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22 Gennaio 2026 - 10:59
Il cuore messo alla prova dall’ignoranza dei sintomi, Torino scende in piazza per prevenire la prima causa di morte
Le malattie cardiovascolari continuano a uccidere più di qualsiasi altra patologia, ma una parte consistente di quei decessi potrebbe essere evitata con informazione, prevenzione e diagnosi precoce. È da questa constatazione, tanto semplice quanto drammatica, che prende forma l’iniziativa “Il tuo cuore nelle tue mani”, la campagna itinerante di prevenzione cardio-cerebrovascolare che martedì 27 gennaio farà tappa a Torino, trasformando piazza Solferino in un presidio sanitario a cielo aperto.
Dalle 9 alle 16.30, cittadini di ogni età potranno sottoporsi gratuitamente a controlli di base fondamentali per intercettare i principali fattori di rischio cardiovascolare. Un’opportunità concreta, accessibile, pensata per colmare un vuoto che i numeri raccontano con crudezza: in Italia, oltre 217 mila persone sono morte nel solo 2021 per malattie del sistema circolatorio, pari a quasi un terzo di tutti i decessi. Eppure, una larga fetta della popolazione continua a non riconoscere i sintomi, a sottovalutarli o a rimandare il contatto con il medico.
La campagna, promossa da Daiichi Sankyo Italia in collaborazione con l’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari, con il patrocinio del Comune di Torino e il coinvolgimento di numerose associazioni civiche e sanitarie, nasce proprio per ridurre questo scarto tra rischio reale e percezione collettiva. L’obiettivo non è solo offrire screening, ma costruire consapevolezza, spiegare perché il controllo della pressione, del colesterolo, della glicemia o del ritmo cardiaco non è un atto occasionale, ma una responsabilità continua.

I dati più recenti lo confermano. Una survey europea condotta nel 2025 su oltre 8.500 persone tra pazienti e cittadini ha messo in luce carenze informative profonde. Quasi un paziente su cinque dichiara di non conoscere adeguatamente i sintomi delle malattie cardiovascolari e, ancora più allarmante, oltre un quarto ammette di non aver mai consultato un medico nonostante la comparsa di segnali sospetti. In Italia la situazione non è migliore: solo il 17% dei pazienti ha chiesto aiuto immediatamente dopo l’insorgenza dei sintomi, mentre il 24% non si è mai rivolto a un professionista sanitario.
Il problema non riguarda solo la diagnosi tardiva, ma anche ciò che accade dopo. La scarsa aderenza terapeutica pesa sul Servizio sanitario nazionale per circa 2 miliardi di euro l’anno. Migliorarla anche solo del 15% potrebbe ridurre in modo significativo il rischio di infarto, ictus e mortalità cardiovascolare, con un risparmio stimato di oltre 300 milioni di euro. Numeri che trasformano la prevenzione da scelta individuale a questione pubblica.
Durante la giornata torinese sarà possibile effettuare gratuitamente elettrocardiogramma, misurazione della pressione arteriosa, controllo di glicemia e profilo lipidico e valutazione della circonferenza vita, parametri semplici ma decisivi per individuare situazioni di rischio spesso silenziose. Accanto agli operatori sanitari, saranno presenti volontari pronti a fornire indicazioni pratiche e informazioni chiare su come orientarsi nei servizi territoriali.
Al centro dell’iniziativa c’è anche il tema della comunicazione medico-paziente, considerata un elemento decisivo per la riuscita di qualsiasi percorso di cura. «Per sconfiggere le malattie cardiovascolari, l’aderenza terapeutica è fondamentale, ma non nasce dal nulla», spiega Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore. «È il frutto di un patto di fiducia che si costruisce solo quando la comunicazione diventa il cuore della relazione di cura. Ascolto ed empatia trasformano una prescrizione in una collaborazione attiva».
Un concetto che vale in modo particolare per chi convive già con patologie croniche. «Per chi soffre di aritmie cardiache, come la fibrillazione atriale, seguire correttamente le terapie è essenziale per prevenire complicanze gravi», sottolinea Nicola Merlin, presidente di Feder-A.I.P.A.. «Ma senza una comunicazione chiara il paziente non può comprendere davvero l’importanza delle cure e tende a interromperle».
Lo stesso vale per le persone con diabete, esposte a un rischio cardiovascolare più elevato. «Diabete e ipercolesterolemia sono due fattori di rischio che spesso si sommano», ricorda Manuela Bertaggia, presidente di FAND. «Ecco perché iniziative di prevenzione come questa sono decisive».
A pesare, inoltre, è la diffusione di informazioni scorrette. Le più recenti linee guida europee hanno chiarito che integratori e vitamine prive di evidenze scientifiche non sono raccomandate per la riduzione del colesterolo LDL, ma una parte della popolazione continua ad affidarsi a soluzioni inefficaci, rinviando terapie realmente utili.
La tappa torinese di “Il tuo cuore nelle tue mani” si inserisce quindi in un contesto più ampio, che chiama in causa istituzioni, medici e cittadini. Non una giornata celebrativa, ma un invito concreto a fermarsi, controllare e capire. Perché, come dimostrano i numeri, il primo nemico del cuore non è solo la malattia, ma la mancanza di consapevolezza.

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