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Un santo, una borgata e una memoria che resiste

Monastero di Sotto, borgata di Monastero di Lanzo, è stata celebrata la festa invernale in onore di San Sebastiano, con una giornata di fede e convivialità

La cappella di Monastero di Sotto

La cappella di Monastero di Sotto

Una festa semplice ma capace di attraversare il tempo e mantenere vivo il senso di comunità. E’ così che domenica 25 gennaio, a Monastero di Sotto, borgata di Monastero di Lanzo, si è rinnovata la celebrazione in onore di San Sebastiano, appuntamento caro agli abitanti e a chi, pur vivendo altrove, torna ogni anno mantenere il legame con le proprie radici.

Un gruppo numeroso e partecipe, composto da residenti, nativi della borgata rientrati per l’occasione e simpatizzanti, ha preso parte alla funzione religiosa celebrata da don Stefano Bertoldini. La Santa Messa si è svolta nella piccola cappella della borgata, edificio risalente al 1522 e dedicato ai santi Sebastiano e Giacomo, che rappresenta il cuore spirituale e identitario della comunità.

Quella di domenica è stata la festa invernale, decisamente più raccolta rispetto alla celebrazione estiva in onore di San Giacomo, compatrono tradizionalmente celebrato a fine luglio. Durante l’omelia, don Stefano Bertoldini ha ricordato i momenti più significativi della vita di San Sebastiano, invitando i presenti a trarne esempio, sottolineando il valore della fede vissuta con coerenza e semplicità.

La cura della chiesetta e l’organizzazione delle festività religiose sono seguite dall’Abbadia locale, che ha voluto ringraziare il sacerdote e tutte le persone che, in particolare nei mesi estivi, si impegnano con costanza per mantenere in ordine la cappella. Gesti preziosi e tutt’altro che scontati in una realtà che conta pochi abitanti, dove la socialità e la memoria collettiva si fondano anche sulle tradizioni religiose tramandate nel tempo.

In contesti come quello di Monastero di Sotto, l’attaccamento alla storia e alle proprie usanze assume infatti un ruolo centrale e passa anche attraverso l’organizzazione religiosa del territorio, capace di tenere unite le persone e di dare continuità a quei riti che rafforzano l’identità della comunità.

La giornata è poi proseguita con il consueto momento conviviale con il tradizionale pranzo presso la trattoria della borgata “Il Bric”, dove la giornata si è conclusa con allegria.

Il gruppo dei partecipanti con il parroco don Stefano Bertoldini davanti alla chiesetta della borgata

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