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Elena Piastra in tour, Settimo ferma al palo

Convegni, fondazioni, passerelle e applausi fuori città. Intanto a Settimo Torinese i problemi quotidiani si accumulano e la sindaca sembra sempre più candidata a qualcosa, e sempre meno sindaca

Elena Piastra in tour, Settimo ferma al palo

Elena Piastra ad Asti

C’è chi amministra una città e chi, più ambiziosamente, amministra la propria agenda, le proprie ambizioni personali.  

Elena Piastra appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Mentre Settimo Torinese fa acqua – in senso figurato, ma a tratti anche molto concreto – la sua sindaca è sempre più spesso altrove. In viaggio. In tour. In platea. Sul palco. Con microfono, badge e titolo lungo quanto una mozione di congresso.

Perché governare una città è faticoso, ingrato, pieno di buche (non solo stradali). Molto meglio, evidentemente, frequentare convegni, fondazioni, incontri “di alto profilo” dove nessuno chiede conto delle perdite d’acqua, dei cantieri eterni, del degrado quotidiano e di quella sensazione diffusa che a Settimo la realtà corra più veloce del Comune.

Venerdì 30 gennaio, ore 17, Asti, Fondazione Giovanni Goria. Sala gremita all’Hub culturale Memoria Futura. Titolo impegnativo: “Quale futuro per i piccoli comuni?”. Una domanda legittima, per carità. Un po’ meno legittimo chiederselo mentre si governa una città che piccola non è, ma che sembra spesso amministrata come se lo fosse. O, peggio, come se fosse solo un trampolino.

Elena Piastra ad Asti

Elena Piastra ad Asti

aCairo

Elena Piastra a Cairo Montenotte

Elen Piastra

Elena Piastra, sala delle colonne

Sul palco sfilano nomi e incarichi: Maurizio Rasero, presidente della Provincia di Asti e sindaco di Asti; Matteo Barbero, dirigente finanziario della Città metropolitana di Torino; Diego Musumeci, sindaco di Moncalvo e vicepresidente ANCI Piemonte; Jacopo Suppo, vicesindaco della Città Metropolitana; Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM; Fabio Isnardi, consigliere regionale ed ex sindaco. E naturalmente lei, Elena Piastra, sindaca di Settimo Torinese e presidente di ALI Piemonte. Due ruoli, una presenza fissa, una carriera che corre.

Applausi, ringraziamenti, foto. Tutto molto serio. Tutto molto istituzionale. Tutto molto lontano da Settimo.  

Al mattino, Piastra, aveva già portato i saluti istituzionali ad un evento organizzato dalla Ragioneria dello Stato in Sala delle colonne del Comune di Torino, in qualità di vicepresidente ANCI Piemonte.

E non finisce qui. Non c'è il due senza il tre... Il giorno dopo, 31 gennaio, eccola a Cairo Montenotte. Altro incontro, altro pubblico, altri interventi. Stavolta il contesto è ancora più solenne: memoria, Resistenza, partigiani, ANPI. Paolo Lambertini, Mauro Righello, Gianfranco Sangalli, Ubaldo Ballarini, Leda Bertone. Un evento sentito, partecipato, denso di storia e di emozioni. E anche qui, immancabile, Elena Piastra.

Un incontro veramente interessante, scrivono. E non c’è motivo di dubitarne. Ma viene spontaneo chiedersi: interessante per chi? Per Settimo, che intanto resta senza risposte? O per un profilo politico in cerca di una candidatura in Parlamento o per la Regine che cresce a forza di presenze, chilometri macinati e sedie occupate?

Perché mentre la sindaca è in giro, la città resta ferma. Ferma nei problemi cronici, nelle manutenzioni che non arrivano, nelle promesse ripetute, nei disagi che diventano normalità. Settimo non chiede convegni sul futuro dei piccoli comuni: chiede attenzione sul presente di una città media che vorrebbe essere amministrata come tale. Chiede una sindaca meno candidata e più sindaca.

Il paradosso è tutto qui: Elena Piastra parla di territori, autonomie, comunità locali, "città belle da vivere" ma sembra sempre meno radicata nella sua. Presiede, interviene, riflette, elabora. Ma governa? La sensazione – sempre più diffusa – è che Settimo sia diventata una base logistica, non una priorità politica. Una tappa, non una meta.

Certo, qualcuno dirà che “è importante fare rete”, che “la visibilità porta benefici”, che “la politica è anche rappresentanza”. Tutto vero. Ma c’è un limite sottile tra rappresentare una città e usarla come biglietto da visita. E quel limite, a Settimo, sembra superato da un pezzo.

Nel frattempo la città continua a fare acqua. Non nei comunicati, non nelle sale gremite, non nei ringraziamenti ufficiali. Fa acqua nella vita quotidiana, quella che non finisce su Facebook e non prevede buffet finali. Quella che richiederebbe presenza, ascolto, scelte. Anche scomode. Anche poco spendibili nei convegni.

Insomma, mentre Elena Piastra accumula interventi, Settimo accumula problemi. Mentre lei guarda avanti, la città resta indietro. E più il tour si allunga, più cresce una domanda semplice, terra terra, poco istituzionale ma molto reale: chi governa davvero Settimo Torinese mentre la sindaca è in giro?

Forse la risposta arriverà al prossimo convegno. O alla prossima candidatura. Settimo, nel frattempo, aspetta.

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