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Costume e Società

Claudio Lippi riappare e spiazza tutti: a 80 anni apre Instagram per raccontare “la verità” dopo 21 anni di silenzio (VIDEO)

Dopo “Falsissimo” e le voci sulla terapia intensiva, il conduttore torna a parlare e promette una storia lunga “fino a Ferragosto”

Lippi

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Per anni Claudio Lippi è rimasto ai margini del racconto pubblico, lontano dalla televisione e quasi assente dai radar mediatici. Ora, a 80 anni, sceglie il luogo più inatteso per riprendere la parola: Instagram. Lo fa con un profilo nuovo e con un video introduttivo che, in poche ore, rimbalza sui social e riaccende l’attenzione su una figura storica della tv italiana, tornata al centro della discussione dopo la recente comparsa in videochiamata nel format “Falsissimo”.

L’esordio è netto, quasi una smentita preventiva: «Sono vivo, non sono in terapia intensiva come avrete probabilmente visto nel corso di altri appuntamenti». È l’incipit con cui Lippi decide di tagliare corto sulle voci circolate nelle ultime settimane e attribuite anche a quanto raccontato da Fabrizio Corona, che nel suo format lo aveva descritto in condizioni critiche. Lippi, invece, ribadisce la propria presenza e lo fa spiegando anche perché quel profilo esiste: «Questo è un profilo nuovo, lo devo soprattutto all’insistenza e al supporto di mia figlia Federica».

Poi arriva la promessa, quasi una sfida al tempo: «Ho una lunga storia da raccontarvi. Se iniziamo oggi, non so se finiamo a Ferragosto». Non è solo un modo di dire. È il segnale di un’intenzione precisa: ricostruire un rapporto diretto con chi lo ha seguito per decenni, dopo un’assenza che lui stesso quantifica in “quasi” 21 anni. Lo chiarisce senza giri di parole: vuole riprendersi lo spazio del dialogo con il pubblico, quello che definisce la sua vera dimensione. «Un modo, dopo 21 anni di silenzio, di riprendere il rapporto con quello che per me è vita: il rapporto con il pubblico».

Nel video e nei messaggi successivi, Lippi lega l’idea del ritorno a un tema che insiste più volte: verità e dignità. Non si presenta come un “maestro” né come un moralista, ma come qualcuno che sente il bisogno di spiegare, di mettere ordine, di dire la propria senza filtri. «Instagram è un modo per me di sentirmi vivo, perché sono vivo, sano magari non tanto, però sono vivo», dice, e subito dopo aggiunge: «La televisione è fatta di verità e di dignità. E io senza fare il guru e dare lezioni di vita, voglio dire la verità».

Il giorno dopo l’apertura del profilo, arriva un secondo video, ancora più carico di tono e intenzione. Lippi racconta di aver letto una valanga di messaggi e affronta anche le critiche ricevute: «Ho letto centinaia di messaggi», dice, spiegando che alcuni lo accusavano di «sputare nel piatto in cui mangiavo». Ma la risposta non è di difesa, è di rilancio: «Io non sono una vittima, sono un leone inca**ato perché non gli è stato permesso da 21 anni di fare la televisione che molti di voi rimpiangono e vorrebbero. Abbiamo già perso molti maestri ma ci sono ancora io e finché ci sono, non ce n’è per nessuno».

Parole forti, che però Lippi prova subito a incorniciare dentro una linea di coerenza personale. In un post pubblicato sul profilo, chiarisce di non avere mai avuto l’obiettivo di colpire qualcuno o fare gossip. Scrive: «Non è mai stato nel mio interesse screditare qualcuno. Giammai ho fatto gossip, né ho cercato di sminuire l’operato altrui. Non fa parte della mia storia, non fa parte del mio modo di essere, e non fa parte dei miei valori». E insiste sul fatto che le sue siano semplici “osservazioni” su un mondo che oggi avverte lontano: «Osservazioni di un mondo che oggi non mi appartiene più. Di meccanismi lontani dal mio vivere, da schemi e sistemi che non riconosco come miei. Non per superiorità, non per giudizio, ma per differenza».

Il punto, in quel testo, diventa l’idea dell’esclusione. Non gridata, non trasformata in rancore, ma descritta come un fatto che pesa: «La mia, semmai, è una delusione silenziosa. Una delusione nata dall’esclusione». Lippi non entra nei dettagli di ciò che è accaduto in questi anni, ma spiega il motivo di fondo della sua distanza: «Non sono entrato e non ho voluto entrare in un sistema che non sentivo mio, che non rispecchiava ciò in cui credo e il modo in cui ho sempre pensato la comunicazione». Poi rivendica la scelta di restare fedele a se stesso: «Ho scelto, a un certo punto, di restare fedele a me stesso. E so bene che questa scelta ha avuto un prezzo. L’ho pagato. Senza clamore, senza vittimismo, senza accuse».

Dentro la polemica di questi giorni, Lippi dedica anche un passaggio a Fabrizio Corona, nonostante le ricostruzioni che lo riguardavano. Ne riconosce il coraggio nel parlare dei retroscena della tv e dei suoi “circolini”, sostenendo che dietro lo schermo non ci sia sempre ciò che sembra. È un assist che alimenta la discussione, ma che Lippi prova a gestire con la sua chiave: non attacco personale, piuttosto denuncia di un clima e di un metodo. Il punto, per lui, non è la rivincita. Lo scrive chiaramente: «Non ho rancore. Non cerco rivincite. Cerco solo verità, coerenza e rispetto». E chiude con una dichiarazione di intenti, quasi un manifesto del suo ritorno: «Io continuo a credere che esista spazio per un modo diverso di comunicare. Un modo più umano. Un modo più pulito. Un modo che, semplicemente, mi assomiglia».

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