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22 Gennaio 2026 - 19:06
Torino in piazza per l’Iran, presidio contro la repressione del regime
Torino torna in piazza per l’Iran.
Lunedì 26 gennaio, alle 18, piazza Castello ospiterà un presidio di solidarietà con il popolo iraniano, promosso da Acli, Anpi, Arci e Cgil, insieme all’associazione culturale Italia Iran. Un’iniziativa che nasce dalla volontà di rompere il silenzio e di prendere posizione contro la repressione del regime iraniano.
Il presidio si inserisce nel solco di una mobilitazione ampia, nonviolenta e profondamente radicata nella società civile, che da settimane attraversa l’Iran. Una protesta che chiede diritti civili, sociali e politici fondamentali, e che continua a essere soffocata con arresti, violenze e intimidazioni.
Secondo i promotori, l’urgenza dell’iniziativa risiede nella necessità di esprimere una condanna netta e senza ambiguità della violenza esercitata dal regime e di affermare un sostegno pieno alle richieste di libertà che arrivano dalle piazze iraniane. Una posizione che unisce associazioni, sindacato e realtà culturali in un fronte comune.
Le organizzazioni promotrici leggono la rivolta come il risultato diretto di una crisi economica e sociale profonda, aggravata da corruzione sistemica e da un apparato di potere che risponde alle domande di dignità con uso illegale della forza, arresti di massa e torture.
A spiegare il senso politico del presidio è Elena Ferro, della segreteria della Cgil Torino. «Scendiamo in piazza al fianco degli uomini e delle donne iraniane, sottoposte a una violenza sistematica e intollerabile, e contro la repressione brutale che colpisce un’intera generazione», afferma.
«In un Paese in cui non sono garantiti i diritti fondamentali, né le libertà civili e sindacali, affermiamo il diritto all’autodeterminazione del popolo iraniano, nel rispetto della sua complessità e pluralità», prosegue Ferro, sottolineando la necessità di evitare semplificazioni e strumentalizzazioni.
L’invito è rivolto alla cittadinanza tutta. «Invitiamo tutte e tutti a partecipare al presidio in piazza Castello per rompere il silenzio, denunciare la repressione in corso e sostenere chi oggi lotta per decidere del proprio destino, senza violenza, senza oppressione, senza interferenze», conclude.
L’appuntamento di lunedì sera si presenta quindi come un momento pubblico di presa di posizione, in cui Torino sceglie di schierarsi apertamente a fianco di chi chiede libertà e diritti, fuori da ogni ambiguità.

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