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26 Gennaio 2026 - 12:41
Piazza Italia, cantiere infinito e soldi spesi a go-go: "Cambiamo Volpiano" inchioda il Comune
Piazza Italia doveva essere il nuovo biglietto da visita del paese. Un’area mercatale moderna, ordinata, finalmente all’altezza di una città che da anni racconta di voler “rilanciare” il centro. E invece, a distanza di tempo, quella stessa piazza continua a tornare nel dibattito pubblico non per ciò che offre, ma per ciò che manca: sicurezza, qualità, tenuta nel tempo, responsabilità chiare.
Sabato mattina il gruppo consiliare Cambiamo Volpiano, guidato dai consiglieri comunali Antonietta Maggisano e Giuseppe Medaglia, ha effettuato un sopralluogo in piazza, davanti al cantiere. Un gesto che accompagna – e rilancia – un comunicato stampa in cui l’opposizione ripercorre tutta la vicenda e inchioda l’amministrazione comunale a una frase netta: “La verità è una sola: i lavori erano stati progettati, seguiti e realizzati male e nessuno voleva assumersi la responsabilità di ciò”.
Il documento parte dal principio, da quell’avvio amministrativo che oggi viene presentato come l’origine del problema. “Era il 2013 quando la Giunta Comunale approvava il progetto esecutivo dei lavori ‘Realizzazione area mercatale in via Meana/ C.so Platone’ per un importo complessivo di quadro economico di 653.000,00€”, scrive Cambiamo Volpiano.
A vincere l’appalto è la Blu Costruzioni srl, ma – aggiunge subito l’opposizione – “i risultati evidentemente non furono quelli sperati”.
La piazza, infatti, viene inaugurata il 2 giugno 2018. Ma l’inaugurazione, sostiene il gruppo, è solo l’inizio di una parabola discendente: “a dicembre 2019 veniva redatto l’atto di NON COLLAUDABILITA’ DELLA PIAZZA medesima”.
Tradotto in parole semplici: l’opera non può essere collaudata, cioè non può ricevere quel “bollino” tecnico-amministrativo che certifica la piena regolarità del lavoro eseguito.

Giuseppe Medaglia, consigliere comunale di Volpiano
È qui che – sempre secondo il comunicato – il Comune tenta una prima strada, quella dell’accordo con l’impresa. Gli amministratori incaricano uno studio legale per provare a risolvere le criticità, chiedendo di intervenire sui difetti dell’opera. Nel testo, l’impostazione dell’amministrazione viene descritta così: i vizi e i difetti sarebbero stati “riconducibili esclusivamente al mal operato della ditta appaltatrice”.
Ma quell’accordo, racconta Cambiamo Volpiano, non si trova. “I tentativi di trovare un accordo fallivano” e il Comune decide di rivolgersi al Tribunale: “per procedere con un accertamento tecnico preventivo (ATP) che stabilisse la natura, le cause dei vizi e dei difetti della piazza e che cosa occorresse per rimuoverli”.
L’ATP, in questi casi, è un passaggio cruciale: significa far entrare un tecnico nominato dal giudice per mettere nero su bianco cosa non va e perché. E proprio qui, secondo il comunicato, arriva la svolta che cambia completamente prospettiva. Perché la perizia del consulente tecnico del Tribunale di Ivrea sarebbe stata durissima: “il CTU del Tribunale di Ivrea periziava Piazza Italia, concludendo che la medesima non valesse più di un parcheggio”.
Non solo. L’opposizione sostiene che il CTU abbia attribuito la responsabilità principale al Comune stesso: “la responsabilità di ciò per la maggiore era/è da ricondurre al Comune di Volpiano che aveva compiuto gravi sottovalutazioni economiche, non aveva controllato ed adottato decisioni che potessero migliorare la situazione”.
Una frase pesante, perché ribalta il racconto iniziale – quello di un ente pubblico “danneggiato” dalla ditta – e sposta il fuoco sul tema della progettazione, della direzione e del controllo dell’opera.
Cambiamo Volpiano ricorda che questa vicenda era già approdata in Consiglio comunale. Ad aprile 2022, infatti, il gruppo presenta una mozione con due richieste precise: la prima, “sospendere l'attività mercatale per la messa in sicurezza della Piazza”; la seconda, istituire “una commissione speciale di controllo e garanzia su tutti gli atti ed adempimenti che avrebbero riguardato la piazza stessa”.
La mozione, però, non passa: “La mozione veniva respinta”.
Da quel momento – secondo il comunicato – la Giunta sceglie la linea dura: andare avanti con la causa vera e propria, la cosiddetta “causa di merito”. L’opposizione la descrive così: “La Giunta Comunale decideva di procedere con la causa di merito contro la ditta appaltatrice della piazza e gli altri soggetti coinvolti, non riconoscendo alcuna sua responsabilità nella realizzazione dell'opera”.
