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31 Gennaio 2026 - 18:20
Caro bollette, imprese sotto assedio: energia alle stelle e decreto ancora fermo
Il caro bollette è diventato un macigno al collo delle imprese, soprattutto per quelle del terziario. Nel 2025 il costo dell’elettricità per le aziende è aumentato del 28,8% rispetto al 2019, mentre quello del gas ha registrato un’impennata del 70,4%, prendendo come riferimento l’ultimo anno pre-Covid e precedente agli shock energetici legati alla guerra tra Russia e Ucraina. A certificarlo è il rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio Energia (Ocen), secondo cui la spesa mensile per luce e gas supera ormai i 2.000 euro per ristoranti e negozi di alimentari.
Un livello di costi che rischia di soffocare interi settori. «La nostra energia è tra le più care al mondo, è un tema da risolvere velocissimamente», avverte Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. «So che per il governo è complesso costruire un decreto sull’energia, perché ci sono milioni di composizioni possibili. Speriamo che nei primi giorni di febbraio il decreto sia pronto», ha auspicato.

Emanuele Orsini
Dal fronte governativo, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin prova a rassicurare. «Stiamo andando avanti articolo per articolo, ormai sta diventando un treno con tanti, tantissimi vagoni», ha detto a margine degli Energy Days del Politecnico di Torino, assicurando che l’esecutivo è «alla parte finale» del lavoro. «Una parte dell’intervento deve vedere la condivisione di tanti ministeri, quindi è un momento di concerto», ha spiegato.
Il provvedimento, annunciato ormai da mesi, sarebbe – secondo fonti del Mase – definito al 90%, ma resta scoperto il nodo centrale: il taglio del costo dell’energia per le pmi. E soprattutto manca la copertura finanziaria. Le risorse pubbliche non ci sono e le ipotesi allo studio si sono scontrate con più di un muro. Tra queste, la possibilità di spalmare su un periodo più lungo gli incentivi alle rinnovabili, ovvero gli oneri di sistema che pesano sulle bollette, oppure la loro cartolarizzazione: trasformarli in obbligazioni, coinvolgendo Cassa Depositi e Prestiti, senza far crescere formalmente il debito pubblico. In pratica, Cdp avrebbe anticipato allo Stato per tre o cinque anni una parte degli oneri, emettendo obbligazioni ventennali per un importo equivalente. Un’operazione che avrebbe consentito un abbassamento immediato delle tariffe, ma al prezzo di 10-12 miliardi di euro in più di interessi nel lungo periodo. Una strada giudicata troppo onerosa dal Mef e bocciata anche per il rischio di una procedura europea sugli aiuti di Stato.
Intanto, dalle opposizioni arriva un atto d’accusa diretto. «È un allarme che fino ad ora il governo ha ignorato», denunciano Emma Pavanelli ed Enrico Cappelletti, deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Attività produttive. «Da un anno segnaliamo il problema e abbiamo presentato proposte con strumenti concreti. Ma la maggioranza fa ancora finta di non vedere».
Secondo Confcommercio, a pesare sulle bollette elettriche «non è solo la componente energia, che rappresenta circa il 60% del totale, ma anche gli oneri generali di sistema, tornati a incidere per quasi il 20% dopo la fine delle misure emergenziali» adottate negli anni scorsi. In una lettera inviata al ministro dell’Ambiente, l’associazione ha chiesto strumenti normativi e politiche di sostegno più incisive per tutelare le piccole e medie imprese.
I numeri parlano chiaro. Nell’ultima parte del 2025 la spesa mensile per luce e gas ha raggiunto 9.117 euro per gli alberghi di medie dimensioni, 5.979 euro per i grandi negozi, 5.263 euro per i piccoli hotel, 2.334 euro per i negozi alimentari, 2.083 euro per i ristoranti, 1.009 euro per i bar e 855 euro per i negozi non alimentari. Un quadro che, sottolinea Confcommercio, rappresenta «un freno alla competitività», anche perché tra il 2019 e il 2025 il prezzo dell’elettricità in Italia è cresciuto del 122%, contro il +64% della Francia e il +36% della Spagna.
Insomma, mentre in Europa qualcuno frena, l’Italia continua a correre. Ma nella direzione sbagliata.
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