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Iraniani in piazza a Torino contro il regime di Teheran

Scanditi slogan contro il consolato

Iraniani in piazza a Torino

Iraniani in piazza a Torino contro il regime di Teheran (foto di repertorio)

Volti coperti, bandiere alzate e slogan contro il regime di Teheran. Centinaia di persone si sono ritrovate oggi in piazza Castello a Torino per una manifestazione promossa dalla comunità iraniana contro il regime iraniano. Una protesta segnata da un elemento evidente: molti partecipanti hanno scelto di coprirsi il volto.

Mascherine sanitarie, sciarpe e cappucci sono stati utilizzati da diversi manifestanti per timore di essere identificati. Una precauzione motivata, è stato spiegato in piazza, dal rischio di rappresaglie nei confronti dei familiari rimasti in Iran, qualora le autorità del Paese dovessero risalire all’identità dei partecipanti.

La manifestazione ha visto una forte presenza di sostenitori dello scià, le cui immagini sono state esposte da molti dei partecipanti. Un segnale politico chiaro, che ha caratterizzato l’identità della piazza torinese e ne ha definito l’orientamento.

Tra gli slogan scanditi durante il presidio, uno in particolare è risuonato più volte: «Meloni chiudi il consolato». Un messaggio diretto rivolto al governo italiano, inserito nel più ampio contesto di denuncia della repressione esercitata dal regime iraniano.

In piazza erano presenti anche bandiere di diverse forze e associazioni politiche, tra cui Europa Radicale, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e il Partito Liberale Democratico. Visibili anche un vessillo di Israele e una bandiera degli Stati Uniti, elementi che hanno contribuito a delineare il profilo politico della manifestazione.

Alla protesta hanno preso parte anche esponenti politici torinesi. Tra questi Fabrizio Ricca, della Lega, che ha partecipato all’iniziativa in piazza Castello.

La manifestazione si è svolta senza incidenti, sotto lo sguardo delle forze dell’ordine, e ha rappresentato un nuovo momento di mobilitazione della comunità iraniana in Italia, che continua a chiedere attenzione internazionale sulla situazione nel Paese e sulla repressione in corso.

(Foto di repertorio)

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