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03 Febbraio 2026 - 11:29
Cosa succede davvero quando il martelletto del banditore batte il fatidico “aggiudicato”? Cosa si nasconde dietro cifre da capogiro, collezionisti invisibili e opere che in pochi minuti cambiano destino?
Il mondo delle aste d’arte, affascinante e spesso misterioso, è stato al centro dell’incontro “I segreti delle aste”, andato in scena giovedì 22 gennaio sul palco del Teatro Pavarotti di Leini.
L’appuntamento si inserisce nella rassegna “Parole a colori: Leini incontra i protagonisti del nostro tempo”, promossa dall’assessorato alla Cultura con la direzione artistica di Roberto Piana.
Ospite della serata Caterina Fossati, esperta di arte contemporanea e figura di primo piano nel panorama delle case d’asta, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio dietro le quinte di un settore conosciuto dai più solo attraverso film, serie televisive o rare immagini patinate.
A partire da una breve contestualizzazione dell’arte moderna e contemporanea, Fossati ha svelato i meccanismi, spesso invisibili, delle grandi case d’asta: dal rituale del martelletto, passando per le strategie, le attese e le sorprese che possono cambiare il valore di un’opera in pochi istanti.
Un racconto arricchito da esempi emblematici: dal celebre Iris di Vincent Van Gogh, battuto nel 1987 da Sotheby’s a New York per 53,9 milioni di dollari, fino ai Goldfish di Sanyu, stimati 23 milioni e aggiudicati nel 2020 da Christie’s a Hong Kong per oltre 21 milioni di dollari.

Caterina Fossati in dialogo con Roberto Piana
Non è mancato uno sguardo al presente e al territorio. Fossati ha infatti ricordato un recente successo professionale alla casa d’aste torinese Bolaffi, dove nella primavera del 2025 ha portato in asta una natura morta di tubi e viti firmata Fernand Léger, proposta con una base d’asta di un milione di euro e battuta al martello per 2 milioni.
Dialogando con Roberto Piana, l’esperta ha poi affrontato temi più ampi: il collezionismo, la passione per l’arte, il confine sottile tra genialità e follia creativa. Sullo schermo scorrevano immagini di grandi capolavori, commentati e analizzati con il pubblico, in un confronto vivace e partecipato.
Spazio anche a una riflessione attualissima sull’intelligenza artificiale e sul suo possibile impatto nel mondo dell’arte.
"L’intelligenza artificiale non inventa nulla – ha dichiarato Fossati – non crea, ma rielabora ciò che già esiste. È un enorme motore di ricerca che mette insieme migliaia di elementi. L’arte, invece, nasce da una necessità dell’uomo, da un bisogno profondo. Dalla follia, dallo schizzo improvviso. L’uomo che, invece di seguire una linea retta fatta solo di mangiare e dormire, decide di dire: “Io faccio un quadro”. È follia, ma è anche necessità".
Un messaggio finale rivolto soprattutto alle nuove generazioni e alle famiglie: "Insegnate ai vostri figli le cose manuali, l’artigianato, tutto ciò che non potrà mai essere sostituito". Un invito a custodire la dimensione umana della creazione, anche in un’epoca sempre più dominata dalla tecnologia.
Una serata capace di unire divulgazione, curiosità e riflessione, confermando ancora una volta il Teatro Pavarotti come spazio di incontro e dialogo culturale per la comunità di Leini.

La serata al Pavarotti
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