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31 Gennaio 2026 - 15:00
Un momento di una processione svoltasi nell’anno 1947. La statua di san Rocco viene portata a spalle lungo le vie del paese.
In una stampa dal Theatrum Sabaudiae del 1670, San Giorgio Canavese fu rappresentata, con il castello, la «villa» ed i «borgialli», cioè i «cantoni», la parte più esterna del paese. In base a tale stampa ed altre antiche mappe fu realizzata una pianta della San Giorgio antica.
Vi comparivano il castello, con l’annessa antica villa (ossia il nucleo centrale dell’abitato) cintata del XIV secolo, ed i borgialli esterni nel 1480: Molinatto, Ritania e Piatonia.
All’epoca c’era anche il cantone della Riva successivamente inglobato negli altri. Con riferimento alle vie attuali, la villa era delimitata dal castello a nord, corso Roma, piazza Vittorio Emanuele e via Giulio, confinanti con Piatonia, via Iavelli e via Vigna, confinanti con Ritania, e piazza Pescatore, confinante con Molinatto.
I borgialli erano invece così delimitati all’esterno: Molinatto da via Vigna (verso Ritania), via Biandrate, fino all’ingresso del castello, e dal castello stesso (verso Piatonia); Piatonia dal resto di via Biandrate, dal rio Piatonia, dalla roggia del Mulino, da vicolo Bernardi e dal rio Ritania; Ritania da via Boggio, via San Martino, via Marconi, il rio Molinatto e via Micheletto.
Con riferimento invece alla suddivisione attuale, dove i cantoni si sono estesi, inglobando la vecchia villa, il confine tra Molinatto (a nord-est) e Piatonia (a nord-ovest) passa da via Piave e piazza Ippolito; quello tra Molinatto e Ritania (a sud) da piazza Ippolito, via Cavour, via Campeggio, via Vigna, Via Micheletto e corso Repubblica; quello tra Piatonia e Ritania, da piazza Ippolito, via Carlo Alberto, via Iavelli, via Boggio e strada del Paschetto.
San Giorgio ha poi una frazione, Cortereggio, l’antica Curtis Regia, ma nei secoli addietro ci fu anche un altro cantone, il Gerbo Grande o Gerbido, l’attuale San Giusto, divenuto Parrocchia nel 1745 e Comune nel 1778.
Le storiche Confraternite.
Tutti i cantoni hanno loro bandiere, feste rionali e chiese con relative Confraternite. Partecipano alla festa di San Giorgio martire, che ricorre il 23 aprile, ma viene festeggiata in maggio, con la presenza dell’Antica Badia Venerabile Compagnia di San Giorgio martire, nata nel 1617 per promuovere la religione e la pace in paese.
La festa patronale della parrocchiale, intitolata a Maria Assunta e San Giorgio martire, è il 15 agosto, la festa di Santa Lucina, a Cortereggio, è in luglio. Le tre attuali chiese cantonali sangiorgesi furono realizzate, per iniziativa delle Venerabili Confraternite, tra il ’500 ed il ’600.
La Confraternita più antica, cioè della Misericordia, Santa Marta di Betania e San Giovanni Decollato, del cantone Molinatto, fu eretta nel 1487 e, come le altre, ha proprie priore, che cambiano ogni anno; le feste della Confraternita e del cantone sono: la Madonna del Carmine, il 16 luglio, e San Rocco, a fine agosto, quando si ricorda anche San Celestino.
Quella della Beata Vergine dell’Immacolata Concezione e di Sant’Antonio, di Piatonia, fu eretta nel 1605; le feste sono: la Natività di Maria (Madonna di Settembre), in settembre, e l’Immacolata Concezione (Madonna Fredda), l’8 dicembre. Quella della Santissima Trinità e di San Lorenzo, di Ritania, fu infine eretta nel 1599; le feste sono: San Felice, in luglio, e l’Esaltazione della Santa Croce, in settembre. Le feste sono organizzate dai comitati cantonali.
La Confraternita di Santa Marta.
