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21 Gennaio 2026 - 17:23
Il Museo del Cinema rende omaggio a Riccardo Scamarcio: quattro film per raccontare un attore che ha attraversato il cinema italiano
Quattro film, due date, un attore che da oltre vent’anni occupa una posizione centrale nell’immaginario del cinema italiano. Il Museo Nazionale del Cinema dedica a Riccardo Scamarcio una rassegna speciale al Cinema Massimo, un omaggio che attraversa la sua carriera mettendo a fuoco l’ampiezza dei ruoli, la sensibilità interpretativa e una presenza scenica capace di evolversi senza mai perdere riconoscibilità. Un’occasione rara per rivedere sul grande schermo un percorso che ha saputo coniugare successo popolare e ricerca artistica.
La rassegna si svolgerà il 3 e l’11 febbraio e proporrà quattro titoli che restituiscono prospettive differenti del lavoro di Scamarcio. In programma ci sono Euforia di Valeria Golino, L’ombra di Caravaggio di Michele Placido, L’ombra del giorno di Giuseppe Piccioni e Modì – Tre giorni sulle ali della follia diretto da Johnny Depp. Proprio quest’ultimo film sarà al centro di uno dei momenti più attesi dell’iniziativa: martedì 3 febbraio alle 20.30 la proiezione sarà introdotta dallo stesso Riccardo Scamarcio, offrendo al pubblico un incontro diretto con l’attore.
Nato nel 1979, Scamarcio è uno dei volti più noti e al tempo stesso più discussi del cinema italiano contemporaneo. L’esplosione di popolarità arriva nei primi anni Duemila con Tre metri sopra il cielo, film che lo trasforma rapidamente in un’icona generazionale. Da quel momento, però, la sua carriera prende una direzione meno prevedibile, costruita sull’alternanza tra produzioni di grande richiamo e cinema d’autore. Nel tempo, il suo nome si lega a titoli come Romanzo criminale, Mine vaganti, Il grande sogno, John Wick: Capitolo 2 e Loro di Paolo Sorrentino, componendo una filmografia che racconta la volontà di attraversare generi diversi senza rimanere imprigionato in un’unica immagine.
Il Museo del Cinema sottolinea come la sua recitazione sia fondata su un lavoro fisico ed emotivo che privilegia l’interiorità. Scamarcio è un attore che spesso parla attraverso il corpo, gli sguardi, le pause, lasciando che il non detto diventi parte integrante del personaggio. Dai ruoli più istintivi e impulsivi degli esordi è passato progressivamente a figure più complesse e tormentate, affinando un registro più controllato ma non meno intenso. È proprio questa tensione continua tra abbandono emotivo e misura formale a rendere magnetica la sua presenza in scena.
I film scelti per la rassegna restituiscono bene questa evoluzione. In Euforia, diretto da Valeria Golino, la sua interpretazione si muove tra fragilità e forza, mettendo in luce contrasti emotivi profondi e mai risolti. L’ombra di Caravaggio di Michele Placido lo colloca invece in un confronto diretto con il mito e con il chiaroscuro, un terreno espressivo che valorizza la sua fisicità e la capacità di incarnare personaggi attraversati dal conflitto. Con L’ombra del giorno di Giuseppe Piccioni, emerge un lavoro più sotterraneo, fatto di introspezione, silenzi e sfumature psicologiche. Modì – Tre giorni sulle ali della follia, infine, lo porta dentro la figura dell’artista maledetto, amplificando quella densità emotiva che da anni caratterizza le sue prove più mature.
Questo omaggio conta perché consente di leggere, in una manciata di titoli, la parabola di un attore che ha saputo trasformarsi senza rinnegare se stesso. Nel dialogo continuo tra cinema popolare e autorialità, Riccardo Scamarcio ha costruito una figura capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo una coerenza di fondo fondata sull’intensità e sull’ascolto del personaggio. La rassegna del Museo Nazionale del Cinema al Cinema Massimo non è soltanto una celebrazione, ma una vera e propria chiave di lettura per comprendere il presente di un interprete che continua a interrogare il cinema italiano, e a interrogarsi, film dopo film.

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