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Scuole sotto sorveglianza a Chivasso, controlli anti-spaccio fuori dagli istituti

Servizi mirati tra istituti, fermate e stazione ferroviaria per prevenire spaccio e comportamenti a rischio tra gli studenti

Scuole sotto sorveglianza

Scuole sotto sorveglianza a Chivasso, controlli anti-spaccio fuori dagli istituti

Negli ultimi mesi il tema della sicurezza attorno alle scuole è tornato con forza al centro del dibattito pubblico, alimentato da una serie di episodi di cronaca che hanno coinvolto direttamente adolescenti e giovanissimi, non solo nelle grandi città ma anche in contesti di provincia. È in questo quadro che si inserisce l’azione avviata a Chivasso, dove la Polizia Locale ha attivato un servizio mirato di controllo nei pressi degli istituti scolastici superiori, con particolare attenzione ai momenti più delicati della giornata: l’uscita degli studenti.

Da alcune settimane gli agenti sono impegnati nelle aree attorno agli istituti di secondo grado Isaac Newton ed Europa Unita, due poli scolastici che concentrano ogni giorno centinaia di ragazzi. L’obiettivo dichiarato è chiaro: prevenire episodi di spaccio di sostanze stupefacenti e altri comportamenti illeciti che possono coinvolgere i minori, soprattutto nelle fasi di maggiore afflusso e dispersione degli studenti.

Il presidio non si limita ai cancelli delle scuole. Il raggio d’azione si estende infatti alle fermate dei pullman e alla stazione ferroviaria, luoghi di passaggio obbligato per molti studenti pendolari. Proprio queste aree rientrano nella zona a vigilanza rafforzata disposta dal Prefetto di Torino, un provvedimento che consente un controllo più incisivo del territorio in contesti considerati sensibili sotto il profilo dell’ordine pubblico.

L’operazione fa parte di un programma più ampio di presidio del territorio e tutela dei minori, voluto dal sindaco Claudio Castello, che detiene anche la delega alla Polizia Locale. Gli agenti, coordinati dal comandante Marco Lauria, monitorano costantemente le zone di maggiore concentrazione degli studenti, verificando situazioni sospette e garantendo un’uscita ordinata e sicura dagli edifici scolastici.

Non si tratta di un intervento estemporaneo. I controlli sono destinati a proseguire nelle prossime settimane, con servizi programmati e attività di prevenzione che puntano a intercettare sul nascere fenomeni di illegalità diffusa. Una scelta che arriva in un momento storico particolarmente delicato, in cui anche piccoli segnali non possono essere sottovalutati.

La cronaca recente parla chiaro. Solo negli ultimi giorni l’Italia è stata scossa da episodi gravi che hanno coinvolto ragazzi in età scolare. Dall’accoltellamento mortale di un adolescente in Liguria, ucciso da un coetaneo, fino ai casi di studenti trovati con coltelli o armi improprie in classe, come accaduto ad Asti, dove un minorenne è stato segnalato ai Carabinieri dopo essere stato sorpreso con un serramanico durante una lezione. Episodi diversi tra loro, ma accomunati da un elemento inquietante: la crescente esposizione dei giovani a contesti di violenza, spaccio e comportamenti devianti.

È proprio su questo terreno che si muove l’intervento della Polizia Locale di Chivasso. L’idea di fondo è che la prevenzione resti lo strumento più efficace per evitare che situazioni borderline degenerino in fatti di sangue o in percorsi di illegalità difficili da interrompere. «Abbiamo disposto questo servizio perché crediamo che la prevenzione sia fondamentale per contrastare fenomeni come lo spaccio di droga e altri comportamenti che mettono a rischio la salute e il futuro dei più giovani», ha spiegato il sindaco Claudio Castello, sottolineando come la scuola debba rimanere uno spazio protetto, non solo all’interno delle aule ma anche nelle aree circostanti.

Il riferimento alla sinergia con le famiglie e con le forze dell’ordine non è casuale. I controlli sul territorio, da soli, non bastano se non sono accompagnati da un lavoro educativo e culturale più ampio. Tuttavia, la presenza visibile degli agenti ha anche una funzione deterrente immediata, capace di scoraggiare chi approfitta delle fasce orarie di uscita per avvicinare studenti o avviare attività illecite.

Negli ultimi anni, anche a Chivasso, non sono mancate segnalazioni di microcriminalità, consumo di sostanze e tentativi di spaccio nelle zone frequentate dai ragazzi. Fenomeni spesso sommersi, difficili da intercettare, ma che trovano terreno fertile proprio nei momenti di passaggio, quando la vigilanza si allenta e l’attenzione si sposta altrove.

Il presidio davanti alle scuole assume quindi un valore che va oltre il singolo intervento. È un segnale politico e amministrativo che intercetta una domanda crescente di sicurezza percepita, soprattutto da parte dei genitori. In un contesto in cui l’opinione pubblica è scossa da fatti di cronaca sempre più gravi, l’assenza di controlli rischia di essere letta come disinteresse o sottovalutazione del problema.

Allo stesso tempo, l’amministrazione cerca di mantenere un equilibrio delicato: evitare una militarizzazione degli spazi scolastici, ma garantire una presenza sufficiente a prevenire episodi potenzialmente pericolosi. Una linea sottile, che richiede continuità, coordinamento e capacità di adattare gli interventi all’evolversi delle situazioni.

A Chivasso, la scelta è stata quella di non aspettare l’emergenza, ma di agire in una fase preventiva, quando i segnali sono ancora gestibili. Un approccio che, alla luce degli ultimi fatti di cronaca, appare sempre meno rinviabile. La sicurezza dei ragazzi non è solo una questione di ordine pubblico, ma un investimento sul futuro della comunità.

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