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28 Gennaio 2026 - 14:54
Dopo il bonifico di 500 euro, le battute sui gettoni di presenza e le domande rimaste in sospeso, arriva anche il comunicato del Comitato No Cava a San Bernardo. Un testo che ringrazia, precisa, puntualizza. E, tra le righe, sistema qualche sassolino nelle scarpe di una politica che in queste ore sembra più impegnata a misurare i gesti che a farli davvero.
In un comunicato stampa il Comitato ringrazia il Partito Democratico di Ivrea per il contributo economico versato a sostegno delle spese legali del ricorso al Tar contro la Città Metropolitana di Torino. Un ringraziamento formale, certo, ma con una nota che non passa inosservata: il bonifico è arrivato con «sorprendente urgenza». Traduzione non ufficiale: quando la pressione mediatica sale, anche i tempi della politica si accorciano improvvisamente.
Non solo Pd. Nel comunicato trovano spazio anche i ringraziamenti alle forze politiche che, nello stesso giorno, hanno promosso una mozione in Consiglio comunale per sensibilizzare Giunta e Aula a un aiuto concreto. Un modo elegante per riconoscere che, almeno sul piano delle iniziative, qualcuno ha provato a muovere le acque invece di limitarsi a galleggiare.
Poi però il Comitato sente il bisogno di mettere le mani avanti. Perché, specifica, non è una gara. Né a chi arriva prima, né a chi mette di più. Un chiarimento in risposta alla nostra ironia su chi avrebbe rilanciato ("600 euro i Fratelli d'Italia? Duemila euro il deputato Alessandro Giglio Vigna?") e che sembra voler spegnere sul nascere l’idea di una classifica dei benefattori.
"I contributi - dicono - sono ben accetti da tutti, anche in forma anonima...". Anzi, viene sottolineato," l’anonimato è il modo più genuino per dimostrare la sincerità del gesto". Un messaggio sottile, ma piuttosto chiaro, rivolto a chi potrebbe prediligere i riflettori quanto – se non più – delle cause che dice di sostenere.

L'ultimo consiglio comunale in cui si è discusso della cava
C’è poi una precisazione che smonta con calma certosina una parte del racconto politico delle ultime ore. Il Partito Democratico, spiega il Comitato, avrebbe contattato i rappresentanti "No Cava" per fissare un incontro e parlare di un eventuale sostegno economico. Ma il contributo è stato comunicato "direttamente ed esclusivamente agli organi di stampa", senza passare prima dal Comitato stesso. Insomma: prima il comunicato, poi il confronto.
Capitolo avvocati. Anche qui il Comitato mette un punto fermo. Rispetto all’offerta di assistenza legale tramite professionisti collegati al Pd, la scelta è stata chiara e consapevole: affidarsi a uno studio legale indipendente, ritenuto di piena fiducia. Una decisione che non ha nulla di personale, ma molto di politico, perché coerente con la natura dichiaratamente apartitica del Comitato. Tradotto: "grazie dell’interessamento, ma la causa resta dei cittadini".
Il passaggio finale del comunicato è quello che pesa di più. Dopo i bonifici, le dichiarazioni e le prese di posizione pubbliche, il Comitato auspica ora «un indirizzo forte e coerente nei confronti della giunta» sui dossier comunali ancora aperti legati alla cava di San Bernardo. Detto senza giri di parole: bene i gesti simbolici, ora servono atti amministrativi, scelte politiche e una linea chiara. Anche perché la partita vera non si gioca sui comunicati, ma nelle stanze dove si decide.
Il Comitato, infine, ribadisce la propria disponibilità a incontrare chiunque voglia contribuire fattivamente alla causa, ricordando che i cittadini, quelli veri, hanno già iniziato da tempo a mettere mano al portafoglio, in modo privato e discreto. Senza conferenze stampa, senza rivendicazioni, senza bisogno di spiegare quanto valgono i gesti.
Insomma, dopo le domande di ieri arrivano i chiarimenti. E se il Comitato ribadisce che non è una gara, una cosa è certa: sulla cava di San Bernardo la politica è ormai sotto esame. E come sempre, non verrà giudicata per quello che dice, ma per quello che fa
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