La Confraternita, oggi comunemente chiamata di Santa Marta, venne eretta nell’anno 1487. Il libro Cenni storici generali e particolari eporediesi, tavola 15, riporta che nel 1461 esisteva già ad Ivrea la Confraternita di Santa Marta.
In uno dei libri dei Crediti e Censi della Confraternita, del 1842, è riportato: «La Confraternita della Misericordia sotto il titolo de Santi Gioanni Decollato e Marta è stata canonicamente aggregata per patenti del Governatore e Consiglieri dell’Arciconfraternita di San Gioanni Decollato della Nazione Fiorentina della Misericordia di Roma debitamente spedito li 29 agosto 1575 sotto il Pontificato di felice memoria Gregorio 13° eretta canonicamente li 25 marzo 1487 come da fogli 21». Un’indicazione simile la troviamo anche nel libro Passeggiate nel Canavese del Bertolotti, tomo II, edito nel 1868: «ed arrivai alla Chiesa della sezione Molinatto, a cui è addetta la congregazione della Misericordia, sotto il titolo di San Giovanni Decollato e Santa Marta, canonicamente eretta nel Marzo 1487 ed aggregata a quella di Roma, addì 29 agosto 1575, da Gregorio 13°».
Gli statuti originari della Confraternita, in cui dovrebbero essere riportati la finalità ed i compiti della stessa, non sono stati trovati. Oltre alla finalità comune a tutte le Confraternite, cioè «di promuovere la gloria e l’onore di Dio e di mantenere l’unione, la concordia, la pace e sentimenti di religione e carità», sono indicati nei Capitoli dettati da Monsignor Luigi Moreno nella visita pastorale del 1850: «che questa Confraternita venne eretta sotto il titolo della Misericordia e Confraternita dei Santi Gio decollato e Marta» e «che lo scopo d’essa è l’assistenza degli infermi bisognosi e del seppellimento degli indigenti, nonché la recita dei Divini uffici della B.V.M».
In uno dei libri dei Crediti e Censi della Confraternita, del 1842, troviamo poi annotato: «Libro della compagnia di Santa Marta in dipendenza d’altro Principiato nell’anno 1793 e terminato come da decreto dell’Ill.mo e Rever.mo Monsignore Vescovo della diocesi d’Ivrea Luigi Moreno in occasione di sua visita pastorale di questo luogo il giorno 35 d’aprile 1842». Inoltre, «nella chiesa della Confraternita resta eretta ed unita all’altare maggiore la Compagnia della Vergine SS.ma del Carmine come consta per patenti d’autorità pontificia spedite a Roma li 28 aprile 1627, sottoscritti Gregorius Canalis Carmelitanum».
Infine, «resta pur ivi eletta una compagnia d’umiliate sotto il titolo della Misericordia cò suoi Statuti approvati per atto delli 16 aprile 1716 sigillate e sottoscritte Charolus Antonius Gamarra Vicarius Generale Abbatialy, Carlevary Segretarius (..). Manualmente sottoscritto Peyla notaio Apostolico».
La chiesa cantonale di Santa Marta.
La chiesa di Molinatto fu edificata per prima a cura della Confraternita della Misericordia (Santa Marta di Betania e San Giovanni Decollato), dedicata a questi Santi oltreché a San Rocco, San Celestino ed alla Madonna del Carmine. La costruzione iniziò nel secolo XV, cioè poco dopo la demolizione del cerchio di mura in piazza Matteo Pescatore, attuale sito della chiesa. Fu poi rimaneggiata e la sua costruzione si prolungò nel tempo, in quanto l’attuale struttura ha caratteristiche cinque‑seicentesche.