Cambiamo Volpiano e Gente di Volpiano, invece, avrebbero sostenuto la necessità di fermarsi prima che la vicenda diventasse un pozzo senza fondo: “insistevano nel ‘fermarsi’ e nel valutare seriamente un accordo senza spendere altre denaro in avvocati, consulenti di parti, consulenti di ufficio e spese di giustizia”.
Il punto politico, qui, è chiaro: se una perizia tecnica ha già indicato responsabilità e criticità, l’opposizione sostiene che proseguire a oltranza significhi solo aumentare i costi e rimandare le soluzioni.
Ma la causa – scrive il gruppo – non arriverà mai a sentenza. E non per un colpo di scena, ma per una scelta: “la causa di merito non è mai giunta a sentenza… perché a settembre 2024 le parti raggiungevano un accordo”.
Un accordo che, secondo Cambiamo Volpiano, conferma tutto ciò che l’opposizione chiedeva da tempo e che sarebbe stato incoraggiato anche dal Tribunale: “il Giudice del Tribunale di Ivrea… già a giugno 2024 invitava le parti a raggiungere un accordo anche sulla scorta delle risultanze della CTU resa nell’ambito dell’ATP”.
E qui arriva il passaggio che l’opposizione considera più difficile da digerire per i cittadini: l’accordo non scarica tutto su terzi, ma prevede che una parte dei costi ricada anche sul Comune. “Naturalmente tale accordo oggi prevede che dei costi verranno sopportati anche dal Comune di Volpiano”, scrive Cambiamo Volpiano, spiegando perché: “gli amministratori ieri come oggi sono sempre stati anche responsabili della cattiva esecuzione dell’opera”.
Il comunicato non fa sconti e respinge l’idea di giustificarsi con la burocrazia o con i “pareri tecnici”: “Non serve che loro neghino e che si nascondano dietro pareri tecnici come hanno tentato più volte di fare”.
Poi si passa alla parte concreta: che cosa prevede l’accordo e che cosa, invece, resta fuori. Nel testo viene specificato che gli interventi inseriti nell’intesa sarebbero limitati: “ripristino degli avvallamenti presenti nella pavimentazione della piazza, la messa in quota dei pozzetti e sostituzione dei chiusini e caditoie e l’impermeabilizzazione della copertura del basso fabbricato”.
Per gli altri problemi, invece, l’opposizione sostiene che la Giunta abbia trovato un escamotage lessicale e amministrativo: chiamarli “migliorie”, evitando di definirli correzioni di errori pregressi. “Per sistemare gli altri aspetti ‘malsani’ della piazza, la Giunta ha risolto il problema chiamando i predetti interventi ‘MIGLIORIE’ invece di ERRORI PRECEDENTI CUI PORRE RIMEDIO”.
E da qui si arriva alla chiusura più polemica, quella che si traduce in un’immagine comprensibile anche a chi non segue i tecnicismi: rifare ancora una volta lavori già fatti. Nel comunicato si legge: “a proprie spese il Comune, o meglio a spese dei cittadini volpianesi, rifacendo per l’ennesima volta lavori precedenti eseguiti male”.
Tra gli esempi citati, la sostituzione delle canalette: “sostituirà le canalette in cemento con sottostante fondazione di calcestruzzo armato”.
Ma soprattutto, Cambiamo Volpiano punta il dito su un dettaglio che, dal loro punto di vista, rende la storia ancora più paradossale: “tali ‘nuove opere’ verranno realizzate sempre dalla stessa ditta cui il Comune ha fatto causa per aver lavorato male!”.
Nel sopralluogo di sabato e nel materiale affisso al cantiere, la posizione del gruppo viene sintetizzata anche in modo visivo e diretto. Nel manifesto fotografato in piazza campeggia la scritta “Sindaci Panichelli – De Zuanne, una delusione”, con una serie di punti che attaccano l’amministrazione su tasse, manutenzione, sicurezza e gestione complessiva del paese.
Il comunicato chiude con un giudizio politico senza mediazioni: “anche questa è l’ennesima dimostrazione di scelte economiche sbagliate e di cattiva gestione dei soldi pubblici da parte dell’amministrazione De Zuanne – Panichelli”.
E in filigrana resta un dato che pesa più di ogni slogan: la piazza è ancora lì, tra rattoppi e lavori che ritornano, mentre l’interrogativo su chi abbia davvero controllato, deciso e sbagliato continua a rimbalzare nella vita quotidiana dei volpianesi.
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