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03 Febbraio 2026 - 15:33
Cellule NK dal sangue cordonale contro la leucemia pediatrica: al Regina Margherita di Torino una nuova frontiera della ricerca (immagine di repertorio)
Curarsi con la ricerca non è uno slogan, ma una traiettoria concreta che in Piemonte passa anche dai laboratori dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, dove è in corso uno dei progetti più avanzati nel campo delle nuove terapie cellulari per la leucemia pediatrica. Si chiama TSLPR CAR NKs ed è una sperimentazione che mira a dimostrare l’efficacia antitumorale di cellule natural killer (NK) derivate dal sangue di cordone ombelicale, ingegnerizzate per colpire in modo selettivo le cellule leucemiche.
Il progetto è coordinato dal Regina Margherita, con Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino, nel ruolo di Principal Investigator, ed è finanziato dall’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale (ADISCO). Alla base c’è una collaborazione scientifica strutturata con il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, uno dei centri di riferimento mondiali per l’oncoematologia, che negli ultimi anni ha già favorito uno scambio diretto di competenze tra Torino e gli Stati Uniti. Dopo un periodo di ricerca svolto a Seattle dalla dirigente medico di Oncoematologia Pediatrica Valeria Ceolin, nel 2025, è ora previsto l’arrivo a Torino di Soheil Meshinchi, direttore del Laboratorio di Scienze Molecolari e Traslazionali del centro americano.
Il contesto clinico in cui si inserisce il progetto è quello della leucemia acuta pediatrica, che rappresenta circa il 35% di tutti i tumori dell’età infantile. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, soprattutto nella leucemia linfoblastica acuta, le possibilità di sopravvivenza dopo una prima ricaduta, in particolare nella leucemia mieloide acuta, restano limitate e si fermano attorno al 40-50%. È proprio nelle forme recidivate o resistenti alle terapie convenzionali che la ricerca sta cercando nuove strade, capaci di superare la resistenza biologica della malattia e ridurre al tempo stesso la tossicità dei trattamenti.

Negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata sulle terapie cellulari, in particolare sulle CAR-T, che hanno dimostrato un’elevata efficacia ma anche limiti importanti legati agli effetti collaterali e ai tempi di produzione. Da qui nasce l’interesse crescente per le CAR NK, cellule natural killer modificate con un recettore chimerico capace di riconoscere antigeni specifici delle cellule tumorali, mantenendo però un profilo di sicurezza potenzialmente più favorevole.
Il progetto TSLPR CAR NKs si concentra su un bersaglio preciso: il recettore TSLPR, la linfopoietina stromale timica, espresso in modo selettivo nelle cellule di alcune leucemie pediatriche acute e assente nelle cellule sane. L’idea è quella di creare un prodotto cellulare altamente specifico, in grado di colpire i blasti leucemici quiescenti, responsabili delle recidive, senza provocare danni collaterali al midollo osseo o ad altri tessuti.
Dal punto di vista operativo, la ricerca parte dalle unità di sangue cordonale conservate presso la Torino Cord Blood Bank e destinate alla ricerca preclinica perché non idonee all’uso trapiantologico. Queste unità vengono processate nel Laboratorio Centro Trapianti e Unità di Terapia Cellulare del Regina Margherita, dove si ottengono milioni di cellule NK. Attraverso un processo di trasduzione con lentivirus, che veicola il costrutto CAR sviluppato a Seattle, le cellule vengono ingegnerizzate per esprimere il recettore anti-TSLPR. La loro efficacia antitumorale viene quindi testata in modelli cellulari e animali, con esperimenti di citotossicità sia in vitro sia in vivo.
Una volta completata con esito positivo la fase preclinica, il passaggio successivo sarà la traslazione del prodotto in un contesto GMP (Good Manufacturing Practice), nel rispetto delle normative italiane ed europee sui medicinali di terapia avanzata. Questo passaggio è fondamentale per garantire standard rigorosi di sicurezza, sterilità, purezza e stabilità del prodotto e per avviare uno studio clinico di Fase I/II. Lo studio sarà rivolto a pazienti pediatrici e giovani adulti con leucemia acuta recidivata o refrattaria positiva a TSLPR, che riceveranno una dose fissa di cellule TSLPR CAR NK allogeniche.
L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: offrire una terapia cellulare standardizzata, disponibile senza i tempi di attesa tipici delle CAR-T autologhe, con un profilo di tossicità più contenuto e una maggiore capacità di prevenire le recidive. Le cellule NK, infatti, uniscono alla specificità del recettore CAR la loro naturale capacità di distruggere le cellule tumorali, configurandosi come una piattaforma particolarmente promettente per le future strategie di immunoterapia.
Questo progetto rappresenta uno dei tasselli più avanzati della rubrica “Curarsi con la ricerca in Piemonte”, promossa dalla Regione Piemonte in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che punta a raccontare e valorizzare il lavoro di ricerca svolto all’interno delle Aziende Sanitarie Regionali. Un percorso che mette al centro l’integrazione tra assistenza e ricerca, la rete degli IRCCS, la governance scientifica regionale e le collaborazioni internazionali, con l’obiettivo di tradurre l’innovazione in cure sempre più efficaci, sicure e personalizzate per i pazienti più fragili.
A Torino, nei reparti e nei laboratori del Regina Margherita, questa visione sta già prendendo forma. E per molti bambini e famiglie, potrebbe presto significare una nuova possibilità concreta di cura.
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