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Narcotrafficante italiano arrestato in Colombia. E' il latitante Lorenzo Dei Meneghetti.

Un arresto all’alba in una villa di Ciénaga svela la rete di un presunto “regista logistico” del narcotraffico transnazionale. Dalle coste caraibiche alle piazze europee, ecco come si muoveva, secondo gli inquirenti, il ricercato italiano

“Il ponte invisibile della cocaina”: catturato in Colombia l’italiano Dei Meneghetti, snodo tra Europa e Americhe

“Il ponte invisibile della cocaina”: catturato in Colombia l’italiano Dei Meneghetti, snodo tra Europa e Americhe

Nella quiete irreale di una casa di Ciénaga, cittadina del dipartimento di Magdalena affacciata sul Caribe colombiano, è finita la latitanza di Lorenzo Dei Meneghetti: per le autorità un “ingranaggio chiave” nel traffico di cocaina tra Sud America ed Europa. L’arresto, eseguito all’alba, è l’esito di una cooperazione internazionale che ha coinvolto Policía Nacional de Colombia, Interpol e autorità italiane. A intervenire è stata la polizia colombiana, sulla base di un flusso informativo che – secondo gli investigatori – monitorava il presunto trafficante da anni.

Di 47 anni, Dei Meneghetti viene descritto come un coordinatore più che come un padrino tradizionale. Un profilo defilato, operativo sui collegamenti logistici, sugli agganci e sulle rotte. Non un comandante sul territorio, ma un facilitatore capace di connettere fornitori latinoamericani e mafie europee attraverso container, porti, documenti falsi, broker e complicità portuali. Per questo ruolo era finito nella lista dei più ricercati in Italia, con una notifica rossa Interpol valida in 196 Paesi. Alcune testate colombiane collegano la cattura a un’operazione internazionale denominata “Apocalipsis”, in coordinamento con la Guardia di Finanza di Venezia e reparti navali italiani. Il perimetro dell’operazione dovrà essere chiarito negli atti, ma la cooperazione tra Colombia e Italia è confermata.

L’operazione è scattata a Ciénaga, a circa 30 chilometri da Santa Marta, area già nota come zona di transito e rifugio. Fonti locali parlano di un’abitazione con piscina dove l’uomo viveva mantenendo un profilo basso, protetto da fiancheggiatori e da documenti falsi, inclusi in passato alias riconducibili a cittadinanza romena. Dopo settimane di sorveglianza e pedinamenti, l’irruzione e il trasferimento sotto scorta. Ora è a disposizione dell’autorità giudiziaria per le procedure di estradizione.

La Policía Nacional ha definito Dei Meneghetti un “objetivo de alto valor” per il suo presunto coinvolgimento nel traffico internazionale di stupefacenti, definizione ripresa anche dal ministro della Difesa colombiano Pedro Sánchez.

Secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe articolato le rotte della cocaina tra Colombia e i porti di Spagna, Italia e Marocco, sfruttando la logistica marittima globale. Le autorità italiane lo collegano a gruppi criminali italiani, albanesi e tunisini. Il suo nome emerge in indagini risalenti almeno alla metà degli anni Dieci, fase in cui si consolidano alleanze stabili tra cartelli latinoamericani e mafie europee.

Non è il primo italiano di alto profilo arrestato in Colombia. Il Paese resta uno snodo centrale tra produzione e mercati finali. In questo schema, Dei Meneghetti sarebbe stato un coordinatore di spedizioni più che un uomo di piazza, capace di attivare porti secondari e catene di trasbordo mascherate da carichi commerciali. Un metodo basato su frammentazione dei rischi, società di comodo e triangolazioni.

Per gli inquirenti, il valore della sua figura sta nella funzione di “hub umano” tra Sud America ed Europa. La cattura non interrompe i flussi, ma rimuove una pedina esperta. In un mercato dove prezzi bassi e alta purezza indicano un’offerta stabile, colpire chi organizza conta più che sequestrare singoli carichi.

La vicenda è il risultato di una cooperazione strutturata tra Colombia, Interpol e Italia, con il coinvolgimento di reparti specializzati nel contrasto al narcotraffico. Gli elementi confermati indicano una caccia internazionale avviata da provvedimenti italiani, un monitoraggio sul campo nel dipartimento di Magdalena e un collegamento operativo con l’Italia, in particolare con la Guardia di Finanza di Venezia e lo Squadrone Navale di Chioggia, riferimento ricorrente nelle ricostruzioni giornalistiche.

Sul piano giudiziario, Dei Meneghetti è ricercato per traffico di droga e associazione finalizzata al narcotraffico, con condanne già intervenute in precedenti procedimenti italiani. Ora si attende la convalida in Colombia e l’avvio dell’estradizione. I tempi dipenderanno dalle decisioni delle autorità giudiziarie competenti.

Nel frattempo, l’etichetta di “capo del narcotraffico in Sud America” resta una definizione mediatica. Saranno i tribunali a stabilire ruoli e responsabilità. Ma per gli investigatori una cosa è certa: figure che tengono insieme rotte, porti e relazioni sono più difficili da sostituire di chi gestisce materialmente i carichi.

Per la cronaca, il nome di Lorenzo Dei Meneghetti compare  nell’inchiesta antidroga “Apocalisse” (2016) coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, legata ai traffici tra Lombardia, Veneto e Chioggia, Albania e Tunisia. In primo grado era stato condannato a  22 anni di carcere, pena ridotta a 12 anni (ottobre 2021), con ridimensionamento del ruolo da promotore a partecipante.

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