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31 Gennaio 2026 - 20:54
Monica Durante, sindaca di Brandizzo
È una denuncia pubblica, nero su bianco, firmata dal gruppo consiliare di minoranza Brandizzo Civica. E riguarda una cosa che in politica locale pesa più di mille dichiarazioni: la presenza dove si decide. Secondo l’analisi dei verbali e delle presenze assembleari, nel 2025 il Comune di Brandizzo risulta assente al 100% sia al C.I.S.S. (Consorzio Intercomunale Servizi Sociali) sia al Consorzio di Area Vasta CB16, quello che si occupa della gestione dei rifiuti. Welfare e immondizia: due parole che non fanno scena, ma fanno la vita quotidiana di un paese.
Brandizzo Civica non usa giri larghi: “Non è più un caso isolato, ma un metodo: il Comune di Brandizzo sembra aver rassegnato le dimissioni dai tavoli che contano”. E il punto non è la polemica. È l’effetto pratico: “Due pilastri fondamentali per la vita dei cittadini – assistenza ai fragili e gestione dell’igiene urbana – gestiti ‘in contumacia’ dall’amministrazione durante l’anno appena trascorso”.
Nel CISS Brandizzo non è un socio qualunque: ha il 12% delle quote, secondo solo a Chivasso. Ma nei verbali del 2025, sostiene la minoranza, la fotografia è sempre identica: “assente”. Le date riportate nella tabella parlano chiaro: il Comune non risulta presente all’assemblea del 13 maggio 2025 (approvazione rendiconto), né il 30 giugno (convenzione INPS/CISS Home Care Premium), né il 15 luglio (assestamento di bilancio), né l’11 novembre (modifica DUP e variazione di bilancio).
E non è solo una questione di servizi sociali. Anche sul fronte rifiuti, al Consorzio di Area Vasta CB16, Brandizzo Civica parla di una sedia rimasta vuota nei momenti che contano davvero: programmazione, bilanci, atti di pianificazione, nomine. Nel 2025 risultano assenze il 18 febbraio (programma triennale acquisti e piano di sub ambito), il 15 aprile (aggiornamento e approvazione definitiva del piano, modifiche e rendiconto), il 24 luglio (assestamento e salvaguardia equilibri di bilancio), il 25 settembre (DUPS 2026/2028), il 27 novembre (nomina revisore, patti parasociali, variazione di bilancio).

Roberta Favini, consigliera comunale di opposizione a Brandizzo
Brandizzo Civica lega tutto a una conseguenza politica netta: “Cosa significa questa latitanza? Significa che sulle scelte che influenzano la TARI o sulla qualità dell’assistenza domiciliare, Brandizzo ha rinunciato a contare”. Perché non partecipare non è solo “mancare”: è non votare, non intervenire, non mediare, non difendere una posizione. E quindi lasciare che altri decidano anche per Brandizzo.
La minoranza annuncia che la vicenda entrerà anche nel circuito ufficiale del Consiglio comunale: un’interrogazione verrà discussa il 2 febbraio. E nel comunicato il gruppo consiliare insiste su un concetto che, tradotto, suona come una resa: “L’attuale maggioranza ha ridotto il Comune a un ‘socio silente’ che paga quote rilevanti per poi subire passivamente le decisioni altrui”.
In mezzo, resta la domanda più scomoda. Perché un Comune può anche scegliere di non alzare la voce, ma non dovrebbe permettersi di non esserci proprio. Brandizzo Civica la mette così: “Si tratta di disorganizzazione tecnica o di un preciso (e preoccupante) disinteresse politico verso la gestione associata dei servizi?”. E qui il problema diventa più grande delle assenze: riguarda il rapporto tra amministrazione e responsabilità. Perché servizi sociali e rifiuti non si governano a distanza. Si governano con la presenza, con i voti, con gli atti. Il resto è solo una giustificazione a posteriori.
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