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18 Gennaio 2026 - 12:41
A San Mauro Torinese spunta un “cratere” in via Casale: “Se una moto ci finisce dentro, si ammazza”
«A San Mauro Torinese c'è un piccolo cratere vicino alla rotonda del Ponte Nuovo. Ci sta dentro un piede fino alla caviglia. Se ci finisce dentro una moto, si ammazza». Questa è una segnalazione (l'ennesima) condivisa nel fine settimana da un cittadino sanmaurese sulla grave situazione degli asfalti in città, un problema ormai diventato strutturale e di cui il Consiglio comunale è ben consapevole.
A testimonianza del fatto che non si tratti di un fenomeno isolato, un altro cittadino scrive: «Per andare verso Castiglione, ce ne sono altre di buche come quelle. Bisognerebbe fare un bel numero di persone e andare in Comune a protestare (al di là del fatto che la strada sia di competenza di pinco o di pallino). In via XXV Aprile é ancora peggio. Non è accettabile una situazione del genere con tutte le tasse che ci fanno pagare». Uno sfogo amaro che ben riassume il sentimento di tanti cittadini, non solo di aree periferiche, ma anche di zone centrali della città.
«Con tutti i soldi che prendono col semaforo di via Speranza – polemizza un residente – che si diano da fare per la riparazione!». Il riferimento è chiaro: il discusso T-red posto tra via Speranza e via Italia, che nel corso degli anni ha portato a un incasso significativo per il Comune, nonostante le perplessità sollevate dai cittadini sulla segnaletica e sulla legittimità legale di dispositivi di questo tipo – obiezioni sollevate invece da Mario Gatto, presidente di Globoconsumatori e membro della commissione trasporti alla Camera.

La buca segnalata dai cittadini
Quello che è certo, però, è che il Comune dovrebbe spendere una parte di quei proventi per la manutenzione delle strade, mentre fino ad oggi lo ha fatto solo in piccola parte e lamentando spesso difficoltà strutturali di bilancio anche per compiere le manutenzioni più semplici.
Al di là di via XXV Aprile e via Casale, la mappa delle segnalazioni si allarga rapidamente anche verso la collina: via delle Pietre rimane una delle arterie più martoriate, dove il manto stradale appare in più punti deformato e consumato, con buche che si riformano a distanza di poche settimane dagli interventi tampone. Qui il problema non è più solo estetico o di comfort di guida: è una questione di sicurezza, non solo nelle ore serali o in caso di pioggia, ma anche col bel tempo e nella quotidianità di chi ci vive.
Negli ultimi anni qualcosa è stato fatto, ma in modo frammentario. L’amministrazione ha più volte rivendicato interventi di riasfaltatura parziale su alcune vie cittadine, spesso finanziati attraverso variazioni di bilancio o piccoli stanziamenti straordinari. Alcuni tratti sono stati rifatti, è vero, ma si è trattato quasi sempre di operazioni circoscritte.
Dal Palazzo Civico, la spiegazione ricorre sempre alle stesse parole chiave: bilanci rigidi, tagli alle spese correnti, difficoltà a programmare interventi strutturali senza compromettere altri servizi essenziali. Un argomento che ritorna puntualmente anche nelle sedute consiliari, dove maggioranza e opposizione si confrontano su una coperta giudicata troppo corta per rispondere a tutte le esigenze del territorio. La manutenzione stradale, in questo quadro, finisce spesso per essere trattata come un capitolo sacrificabile o rinviabile, in attesa di condizioni finanziarie migliori.
A complicare il quadro c’è poi la sovrapposizione di competenze tra Comune, Città Metropolitana e altri enti, soprattutto per le arterie di collegamento più importanti e più periferiche. Una distinzione tecnica che, però, per i cittadini conta sempre meno. Come scrive uno di loro, poco importa: ciò che viene chiesto è una presa in carico politica del problema, una capacità di coordinamento e di pressione istituzionale che finora è apparsa debole.
Nel frattempo, la percezione dei cittadini è quella di una città che arranca sulla manutenzione ordinaria, mentre fatica a costruire una visione di medio-lungo periodo. Le segnalazioni continuano ad accumularsi, soprattutto sui social, e raccontano di una distanza crescente tra amministrazione e territorio. Una distanza fatta non solo di buche nell’asfalto, ma di attese disattese e di risposte giudicate insufficienti.
La situazione delle strade, a San Mauro, è diventata così uno dei banchi di prova più delicati per la Giunta. Continuare a limitarsi a interventi sporadici rischia di alimentare solo un circolo vizioso di rabbia, segnalazioni e polemiche.
Perché, come dimostrano le voci raccolte in questi giorni, il disagio non riguarda più solo chi vive nelle zone periferiche o lungo le strade più trafficate. È un malcontento trasversale, che attraversa zone diverse e che sta diventando uno dei simboli più evidenti delle difficoltà amministrative della città. E ogni nuova buca, ogni nuovo “cratere”, finisce per essere percepito non solo come un problema tecnico, ma come il segno di una città lasciata troppo spesso a se stessa.
Il Palazzo Civico
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