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La Voce degli Animali

Ivrea perde la sua guardiana silenziosa: è morta Ivy, la gattina del cimitero amata da tutti

Si è arresa alla Felv dopo settimane di cure e speranze, se n’è andata coccolata e seguita fino all’ultimo da Eporedianimali

Ivrea perde la sua guardiana silenziosa

Ivrea perde la sua guardiana silenziosa

Ivrea saluta Ivy, la gattina che per oltre dieci anni ha vissuto tra i vialetti del cimitero, diventando una presenza discreta, costante, profondamente familiare per tante persone. Una notizia che ha attraversato la città in silenzio, come silenziosa era lei, ma che ha lasciato un vuoto enorme in chi, anche solo passando, si fermava a cercarla con lo sguardo.

A darne notizia è Eporedianimali – Rifugio per gatti, che ha seguito Ivy fino all’ultimo istante. «Purtroppo siamo di nuovo qui a darvi un’ulteriore brutta notizia. La micia che viveva al cimitero di Ivrea, seguita e amata da tante persone, purtroppo non ce l’ha fatta», scrive l’associazione nel post diffuso sui social. Qualche settimana fa erano stati contattati perché le condizioni della gatta erano peggiorate. La diagnosi del veterinario era stata dura: Felv, la leucemia felina, che si era “svegliata” in un corpo ormai fragile.

Era stato lanciato un appello per tentare di darle una possibilità, una cura complessa e molto costosa. «Vi avevamo chiesto aiuto perché si era tentato di darle una possibilità con una cura molto costosa, ma oggi Ivy si è arresa alla malattia», spiegano i volontari. A consolare resta almeno la certezza che non sia stata lasciata sola: «Quello che ci consola è che ha avuto tutte le cure possibili, e anche oggi se n’è andata amata e coccolata da chi cercava di curarla». Un addio che pesa, condiviso da un’intera comunità. «Sappiamo che mancherà a tante persone e noi ci uniamo al loro dolore. Ciao cara Ivy, buon ponte».

Ivy non era una semplice gatta randagia. Al cimitero di Ivrea era una presenza riconoscibile, quasi parte integrante del luogo. Si muoveva tra i fiori freschi e quelli ormai secchi, tra le visite rapide e quelle cariche di nostalgia, senza disturbare mai. C’era e basta. Aveva una cuccia, il cibo portato con costanza, le carezze di chi, andando a trovare un proprio caro, trovava anche il tempo di fermarsi per lei. In silenzio ha raccolto confidenze sussurrate, lacrime asciugate di fretta, sospiri lasciati andare. Senza saperlo, ha fatto compagnia a chi compagnia non ne aveva più.

Negli ultimi tempi qualcosa si era incrinato. L’età, il freddo, un fisico che non rispondeva più come prima. Il ricovero in clinica aveva confermato quanto si temeva: uno stato di salute compromesso e la positività alla Felv. Ivy era stata accolta nel gattile di Eporedianimali, nella zona dedicata ai mici positivi, seguita con attenzione e cura, nel tentativo di restituirle almeno un po’ di forza. Ma la malattia ha avuto il sopravvento.

La sua storia resta però quella di una presenza che ha scaldato silenzi e solitudini, diventando per molti “la gatta del cimitero”, un punto fermo, quasi una piccola custode di un luogo carico di dolore e memoria. Ivy non chiedeva nulla, e proprio per questo ha ricevuto tanto affetto. La sua morte chiude un capitolo fatto di gesti semplici, di umanità quotidiana, di attenzione silenziosa.

Il lavoro dei volontari però non si ferma con lei. È per questo che Eporedianimali chiede una mano, una mano vera e concreta. Nessuna cifra è troppo piccola, perché davvero tante gocce riempiono il mare. È possibile contribuire portando un’offerta direttamente in gattile il sabato, con un bonifico all’Iban IT18 Z030 6909 6061 0000 0132 864 intestato a Eporedianimali, causale CURE IVY E SIRIA, oppure attraverso PayPal dal sito dell’associazione. Un aiuto che non è solo economico, ma anche un segno di attenzione, di riconoscenza e di responsabilità collettiva verso chi ogni giorno si prende cura degli animali più fragili.

A Ivrea oggi manca una sagoma familiare tra i vialetti. Ma resta il segno profondo di ciò che Ivy è stata: non solo una gatta, ma un pezzo di città, capace di insegnare, senza parole, cosa significhi prendersi cura di qualcuno.

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