La presenza di Simona Ventura accanto a Gioia Ets nei giorni scorsi non è stata una semplice apparizione simbolica in un evento serale, ma il segnale di un progetto che prova a intercettare uno dei nervi più scoperti del presente: il disagio di bambini e adolescenti, spesso invisibile fino a quando esplode. L’immagine condivisa sui social, che ha attirato attenzione e curiosità, racconta solo una parte di una realtà più strutturata, che da tempo lavora lontano dai riflettori su prevenzione, ascolto e accompagnamento delle fragilità giovanili.
Gioia Ets, acronimo di Gruppo Interdisciplinare di Operatori dell’Infanzia e dell’Adolescenza, è un ente del Terzo Settore che riunisce professionisti con competenze diverse – dall’ambito educativo a quello psicologico e sociale – con l’obiettivo di intervenire nelle fasi più delicate della crescita. Il cuore dell’attività è il sostegno a minori, adolescenti e famiglie che si trovano ad affrontare difficoltà relazionali, emotive o comportamentali, spesso prima che queste si trasformino in situazioni di vera emergenza.
Nel tempo l’associazione ha costruito percorsi di accompagnamento che vanno dal supporto alla genitorialità nei primi anni di vita fino all’intervento sui segnali di disagio adolescenziale, lavorando su temi come bullismo, isolamento, fragilità emotiva e difficoltà di integrazione. Un lavoro silenzioso, fatto di rete con scuole, famiglie e servizi, che punta a prevenire più che a rincorrere i problemi quando sono già esplosi.
È in questo contesto che s'inserisce la collaborazione con la Ventura Academy, il progetto promosso da Simona Ventura e orientato alla crescita personale dei giovani. Insieme a Gioia Ets è nato il percorso “I Valorosi”, pensato per rafforzare autostima, consapevolezza e capacità di affrontare le difficoltà, offrendo strumenti concreti per non sentirsi soli davanti alle sfide dell’età evolutiva. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: creare spazi sicuri in cui i ragazzi possano riconoscere le proprie fragilità senza esserne schiacciati, trasformandole in risorse.
La presenza di una figura pubblica come Simona Ventura ha un peso che va oltre l’immagine. La sua partecipazione contribuisce a portare sotto i riflettori temi che spesso restano confinati nelle relazioni tecniche o nelle stanze degli addetti ai lavori. In un’epoca in cui il disagio giovanile cresce ma fatica a trovare ascolto, l’attenzione mediatica diventa uno strumento per rompere il silenzio e spingere famiglie e istituzioni a interrogarsi.
Dietro lo scatto condiviso su Instagram il 28 gennaio c’è dunque un messaggio preciso: il benessere di bambini e adolescenti non è una questione privata, ma una responsabilità collettiva.

Simona Ventura all'evento di Gioia Ets