Scrisse il Bertolotti nelle sue Passeggiate nel Canavese: «La chiesa, costruita dai confratelli, è elegante; ed avanti sé ha una piazzetta. Racchiude statue di legno dorate colossali e sei quadri del Grassi eseguiti nel 1752. Grandissima è l’ancona con pregiate sculture; nel coro ed ai lati stanno due quadri del suddetto pittore, figuranti la N. D. del Carmine e la Decollazione del Battista. Gli altri sono nelle cappellette laterali. Il Canalis dice che essi offrono allo sguardo un complesso di figure così ben disegnate che non possono fare a meno di eccitare nei fedeli sentimenti di vera devozione. Vidi l’urna, che contiene San Celestino Martire della legione Tebea, lavoro pregevole del valente scultore Tarella di S. Giorgio. Esaminato l’altare maggiore costruito di fini marmi».
La bandiera della Confraternita.
La bandiera della Confraternita è costituita da due parti distinte, sui due lati. Sul lato di colore rosso, arricchito da decorazioni floreali, viene rappresentato San Rocco con il bastone ed il cane. Sull’altro lato, di colore bianco, anch’esso arricchito da decorazioni floreali, compare invece la scritta «Confraternita di San Rocco e Santa Marta». Non è noto con esattezza quando sia stata realizzata in origine ma, secondo alcune analisi, dovrebbe essere settecentesca.

Giorni di festa a San Giorgio nel 1921. La folla assiste al lancio del pallone aerostatico; non manca il carretto dei gelati.
La festa di San Rocco.
San Rocco è il santo patrono del cantone Molinatto. Viene festeggiato con una celebrazione religiosa ed una festa, che si svolgono ogni anno solitamente nei giorni a ridosso dell’ultima domenica di agosto (anche se la festa religiosa di San Rocco ricorre il 16 agosto, i festeggiamenti vengono posticipati per consentire una maggior partecipazione della popolazione al ritorno dalle ferie estive).
Da vari anni, nella stessa occasione viene festeggiato anche un altro santo patrono del rione, San Celestino, un tempo festeggiato agli inizi di ottobre. Altra patrona del cantone è la Madonna del Carmine, la cui festa religiosa ricorre il 16 luglio, ma viene festeggiata nella domenica di luglio successiva alla ricorrenza.
La chiesa e la relativa Confraternita del rione furono originariamente intitolate a Santa Marta e San Giovanni Decollato.
La festa di San Rocco si svolge, oggi come ieri, con la novena e, nella domenica della festa, con la messa e la processione per le vie del paese: la statua di San Rocco viene portata a spalla da persone residenti nel rione. Un tempo, la funzione religiosa era tradizionalmente seguita dai festeggiamenti tra gli abitanti del rione con scambi di notizie sulla vita paesana (i «telegiornali» di allora), tra gruppi di donne nelle aie e le partite di bocce tra gli uomini presenti, con accanite discussioni. Al punto stabilito del ritrovo serale, dopo aver consumato vino con pane e salame in abbondanza, tra canti e balli in allegria si faceva decollare ij balun, il pallone.
Era un manufatto di carta dal quale si traevano indicazioni per il futuro: se innalzandosi subito in volo oppure tentennando, si giudicavano di buon o cattivo auspicio i raccolti agricoli di fine anno. L’usanza del balun fu importata da un abitante del rione, emigrante pendolare, che nei suoi spostamenti ebbe occasione di vedere questi palloni ed imparare la tecnica costruttiva e di lancio, trasmettendola poi ad altri molinattesi.
Tali eventi avvenivano già a fine Ottocento, e oggi alcuni sono ancora mantenuti in vita da volonterosi che, cambiati i tempi e non essendoci più le case rurali con i cortili, predispongono in un’area adibita a parco giochi le strutture peraccogliere i numerosi partecipanti alla festa, allietata da gustosi cibi, preparati in compagnia. Si svolge dal sabato al lunedì.
Bibliografia e iconografia.
San Giorgio e la sua gente, a cura della Pro Loco di San Giorgio Canavese, 1983.
Vittorio della Croce, Biografia di un paese, 1986.
Maurizio Gerotto, L’antica Badia di San Giorgio Canavese, 2008.
Maurizio Gerotto, L’antica Confraternita di Santa Marta e di San Giovanni Decollato, 2009.
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