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Tav Torino-Lione, chiuso lo svincolo di Chiomonte e via alla fase operativa anche in Italia

Terminano le opere preparatorie, cantieri al lavoro e oltre quattromila addetti previsti. Delmastro difende l’inasprimento delle pene per la sicurezza

Tav Torino-Lione, chiuso lo svincolo di Chiomonte e via alla fase operativa anche in Italia

Tav Torino-Lione, chiuso lo svincolo di Chiomonte e via alla fase operativa anche in Italia

Con la conclusione dello svincolo autostradale di Chiomonte e l’avvio della seconda fase dei lavori, la Torino-Lione entra ufficialmente nella sua fase più concreta anche sul versante italiano. Un passaggio atteso, annunciato oggi direttamente dal vertice di Telt, che segna il superamento delle opere preparatorie e l’inizio dei lavori strutturali veri e propri in Val di Susa.

A ufficializzarlo è stato il direttore generale di Telt, Maurizio Bufalini, nel corso di una conferenza stampa tenuta proprio al cantiere di Chiomonte. «Abbiamo terminato i lavori dello svincolo autostradale di Chiomonte, fondamentale per le forze dell’ordine e per i movimenti dei materiali estratti dalle gallerie in scavo per la linea ferroviaria Torino-Lione», ha spiegato. Un’infrastruttura considerata strategica non solo sul piano logistico, ma anche su quello della gestione della sicurezza e della viabilità legata al cantiere.

Bufalini ha poi chiarito il senso del cambio di passo annunciato. «I lavori nell’area francese sono molto avanti», ha osservato, aggiungendo che «finalmente» anche in Italia si entra nella fase operativa. Una distinzione necessaria, ha spiegato, perché fino a oggi «erano opere preparatorie che sono in fase di completamento». Tra queste rientra anche un altro nodo chiave della logistica di cantiere: «Anche l’autoporto di San Didero è completo. Nei prossimi mesi verrà messo in funzione e libererà le aree dell’autoporto di Susa necessario per i lavori».

Sul fronte occupazionale, il quadro delineato è quello di un cantiere destinato a crescere rapidamente in termini di forza lavoro. A fornire i numeri è stata Manuela Rocca, direttrice generale aggiunta di Telt, che ha parlato di un impatto significativo. «Supereremo le 4 mila persone impegnate», ha detto, spiegando che il modello è già rodato sul lato francese. «È un meccanismo che stiamo già sperimentando in Francia, un grande lavoro che dà i suoi frutti. Sul lato francese abbiamo già numerosi lavoratori del posto, formati secondo un piano strategico».

Rocca ha insistito anche sulla dimensione non solo infrastrutturale dell’opera. «A livello binazionale ma anche locale e nazionale c’è la volontà di introdurre strumenti corretti e funzionali non solo per realizzare un’opera di qualità ma anche per fare in modo che questo periodo, di cambiamento, in cui si sente la presenza importante di un grande cantiere, possa lasciare del valore», ha spiegato. In questa prospettiva si inseriscono le clausole sociali introdotte nei contratti. «Noi ci siamo preparati e abbiamo inserito nei nostri contratti delle clausole per la formazione e l’inserimento lavorativo. Il patto di integrità e sostenibilità della Torino-Lione. Persone, territorio, etica e ambiente sono i capisaldi di questo patto. Noi vogliamo creare una nuova generazione di giovani che sanno che in Piemonte ci sono grandi opportunità lavorative da cogliere».

Accanto al fronte tecnico e occupazionale, resta centrale il tema della sicurezza dei cantieri, da anni uno degli aspetti più sensibili e controversi in Val di Susa. A ribadirlo è stato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, presente a Chiomonte in occasione dell’avvio della nuova fase dei lavori. «Come Ministero della Giustizia e Ministero degli Interni ci siamo confrontati con il tema della sicurezza di questo cantiere: le norme messe in atto non fanno piacere ma è la risposta che abbiamo dovuto dare per garantire sicurezza», ha dichiarato.

Delmastro ha richiamato esplicitamente quanto accaduto negli anni passati sul territorio. «In questo territorio abbiamo visto scene che non avremmo voluto vedere. Quindi c’è stata la necessità di aumentare le pene», ha affermato, difendendo l’inasprimento normativo introdotto per tutelare le infrastrutture strategiche. Una scelta che, secondo il sottosegretario, nasce da una valutazione precisa dei fenomeni osservati. «L’osservazione dei fenomeni criminali ha indotto a ritenere che in Italia la pena per il danneggiamento, se commesso in occasione di prestazioni pubbliche per impedire la realizzazione di infrastrutture, per esempio legate al mondo dei trasporti, andasse modificata», ha spiegato. «Bisognava dare una sferzata perché sono di tutta evidenza fattispecie criminali differenti».

L’avvio della fase operativa della Torino-Lione sul lato italiano segna dunque un passaggio cruciale, che intreccia cantieri, occupazione, sicurezza e tensioni territoriali. Con lo svincolo di Chiomonte completato, l’autoporto di San Didero pronto all’uso e migliaia di lavoratori attesi, l’opera entra in una fase destinata a rendere ancora più visibile il peso del progetto sulla valle. Una fase che, come dimostrano le parole dei protagonisti, viene accompagnata da un rafforzamento delle misure di controllo e da una strategia che punta a lasciare ricadute strutturali sul territorio, oltre al tracciato ferroviario.

TELT Lyon Turin • #cantiereunico Torino-Lione: avanzamento aprile 2025

Il cantiere

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