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30 Gennaio 2026 - 15:15
Precari della giustizia in piazza ad Alessandria, allarme sugli uffici del Tribunale a pochi mesi dalla scadenza dei contratti
Nel giorno dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Roma, la protesta dei precari del Ministero della Giustizia è arrivata anche davanti al Tribunale di Alessandria. Su iniziativa dell’Usb, lavoratrici e lavoratori hanno dato vita a un presidio e a un’assemblea per chiedere la stabilizzazione del personale amministrativo, denunciando una situazione che, a loro dire, rischia di mettere in seria difficoltà il funzionamento degli uffici giudiziari.
A fotografare la situazione è Elena Beltramo, rappresentante sindacale Usb, che parla di numeri preoccupanti. «Per il capoluogo della nostra provincia le unità presenti sono 44 su 80 totali. Tre a tempo indeterminato andranno in pensione quest’anno. Le iniziative di oggi sono state molto partecipate perché siamo a 5 mesi dalla scadenza dei contratti», spiega. Una scadenza ravvicinata che pesa come una spada di Damocle su decine di lavoratori, molti dei quali impiegati da anni negli uffici del tribunale.
Il nodo centrale riguarda proprio il destino di questi addetti, assunti con contratti a termine legati ai programmi di rafforzamento degli organici, in gran parte finanziati attraverso il PNRR. Secondo quanto denunciato dal sindacato, una parte consistente del personale amministrativo che oggi garantisce l’operatività quotidiana delle cancellerie rischia di uscire dal sistema senza un percorso certo di stabilizzazione.
La preoccupazione non si ferma alla sola scadenza dei contratti. «Parteciperanno a una selezione comparativa, quindi a una nuova selezione», sottolinea Beltramo, richiamando un ulteriore elemento critico: «Il distretto della Corte d’Appello di Torino comprende tutti gli uffici giudiziari di Piemonte e Valle d’Aosta. Un’estensione territoriale pazzesca. Rischiamo lo svuotamento dei tribunali che già sono in affanno. Il caso di Alessandria, dove la scopertura è del 60%, è emblematico». Un quadro che, secondo Usb, potrebbe tradursi in una perdita secca di competenze e continuità, proprio in una fase in cui il carico di lavoro resta elevato.
Il Tribunale di Alessandria è da tempo indicato come uno degli uffici più in difficoltà sul piano degli organici amministrativi. La presenza massiccia di personale precario non rappresenta un supporto accessorio, ma una componente strutturale del funzionamento degli uffici: addetti alle cancellerie, all’Ufficio per il Processo, alla gestione e digitalizzazione degli atti. Figure che, secondo i sindacati, hanno acquisito competenze specifiche e senza le quali il rischio è un rallentamento ulteriore dell’attività giudiziaria.
All’assemblea svoltasi a margine del presidio è intervenuto anche il presidente del Tribunale di Alessandria, Paolo Rampini, a conferma di una situazione che non riguarda solo il fronte sindacale, ma investe direttamente la tenuta degli uffici. Il confronto, spiegano i lavoratori, è aperto anche a livello nazionale, dove il tema della stabilizzazione dei precari della giustizia resta al centro di un dibattito ancora irrisolto.
La mobilitazione di Alessandria si inserisce infatti in una protesta più ampia, che coinvolge tribunali e procure in tutta Italia. Usb denuncia l’assenza di garanzie chiare sul futuro di migliaia di lavoratori e avverte che senza un piano strutturale di stabilizzazione il rischio non è solo occupazionale, ma sistemico: uffici giudiziari già sotto organico potrebbero trovarsi improvvisamente privi di una parte fondamentale del personale.
A cinque mesi dalla scadenza dei contratti, il messaggio che arriva dal presidio davanti al tribunale è netto. Senza risposte concrete, il timore è che la giustizia locale paghi il prezzo più alto, con ricadute dirette sui tempi dei procedimenti e sul servizio reso ai cittadini.

Tribunale di Alessandria
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