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Primotecs Avigliana, presidio davanti ai cancelli per difendere 158 posti di lavoro e chiedere una vera politica industriale

Parlamentari e consiglieri di AVS e M5S al fianco dei lavoratori: “Non è una vertenza persa, la Regione non si limiti a tavoli e GOL”

Primotecs Avigliana, presidio davanti ai cancelli per difendere 158 posti di lavoro e chiedere una vera politica industriale

Primotecs Avigliana, presidio davanti ai cancelli per difendere 158 posti di lavoro e chiedere una vera politica industriale

Davanti ai cancelli della Primotecs di Avigliana la vertenza esce dalle aule istituzionali e torna nel luogo simbolo della crisi: la fabbrica. Qui, nella mattinata di oggi, si sono presentati il vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera Marco Grimaldi, i deputati del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino e Antonino Iaria, insieme alla consigliera regionale di AVS Valentina Cera e alla capogruppo regionale M5S Sarah Disabato, per portare solidarietà diretta alle 158 lavoratrici e lavoratori che rischiano il licenziamento.

Il messaggio è netto: questa crisi non può essere considerata archiviata né inevitabile. “Siamo qui per ribadire che la vertenza Primotecs non è una partita già persa”, hanno dichiarato i rappresentanti politici, puntando il dito contro quella che definiscono una risposta insufficiente da parte della Regione Piemonte. Il riferimento è alla discussione avvenuta ieri in Consiglio regionale, quando alla richiesta di azioni concrete per salvare l’occupazione la Giunta ha indicato l’apertura di un tavolo di crisi e il ricorso al programma GOL.

Una linea che, secondo le opposizioni, rischia di certificare la resa. Valentina Cera lo dice chiaramente: il GOL “non è una politica industriale, ma uno strumento di reinserimento per chi il lavoro lo ha già perso”. Qui, invece, il nodo è evitarne la perdita. Limitarsi a tavoli senza strumenti reali, aggiunge, significa accettare la crisi come destino e accompagnare la desertificazione industriale del territorio.

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Sarah Disabato

Nel mirino finisce anche la gestione complessiva del comparto automotive piemontese, descritto come attraversato da una fase drammatica. Sarah Disabato chiede alla Giunta Cirio di assumersi fino in fondo la responsabilità di difendere i posti di lavoro, intervenendo sulla proprietà e attivando tutti gli strumenti possibili per evitare la chiusura dello stabilimento. La vertenza Primotecs, secondo la consigliera regionale M5S, non è un episodio isolato ma un tassello di una crisi strutturale che richiede una strategia industriale regionale, non una gestione burocratica degli esuberi.

Il fronte si allarga poi al livello nazionale. Grimaldi, Appendino e Iaria annunciano che continueranno a incalzare il governo, chiedendo l’apertura immediata di un tavolo nazionale sulla vertenza Primotecs. Al centro delle critiche c’è il ruolo del fondo di investimento Mutares, accusato di voler chiudere e licenziare dopo aver rilevato l’azienda, chiedendo sacrifici ai lavoratori tra quattordicesime perse e salari ridotti. Una scelta che, secondo i parlamentari, rischia di lasciare sul territorio centinaia di famiglie senza futuro e di disperdere competenze preziose per il sistema produttivo nazionale.

Non solo dichiarazioni politiche. I deputati di AVS e M5S annunciano nuove interrogazioni parlamentari e il deposito di un accesso agli atti sui finanziamenti pubblici ottenuti da Mutares per il rinnovo dei macchinari. L’obiettivo dichiarato è fare piena luce sulle responsabilità della proprietà e impedire quella che definiscono una delocalizzazione mascherata.

Il messaggio finale, scandito davanti ai cancelli della fabbrica, è insieme politico e umano. “Questi non sono numeri, ma persone, famiglie, territori che meritano rispetto e futuro”, concludono. E il futuro industriale del Paese, ribadiscono, non si difende con slogan o ammortizzatori a posteriori, ma fabbrica per fabbrica, prima che le luci si spengano.

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