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Economia

Stellantis, il giorno della verità è fissato: il 21 maggio Filosa svela il nuovo piano negli Usa

Investor Day ad alta tensione tra crollo produttivo in Italia e strategie da riscrivere

ANTONIO FILOSA,  AD STELLANTIS

ANTONIO FILOSA,  AD STELLANTIS

Il nuovo piano strategico di Stellantis ha finalmente una data e un luogo. Il gruppo automobilistico presenterà la propria roadmap industriale e finanziaria all’Investor Day 2026, in programma il 21 maggio ad Auburn Hills, in Michigan. Un appuntamento atteso da mesi da investitori e analisti, che segnerà il primo vero test del nuovo corso guidato dall’amministratore delegato Antonio Filosa, dopo la chiusura dell’era Carlos Tavares.

Durante l’Investor Day il management illustrerà le linee guida del gruppo in una fase di trasformazione profonda dell’industria automobilistica, tra transizione energetica, digitalizzazione e revisione degli asset produttivi. Stellantis ha precisato che ulteriori dettagli sull’agenda dell’evento e sulle modalità di partecipazione saranno comunicati nelle prossime settimane, ma il peso strategico dell’appuntamento è già evidente.

Il contesto rende il 21 maggio una data particolarmente delicata. Negli Stati Uniti, oggi il mercato più redditizio per il gruppo, è in corso una revisione della strategia dopo anni di calo delle vendite. Il nuovo indirizzo prevede investimenti per circa 13 miliardi di dollari, concentrati sul rilancio dei marchi Jeep, Dodge e Ram, su una maggiore flessibilità tecnologica e su un ritorno a motorizzazioni multi-energia, una linea favorita anche da un quadro regolatorio meno stringente rispetto a quello europeo.

Proprio l’Europa resta l’area più carica di incognite, soprattutto per l’Italia. Nel 2025 la produzione nazionale è scesa a circa 380 mila veicoli, un livello storicamente basso che alimenta interrogativi e tensioni. Sul tavolo ci sono questioni cruciali: quali nuovi modelli arriveranno per Alfa Romeo, Maserati e Lancia, come evolverà la strategia sull’elettrificazione alla luce delle nuove politiche europee e statunitensi e quali obiettivi su volumi di vendita e margini operativi si darà il gruppo nel medio-lungo periodo.

In attesa di risposte, i sindacati hanno più volte chiesto chiarimenti sul ruolo dell’Italia e un confronto con la Presidenza del Consiglio. Il nuovo piano industriale sarà quindi chiamato a spiegare se e come Stellantis intenda riequilibrare il peso tra Nord America ed Europa, fornendo indicazioni concrete sul futuro della produzione continentale. Le linee che verranno tracciate il 21 maggio rappresenteranno un passaggio chiave per definire la traiettoria del gruppo nei prossimi anni.

Nel frattempo, già domani è convocato al MiMit il Tavolo automotive, al quale parteciperà anche Stellantis insieme ai sindacati, all’Anfia e alle Regioni. Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri Fiat hanno annunciato un presidio davanti al ministero, con delegazioni di lavoratori provenienti da fabbriche automobilistiche di diverse aree d’Italia. Un segnale ulteriore di quanto il piano che verrà presentato negli Stati Uniti sia atteso, ma anche carico di conseguenze dirette sul futuro industriale del Paese.

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