Cambiare il calendario scolastico per ridisegnare i flussi turistici e sostenere la crescita del settore. È questa la proposta lanciata dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè dal palco del Forum internazionale del turismo di Milano, dove ha indicato la revisione delle vacanze scolastiche come uno degli strumenti per superare la concentrazione delle ferie in pochi periodi dell’anno. L’idea è chiara: meno tre mesi consecutivi di stop estivo e lunghe pause natalizie, più interruzioni distribuite lungo l’anno scolastico, sul modello di quanto avviene in molti Paesi europei.
«Intendiamo proporre un allineamento graduale del calendario scolastico a modelli europei più moderni per favorire i flussi interni. Il nostro calendario scolastico concentra le vacanze principalmente in due periodi dell'anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l'intero arco dell'anno. Questa peculiarità non agevola il turismo interno. Per questo, stiamo dialogando con il collega Valditara per avviare un percorso di confronto e lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici», ha spiegato la ministra.

Una prospettiva che, almeno per ora, non trova riscontro concreto al ministero dell’Istruzione. Dal dicastero di viale Trastevere fanno sapere che allo stato attuale non esistono proposte operative su cui lavorare e che ogni eventuale revisione sarà valutata in futuro. La priorità, sottolineano, resta un’altra: la sicurezza nelle scuole. Il ministro Giuseppe Valditara ha infatti annunciato l’arrivo di una circolare condivisa con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sull’uso dei metal detector per prevenire l’ingresso di armi negli istituti scolastici. «Stiamo preparando una circolare con il ministro dell'Interno Piantedosi: sarà una risposta alle richieste delle scuole. Su questo tema sarebbe grave dividersi: ho sentito di alcune polemiche da parte dell'opposizione ma si tratta di garantire la sicurezza dei nostri ragazzi e di chi lavora nella scuola. Il 60% dei giovani è favorevole ad introdurre dei controlli ed è logico, serve a garantire la loro sicurezza», ha affermato Valditara.
La proposta di Santanchè ha comunque acceso immediatamente il confronto politico. Dall’opposizione arrivano critiche nette. Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs, mette in guardia sulle condizioni climatiche: non sarebbe «pensabile tenere studenti e docenti in aula in territori dove non è raro assistere ad ondate di calore che portano le temperature sopra i 30 gradi già a giugno e ancora a settembre». Ancora più duro l’attacco del Movimento 5 Stelle, che invita la ministra del Turismo a occuparsi di altro: «Se proprio la ministra Santanchè vuole occuparsi di un calendario, pensi al calendario delle prossime udienze che la vedranno protagonista mentre, senza ritegno, continua ad occupare la poltrona di ministra. Un Paese con scuole che cadono a pezzi, stipendi ridicoli e studenti lasciati indietro, di tutto ha bisogno fuorché di una Santanchè che trova il tempo di occuparsi del calendario scolastico».

Più articolata la posizione dei sindacati. Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, si dice favorevole a una revisione del calendario, ma per motivazioni molto diverse da quelle legate al turismo. «La revisione del calendario scolastico è necessaria come abbiamo espresso più volte ma alla luce del cambiamento climatico e preso atto delle infrastrutture delle nostre scuole, non tanto per i flussi turistici. Abbiamo bisogno di aule ed edifici predisposte a stagioni torride e a inverni anche freddi. In assenza di risposte adeguate, bisogna iniziare le lezioni più tardi e finirle in anticipo recuperando le ore durante l'anno. Impensabile pensare di rimanere aperti d'estate», osserva Pacifico.
Dalla stessa area arrivano le riflessioni dei dirigenti scolastici. Mario Rusconi, presidente dei presidi di Roma, ricorda come nel corso degli anni siano state avanzate diverse proposte di riforma del calendario, senza che nessuna sia mai approdata a risultati concreti, «forse anche perché durante il periodo estivo, con il caldo che c'è, sarebbe difficile fare lezione». Sulla stessa linea Elvira Serafini dello Snals, secondo cui il tema «va affrontato con la consapevolezza che la scuola ha una missione educativa che non può essere subordinata a esigenze esterne».

La discussione resta dunque aperta, sospesa tra le esigenze del turismo, le priorità della sicurezza scolastica, il cambiamento climatico e il ruolo stesso della scuola. Per ora, la proposta di rivedere il calendario resta una linea politica annunciata, ma priva di un percorso concreto condiviso all’interno del governo.