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06 Febbraio 2026 - 10:57
Valperga ostaggio dei cantieri, tra promesse di fine lavori e un centro storico che si svuota giorno dopo giorno
Valperga è di nuovo bloccata, e non è una novità. Da martedì 3 febbraio il centro storico è tornato sotto assedio, con cantieri riapparsi quasi senza preavviso e una chiusura al traffico veicolare annunciata da cartelli comparsi all’improvviso. L’intervento riguarda i lavori all’acquedotto, ma già dalle prime ore è stato chiaro che, più che un piano ordinato, si stava entrando nell’ennesima fase di confusione gestionale.
Divieti poco leggibili, indicazioni contraddittorie, deroghe che sembrano scritte con la matita. La formula “esclusi i residenti”, comparsa sulla segnaletica, ha di fatto trasformato la chiusura in una zona grigia dove tutto è possibile. Nella mattinata di giovedì 5 febbraio, auto e furgoni hanno continuato a entrare e uscire dall’area interessata, tra manovre improvvisate, inversioni a U e un traffico disordinato che ha fatto saltare definitivamente i nervi a chi vive e lavora nel concentrico.
Ma ridurre tutto a questi ultimi giorni sarebbe un errore. Il problema è più profondo e ha radici che affondano negli ultimi dodici mesi, durante i quali Valperga ha vissuto una sequenza quasi ininterrotta di chiusure stradali, deviazioni, scavi e interventi diversi, spesso sovrapposti. Una condizione che, a ondate successive, ha finito per isolare il centro, rendendo sempre più complicato raggiungere le attività commerciali.
I negozianti parlano di clienti scoraggiati, di accessi difficili, di parcheggi che spariscono e di una quotidianità diventata una corsa a ostacoli. Le strade, nel frattempo, raccontano visivamente questo logoramento: asfalti provvisori, rattoppi, scavi richiusi e poi riaperti, un vero e proprio mosaico disordinato che rende ancora più faticosa la convivenza con i cantieri e alimenta la sensazione di un paese perennemente “in sospeso”.

La rabbia è palpabile. Tra commercianti e residenti c’è chi parla apertamente di una situazione ormai insostenibile, chi usa toni durissimi e chi, più semplicemente, si dice stanco di non vedere mai una fine chiara. La frase che circola con maggiore insistenza nel centro storico è diventata il simbolo di questo malessere diffuso: «Se l'amministrazione ha deciso di farci chiudere soffocandoci lentamente, tra un cantiere e l'altro, sta vincendo la sua scommessa». Parole pesanti, che fotografano meglio di qualsiasi statistica il livello di esasperazione raggiunto.
Di fronte alle polemiche, il sindaco Walter Sandretto ha fornito la spiegazione istituzionale. I lavori in corso, ha chiarito, riguardano gli allacciamenti alla nuova condotta fognaria e idrica realizzati da Smat lungo la strada provinciale 13 di Front, nel tratto compreso tra piazza Donatori di Sangue e l’intersezione con via Battisti. Interventi autorizzati dalla Città metropolitana di Torino, che si inseriscono in un progetto più ampio già concluso in via Matteotti e via Pierino Grosso.
Secondo il primo cittadino, la chiusura delle vie Martiri della Libertà e Mazzini è formalmente prevista fino al 18 febbraio, anche se le condizioni meteo invernali potrebbero comportare un allungamento dei tempi. "Una fase necessaria" spiega Sandretto. Per limitare i disagi, l’amministrazione rivendica una chiusura graduale del tratto interessato e una riduzione del 20% della Tari per i negozianti che abbiano dimostrato una contrazione del fatturato.
Misure che, però, faticano a colmare la distanza tra la narrazione ufficiale e la percezione quotidiana di chi, ogni mattina, alza una serranda in un centro sempre meno accessibile. Nel frattempo anche il trasporto pubblico ha dovuto adattarsi, con i mezzi Gtt deviati su strada Borelli, una soluzione tampone che non ha certo contribuito a rasserenare il clima.
La sensazione diffusa è che Valperga stia pagando il prezzo di una programmazione frammentata, dove ogni cantiere viene giustificato singolarmente, ma l’effetto complessivo diventa soffocante. E mentre l’amministrazione guarda al completamento delle opere, il paese si interroga su una domanda semplice e scomoda: quanto ancora il cuore di Valperga può reggere una successione di lavori che, per molti, sembra non avere mai davvero fine.
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