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"Nel nome del Re Sole": quando i francesi saccheggiarono Balangero

Il libro di Alessandro Mella che nella premessa porta la firma di SAR Maria Gabriella di Savoia, è stato presentato anche al Museo Pietro Micca

"Nel nome del Re Sole": quando i francesi invasero Balangero

Una guerra lontana nel tempo, ma sorprendentemente vicina per ferocia, paura e devastazione. È questo il filo che ha attraversato la serata di venerdì 23 gennaio alla Biblioteca di Balangero, dove Alessandro Mella è stato ospite per presentare il suo volume Nel nome del Re Sole – Cenni storici su crimini, danni ed angherie del nemico nel Piemonte in guerra e nell’alta Italia (1700-1709), edito da Marvia Edizioni, con premessa di SAR la Principessa Maria Gabriella di Savoia e prefazione di Aldo A. Mola.

Non una semplice presentazione libraria, ma un vero e proprio viaggio dentro uno dei periodi più drammatici della storia piemontese: gli anni della guerra di Successione spagnola, quando il Piemonte e l’Alta Italia furono teatro di occupazioni, saccheggi e violenze sistematiche da parte delle truppe francesi del Re Sole. Una guerra combattuta non solo sui campi di battaglia, ma soprattutto nei borghi, nelle campagne, nelle case della gente comune.

Dopo i saluti iniziali e il ringraziamento ai volontari e alle volontarie della biblioteca, con un pensiero particolare a Ivan Cavalli per l’impegno organizzativo, Mella ha preso la parola ricostruendo con rigore storico e capacità narrativa i fatti raccontati nel suo libro. Un’opera che non si limita a elencare eventi militari, ma scava nelle cronache locali, nei documenti parrocchiali, nelle testimonianze indirette, restituendo voce a comunità travolte da una guerra che non avevano scelto.

Al centro della serata, anche Balangero, con un episodio che colpisce per la sua concretezza e brutalità. È il luglio del 1705 quando le truppe francesi arrivano nel borgo. Non un passaggio neutro, ma un’irruzione violenta: saccheggi, devastazioni, popolazione in fuga. Gli abitanti cercano riparo sul Monte San Vittore, lasciando case e beni alla mercé dei soldati. Mella ha rievocato le vittime della ferocia nemica, i danni materiali, ma soprattutto il clima di terrore che avvolse il paese.

Tra le immagini più forti riportate nel libro e riprese durante l’incontro, quella del parroco costretto a nascondersi presso il coro della chiesa, mentre all’esterno il borgo veniva messo a ferro e fuoco. Una scena che racconta meglio di qualsiasi dato statistico cosa significasse, per un piccolo comune piemontese, trovarsi sulla linea del fronte di una guerra europea.

La forza del lavoro di Mella sta proprio qui: nel mostrare come le grandi strategie militari e diplomatiche si traducano, sul terreno, in paura quotidiana, violenza indiscriminata, distruzione della vita civile. Il Re Sole, simbolo di potenza e splendore nella narrazione ufficiale francese, diventa nel libro il nome sotto cui si consumano crimini, angherie e soprusi ai danni delle popolazioni locali.

Alla serata era presente anche il sindaco di Balangero, Franco Romeo, che ha voluto portare il saluto dell’amministrazione comunale. Nel suo intervento ha sottolineato la drammaticità della guerra anche nei piccoli comuni, spesso dimenticati dalla grande storia, ma fondamentali per comprenderne l’impatto reale. Un richiamo attuale, che invita a riflettere su come i conflitti colpiscano sempre, prima di tutto, i territori e le comunità più fragili.

La presentazione di Balangero si inserisce in un calendario di appuntamenti che sta accompagnando il libro in diversi luoghi simbolici del Piemonte. Mercoledì 21 gennaio, pochi giorni prima, Nel nome del Re Sole era stato presentato anche al Museo Pietro Micca di Torino, spazio emblematico della memoria legata proprio al conflitto cui il volume fa riferimento.

Nel corso dell’incontro torinese, il colonnello Ambrogio Zaffaroni, in apertura, ha sottolineato come il libro di Mella, pur partendo dal contesto della guerra di Successione spagnola e della celebre battaglia di Torino, sposti lo sguardo oltre la città e oltre l’evento militare, affrontando aspetti spesso rimasti ai margini della narrazione storica. Non solo strategie e assedi, dunque, ma soprattutto i patimenti dei civili, i danni materiali, le violenze subite dalle comunità locali nei vari comuni piemontesi e dell’Alta Italia.

Un approccio che ha trovato grande interesse tra i presenti, accompagnati dall’autore in un viaggio inedito e poco conosciuto, fatto di episodi concreti, luoghi precisi e storie di popolazioni travolte dalla guerra. Alla presentazione del Museo Pietro Micca hanno preso parte numerose personalità del mondo istituzionale e culturale, tra cui il direttore regionale dei Vigili del Fuoco del Piemonte, ing. Alessandro Paola, la direttrice del Museo Diffuso della Val di Viù, arch. Emanuela Lavezzo, il sindaco di San Carlo Canavese, Ugo Papurello, lo scrittore Milo Julini e lo storico piemontese Gustavo Mola di Nomaglio. (Le fotografie della serata sono di Karen Giacobino e Massimo Mella).

Il volume Nel nome del Re Sole si inserisce così in un filone di studi che negli ultimi anni sta restituendo centralità alla storia locale come chiave di lettura della storia europea. Le vicende piemontesi tra il 1700 e il 1709 non sono un capitolo marginale, ma parte integrante di un conflitto che ridisegnò gli equilibri del continente. Le scorrerie, le requisizioni forzate, le violenze contro i civili non furono episodi isolati, ma una prassi diffusa, documentata e spesso tollerata.

La presenza, nel libro, della premessa di Maria Gabriella di Savoia e della prefazione di Aldo A. Mola conferma il valore storico e divulgativo dell’opera, capace di coniugare rigore accademico e accessibilità. Mella non indulge in retorica, ma lascia che siano i fatti, spesso durissimi, a parlare.

La serata di Balangero, come quella torinese, ha dimostrato come la storia, quando è raccontata con competenza e passione, sappia ancora coinvolgere e interrogare il presente. Non a caso, il calendario degli incontri prosegue: il prossimo appuntamento con il libro è in programma a Piverone il 30 gennaio, segno di un interesse che va ben oltre il singolo territorio.

Riscoprire episodi come quelli del 1705 non significa solo guardare al passato, ma comprendere meglio il peso che la guerra ha avuto – e continua ad avere – sulle comunità locali. Nel nome del Re Sole restituisce dignità e memoria a chi, tre secoli fa, ha pagato il prezzo più alto di decisioni prese lontano, nelle corti e nei palazzi del potere. Una storia antica, ma tutt’altro che remota.

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