuorgnè. In questi giorni sarà possibile fargli visita sabato e domenica dalle 9 alle 12 e lunedì dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30.

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