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Cava di San Bernardo, la gara dei bonifici

Il Comitato No Cava ringrazia, precisa e mette i paletti: bene i contributi, meno la corsa alla visibilità. Ora dalla politica si aspettano atti, non comunicati

Cava di San Bernardo, la gara dei bonifici

Dopo il bonifico di 500 euro, le battute sui gettoni di presenza e le domande rimaste in sospeso, arriva anche il comunicato del Comitato No Cava a San Bernardo. Un testo che ringrazia, precisa, puntualizza. E, tra le righe, sistema qualche sassolino nelle scarpe di una politica che in queste ore sembra più impegnata a misurare i gesti che a farli davvero.

In un comunicato stampa il Comitato ringrazia il Partito Democratico di Ivrea per il contributo economico versato a sostegno delle spese legali del ricorso al Tar contro la Città Metropolitana di Torino. Un ringraziamento formale, certo, ma con una nota che non passa inosservata: il bonifico è arrivato con «sorprendente urgenza». Traduzione non ufficiale: quando la pressione mediatica sale, anche i tempi della politica si accorciano improvvisamente.

Non solo Pd. Nel comunicato trovano spazio anche i ringraziamenti alle forze politiche che, nello stesso giorno, hanno promosso una mozione in Consiglio comunale per sensibilizzare Giunta e Aula a un aiuto concreto. Un modo elegante per riconoscere che, almeno sul piano delle iniziative, qualcuno ha provato a muovere le acque invece di limitarsi a galleggiare.

Poi però il Comitato sente il bisogno di mettere le mani avanti. Perché, specifica, non è una gara. Né a chi arriva prima, né a chi mette di più. Un chiarimento in risposta alla nostra ironia su chi avrebbe rilanciato ("600 euro i Fratelli d'Italia? Duemila euro il deputato Alessandro Giglio Vigna?") e che sembra voler spegnere sul nascere l’idea di una classifica dei benefattori.

"I contributi - dicono - sono ben accetti da tutti, anche in forma anonima...". Anzi, viene sottolineato," l’anonimato è il modo più genuino per dimostrare la sincerità del gesto". Un messaggio sottile, ma piuttosto chiaro, rivolto a chi potrebbe prediligere i riflettori quanto – se non più – delle cause che dice di sostenere.

consiglio comunale

L'ultimo consiglio comunale in cui si è discusso della cava

C’è poi una precisazione che smonta con calma certosina una parte del racconto politico delle ultime ore. Il Partito Democratico, spiega il Comitato, avrebbe contattato i rappresentanti "No Cava" per fissare un incontro e parlare di un eventuale sostegno economico. Ma il contributo è stato comunicato "direttamente ed esclusivamente agli organi di stampa", senza passare prima dal Comitato stesso. Insomma: prima il comunicato, poi il confronto.

Capitolo avvocati. Anche qui il Comitato mette un punto fermo. Rispetto all’offerta di assistenza legale tramite professionisti collegati al Pd, la scelta è stata chiara e consapevole: affidarsi a uno studio legale indipendente, ritenuto di piena fiducia. Una decisione che non ha nulla di personale, ma molto di politico, perché coerente con la natura dichiaratamente apartitica del Comitato. Tradotto: "grazie dell’interessamento, ma la causa resta dei cittadini".

Il passaggio finale del comunicato è quello che pesa di più. Dopo i bonifici, le dichiarazioni e le prese di posizione pubbliche, il Comitato auspica ora «un indirizzo forte e coerente nei confronti della giunta» sui dossier comunali ancora aperti legati alla cava di San Bernardo. Detto senza giri di parole: bene i gesti simbolici, ora servono atti amministrativi, scelte politiche e una linea chiara. Anche perché la partita vera non si gioca sui comunicati, ma nelle stanze dove si decide.

Il Comitato, infine, ribadisce la propria disponibilità a incontrare chiunque voglia contribuire fattivamente alla causa, ricordando che i cittadini, quelli veri, hanno già iniziato da tempo a mettere mano al portafoglio, in modo privato e discreto. Senza conferenze stampa, senza rivendicazioni, senza bisogno di spiegare quanto valgono i gesti.

Insomma, dopo le domande di ieri arrivano i chiarimenti. E se il Comitato ribadisce che non è una gara, una cosa è certa: sulla cava di San Bernardo la politica è ormai sotto esame. E come sempre, non verrà giudicata per quello che dice, ma per quello che fa

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