Cerca

Attualità

Scuole al freddo a Borgaro, pioggia di interrogazioni: “Servono risposte chiare”

Dalle segnalazioni partite in autunno all’ultimo guasto di gennaio: il tema delle aule fredde arriva in Consiglio comunale

Scuole al freddo a Borgaro, pioggia di interrogazioni: “Servono risposte chiare”

Aule fredde, termosifoni che non partono, famiglie costrette a decidere al mattino se mandare o meno i figli a scuola. È una situazione che, da settimane, tiene banco a Borgaro Torinese e che ora torna ufficialmente sui tavoli del Consiglio comunale.

Il gruppo Uniti per Cambiare, guidato da Elisa Cibrario Romanin, ha infatti depositato una nuova interrogazione integrativa, seguita da un’ulteriore interrogazione urgente, per chiedere chiarimenti dettagliati sulla gestione del riscaldamento negli edifici scolastici dell’Istituto Comprensivo di Borgaro Torinese, con particolare riferimento al plesso “Nicola Grosa”.

Tutto nasce dalle segnalazioni inviate dalla scuola già a partire dall’autunno scorso. Segnalazioni che, secondo quanto ricostruiscono i consiglieri, evidenziavano temperature interne non sempre conformi e difficoltà ricorrenti nel garantire condizioni adeguate allo svolgimento delle lezioni.

A queste segnalazioni è seguita, il 19 gennaio, una prima interrogazione con risposta scritta, alla quale il sindaco Claudio Gambino ha risposto il giorno successivo dicendo che l'Amministrazione è a conoscenza della criticità, che ha disposto dei sopralluoghi e comunicazioni di sollecito alla ditta affidataria del servizio. 

Nella nuova interrogazione, però, la minoranza spiega che quel riscontro non sarebbe stato sufficiente.

I consiglieri affermano: “La risposta del Sindaco, pur ammettendo la conoscenza delle criticità e la loro reiterazione nel tempo, non risulta puntuale, completa né corredata dalla documentazione richiesta”. Da qui la richiesta di tornare sull’argomento con un elenco dettagliato di domande, atti e documenti.

Secondo quanto riportato dagli stessi consiglieri, nella risposta del sindaco verrebbero comunque riconosciuti alcuni elementi: la vetustà degli edifici scolastici, la non costante conformità dei parametri termici, l’assenza di interventi strutturali risolutivi e la mancata applicazione di penali contrattuali nonostante disservizi ripetuti.

Proprio su questi punti la minoranza chiede ora chiarezza: quali atti sono stati adottati, quali verifiche tecniche sono state effettuate, da quanto tempo l’Amministrazione sarebbe a conoscenza dell’obsolescenza delle strutture e quali interventi risultano effettivamente programmati.

Al centro delle domande c’è anche il contratto per la fornitura del calore. I consiglieri chiedono di sapere quali siano i livelli minimi di servizio previsti, quando scatterebbero eventuali penali e su quali basi si sia ritenuto di non applicarle. Viene inoltre chiesta la trasmissione integrale del disciplinare di gara e del contratto di affidamento.

Il tema si è fatto ancora più concreto la mattina del 26 gennaio 2026. In una nuova interrogazione urgente, la minoranza ricostruisce quanto accaduto al plesso “Nicola Grosa”: all’apertura della scuola, alle 7.30, la caldaia non sarebbe entrata in funzione e l’edificio sarebbe rimasto senza riscaldamento. La dirigente scolastica si è recata sul posto e le famiglie sono state informate della situazione.

Elisa Cibrario Romanin riferisce il messaggio integrale che i genitori hanno ricevuto la mattina del 26 gennaio: “Buongiorno, questa mattina le operatrici, aprendo la scuola alle 7.30, hanno constatato che non è partita la caldaia. La Preside, che è
stata messa al corrente, si è recata sul posto ed ha avvisato tempestivamente chi è di dovere. La scuola è fredda, le famiglie possono liberamente decidere se portare i propri figli a scuola o tenerli a casa. La scuola sarà regolarmente aperta.”

Una comunicazione che, secondo i consiglieri, lascia aperti molti interrogativi sulla gestione dell’emergenza e sulle responsabilità.

"Questa non è una “situazione fisiologica” - commenta Cibrario Romanin -questa è l’ennesima emergenza annunciata, gestita scaricando sulle famiglie una responsabilità che dovrebbe essere interamente dell’Amministrazione comunale. Dire “nessuna emergenza” mentre si invita implicitamente a non mandare i figli a scuola perché fa freddo è una contraddizione che
si commenta da sola. Altro che problemi risolti “di volta in volta”. Altro che interventi tempestivi. Altro che criticità sotto controllo. Questa è la prova concreta che le parole del Sindaco e dell’Assessore Bertuol non trovano riscontro nella realtà quotidiana vissuta da studenti, famiglie e personale scolastico".

Nel comunicato stampa diffuso dal gruppo Uniti per Cambiare, la minoranza sottolinea che si continua a parlare di monitoraggi e interventi tempestivi, ma senza che vengano prodotti documenti, relazioni tecniche o dati oggettivi. Viene inoltre ricordato che le criticità sarebbero note da mesi e che gli edifici scolastici sono frequentati quotidianamente da minori, motivo per cui non può essere accettabile una gestione solo emergenziale.

Con queste nuove interrogazioni, i consiglieri chiedono risposte scritte, complete e documentate: verbali, relazioni tecniche, contratti, report sulle temperature e chiarimenti puntuali sulle responsabilità.

Ora spetterà all’Amministrazione comunale fornire i chiarimenti richiesti nelle sedi istituzionali competenti. Il confronto resta aperto e continuerà nei prossimi giorni. Intanto, nelle scuole di Borgaro, il problema del riscaldamento resta una questione concreta e quotidiana, e gli studenti continuano a fare i conti con aule fredde.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori