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05 Febbraio 2026 - 19:50
Bocconi avvelenati in Canavese, l’allarme del Comune dopo due cani trovati morti
Due cani trovati morti lungo la strada provinciale per Castelnuovo Nigra. È questa la notizia che il Comune di Castellamonte ha diffuso oggi, giovedì 5 febbraio, attraverso i propri canali social, parlando apertamente di sospetto avvelenamento. Un fatto grave, l’ennesimo, che riporta al centro una violenza tanto silenziosa quanto vigliacca: quella contro gli animali.
I corpi dei due cani sono stati rinvenuti senza vita lungo la carreggiata. A far scattare l’allarme è stato un medico veterinario del territorio, che ha segnalato il caso a palazzo Antonelli. Al momento si parla di sospetto: saranno le analisi di laboratorio a chiarire le cause della morte. Ma il quadro, purtroppo, è già fin troppo familiare.
Dal Comune l’invito è chiaro e prudente. «È giunta segnalazione da parte di un veterinario del territorio di due cani deceduti a causa di sospetto avvelenamento, in zona Strada per Castelnuovo Nigra a Castellamonte. Si invitano tutti i proprietari di animali a prestare la massima attenzione», spiegano dall’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Mazza. Un messaggio accompagnato anche da un’immagine pubblicata sui canali istituzionali, a testimonianza della gravità dell’accaduto.

Le raccomandazioni sono quelle previste in questi casi: non lasciare animali incustoditi nelle aree pubbliche, sorvegliare i bambini, non toccare esche o sostanze sospette, e rivolgersi immediatamente a un veterinario in presenza di sintomi come vomito, convulsioni o difficoltà respiratorie. Misure di buon senso che, però, raccontano un problema più profondo: la necessità di difendersi da chi trasforma gli spazi comuni in trappole mortali.
Sui social, sotto il post del Comune, la rabbia è esplosa subito. «Ma altri due casi??? O intendono i due casi che sono avvenuti un mese fa? Se così fosse uno schifo veramente gente di », scrive Agnese, dando voce a un dubbio che pesa come un macigno: si tratta di un nuovo episodio o di una ferita che non ha mai smesso di sanguinare? «Ma perché? Quale è il motivo? I cani non hanno colpe! Anzi, sono meglio degli umani», aggiunge. C’è chi non usa mezzi termini, come Fabrizio: «Scusate il francesismo!! un ominide di merda… un gesto vile e ignobile di qualche cavernicolo ignorante».
Parole dure, forse scomode, ma che restituiscono il clima di esasperazione. Perché quando i sospetti di avvelenamento si ripetono, il problema non è più solo la cronaca nera. È una questione di sicurezza pubblica, di civiltà, di rispetto delle regole e della vita. E finché a pagare saranno animali innocenti – e, potenzialmente, anche persone – il silenzio non potrà mai essere un’opzione.
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