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Stellantis chiude il 2025 da numero due in Europa e rafforza la leadership su ibrido e veicoli commerciali

Oltre 2,4 milioni di immatricolazioni e quota al 16%: il gruppo consolida la posizione alle spalle di Volkswagen e guarda al 2026 con ordini in crescita e nuovi modelli in arrivo

Stellantis chiude il 2025 da numero due in Europa e rafforza la leadership su ibrido e veicoli commerciali

Stellantis chiude il 2025 da numero due in Europa e rafforza la leadership su ibrido e veicoli commerciali (immagine di repertorio)

Il 2025 si chiude con un bilancio solido per Stellantis, che conferma la seconda posizione tra i costruttori europei per auto e veicoli commerciali, alle spalle di Volkswagen. Con oltre 2,4 milioni di immatricolazioni e una quota di mercato del 16%, il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA dimostra di aver superato la fase più delicata dei suoi primi cinque anni di vita, riuscendo a reggere l’urto di un mercato segnato da domanda debole e continue incertezze macroeconomiche.

I numeri raccontano una strategia che ha puntato sui segmenti chiave. Stellantis mantiene infatti la leadership nelle vetture ibride, con una quota del 15%, risultato ottenuto grazie al lancio e al consolidamento di modelli centrali per la gamma come Citroën C3 e C3 Aircross, Fiat Grande Panda, Citroën C5 Aircross, Jeep Compass e Opel/Vauxhall Frontera. Un primato significativo, perché conquistato in un segmento storicamente presidiato da concorrenti considerati più “esperti” nell’elettrificazione leggera.

Ancora più netto il dominio nei veicoli commerciali leggeri, dove Stellantis conferma una quota del 28,6%, restando il riferimento del mercato europeo. In questo ambito spicca il Fiat Professional Ducato, che si conferma il modello più venduto della divisione Pro One, con una crescita che, seppur contenuta, consolida una leadership ormai strutturale.

Secondo Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, il risultato assume un valore particolare proprio perché maturato in un contesto complesso. Stellantis, ha sottolineato, ha saputo “confermare la sua seconda posizione tra i major player dell’automotive business, mantenendo un considerevole distacco dai concorrenti che la seguono”, grazie a una programmazione basata su punti di forza storici e su alcune scelte strategiche mirate.

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Tra questi punti di forza c’è la tenuta nei segmenti più popolari del mercato europeo. Fiat Panda resta la regina del segmento A, con una quota prossima al 24%, mentre Stellantis supera il 20% nel segmento B-Suv, uno dei più competitivi e dinamici, che nel 2025 ha superato complessivamente i 2,5 milioni di immatricolazioni. Anche altri modelli del gruppo continuano a occupare posizioni di rilievo: Peugeot 208 e 2008 figurano tra i dieci best seller europei, mentre la Peugeot 3008 consolida la propria presenza tra le top five del segmento C-Suv, con una crescita a doppia cifra.

Sul piano geografico, Stellantis chiude l’anno come primo gruppo per vendite complessive – considerando auto e veicoli commerciali – in Francia, Italia e Portogallo, e come secondo costruttore in mercati chiave come Germania, Spagna, Regno Unito, Austria e area BeLux. Le vendite risultano in crescita in cinque dei dieci principali mercati europei, segnale di una ripresa disomogenea ma significativa.

Un indicatore particolarmente osservato dal gruppo è quello degli ordini, che nel corso del 2025 hanno mostrato un’accelerazione progressiva. Dopo una prima parte dell’anno più cauta, la seconda metà ha registrato un incremento dell’8%, con un’ulteriore impennata nell’ultimo trimestre, arrivata al 16%. Anche il portafoglio ordini complessivo risulta in aumento di circa il 10%, un dato che Stellantis legge come un segnale incoraggiante in vista del 2026.

Ed è proprio al prossimo anno che guarda ora il gruppo, che ha annunciato l’introduzione di almeno dieci novità di prodotto. Una tabella di marcia ambiziosa, che dovrà misurarsi con la transizione energetica, l’evoluzione normativa europea e un mercato ancora fragile, ma che parte da una base rafforzata: una gamma ampia, una posizione competitiva consolidata e una domanda che, almeno negli ultimi mesi del 2025, ha dato segnali di risveglio.

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