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Cuore Toro, non basta: l’Inter resiste e spegne la rimonta granata

A Monza la squadra di Baroni va sotto, reagisce e sfiora l’impresa, ma la semifinale sfuma

Toro

Crediti: pagina ufficiale IG torinofc1906

Lontano da San Siro e con una formazione profondamente rinnovata, l’Inter supera il Torino di Marco Baroni e conquista l’accesso alle semifinali di Coppa Italia, dove affronterà la vincente tra Napoli e Como. I quarti di finale si giocano all’U-Power Stadium di Monza, scelta obbligata per l’indisponibilità di San Siro, impegnato per l’inaugurazione dei Giochi Olimpici.

La serata è segnata da scelte radicali soprattutto in casa nerazzurra. Cristian Chivu opta per una vera e propria rivoluzione “verde”, lasciando spazio a tanti giovani e facendo rifiatare i titolarissimi, a partire da Lautaro Martinez, inizialmente in panchina. In porta c’è Josep Martinez, davanti la coppia Thuram-Bonny, in difesa De Vrij, a centrocampo Diouf. All’ultimo momento arriva anche il forfait di Darmian, fermato da una gastroenterite. Spazio inoltre agli esordi del classe 2007 Matteo Cocchi e di Issiaka Kamate, in una gara che mantiene intatto il suo fascino nonostante le numerose novità.

Sugli spalti, sotto una pioggia battente, c’è anche il presidente della Fifa Gianni Infantino. Prima del fischio d’inizio, Beppe Marotta ribadisce l’indignazione del club per la vicenda Audero, sottolineando come non rappresenti il dna dei tifosi interisti, che infatti espongono uno striscione di solidarietà verso il giocatore.

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L’Inter non è brillante come nelle serate migliori, ma mostra personalità. Dopo una fase iniziale equilibrata, con Vlasic pericoloso al 9’ e al 14’ e una traversa colpita da Carlos Augusto al 20’, i nerazzurri sbloccano la partita al 35’. Bonny finalizza un cross perfetto del ventenne Kamate, premiando il coraggio delle scelte di Chivu. Il Torino non sfigura e va vicino al pari con Prati, che però non sfrutta una respinta corta del portiere.

Nella ripresa l’Inter riparte con decisione e dopo appena due minuti trova il raddoppio con una bella azione corale chiusa dall’asse Thuram-Diouf. Il doppio vantaggio sembra indirizzare la gara, ma il Torino non molla. I granata reagiscono, trovano in Martinez un ostacolo su Njie e al 13’ accorciano le distanze con il colpo di testa di Kulenovic, approfittando di una disattenzione della difesa nerazzurra.

La partita si accende. Chivu inserisce Lautaro, Esposito e Sucic, mentre Baroni risponde con Maripan, Ilkan e Lazaro. Il Torino crede nell’impresa e sfiora il clamoroso pareggio: Prati segna di testa, ma il gol viene annullato per fuorigioco, spegnendo l’entusiasmo granata. Gli ultimi minuti sono intensi e nervosi, con errori da entrambe le parti e una stanchezza sempre più evidente. I cinque minuti di recupero sembrano interminabili, ma il risultato non cambia.

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Alla fine l’Inter passa con merito, confermando la volontà del club di restare competitiva su tutti i fronti anche con una squadra giovane e sperimentale. Per il Torino resta l’amarezza dell’eliminazione, ma anche la consapevolezza di aver messo in difficoltà una big, mostrando carattere e organizzazione fino all’ultimo.

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