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La Regione apre il confronto sull’alta formazione artistica: Cirio e Chiarelli convocano accademie e conservatori piemontesi

Avviato un tavolo di ascolto su cultura, dottorati artistici e prospettive di sviluppo del sistema Afam

La Regione apre il confronto sull’alta formazione artistica: Cirio e Chiarelli convocano accademie e conservatori piemontesi

La Regione apre il confronto sull’alta formazione artistica: Cirio e Chiarelli convocano accademie e conservatori piemontesi (foto: Cirio e Chiarelli)

La Regione Piemonte prova a rimettere al centro del dibattito politico e culturale il sistema dell’alta formazione artistica e musicale, aprendo un confronto diretto con chi ogni giorno opera nei luoghi dove si formano musicisti, artisti e professionisti della cultura. È questo il senso dell’incontro che si è svolto oggi a Torino tra il presidente Alberto Cirio, l’assessora alla Cultura Marina Chiarelli e i rappresentanti di accademie, conservatori e istituti d’arte attivi sul territorio regionale.

Un appuntamento che, nelle intenzioni della Giunta, segna l’avvio di un percorso di ascolto e riflessione su un comparto spesso evocato come eccellenza, ma non sempre inserito in una strategia organica di medio-lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è quello di confermare e rafforzare l’attenzione della Regione verso un patrimonio culturale che viene definito “elemento fondamentale dell’identità e dell’offerta culturale piemontese”.

Negli ultimi anni la Regione ha già operato attraverso bandi, misure di sostegno e convenzioni triennali, puntando a costruire una visione di sistema capace di valorizzare le istituzioni culturali e formative non solo come luoghi di produzione artistica, ma anche come motore di sviluppo, innovazione e attrattività. L’incontro di oggi si inserisce proprio in questa linea, con l’ambizione di superare interventi frammentati e aprire un dialogo strutturato con il mondo Afam.

Il confronto ha rappresentato anche un primo momento di approfondimento sulle criticità e le potenzialità del sistema dell’alta formazione artistica e musicale, chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde: dal rapporto con il mercato del lavoro culturale alle nuove forme di ricerca, fino al ruolo che queste istituzioni possono giocare nei processi di rigenerazione urbana e territoriale.

Tra i temi emersi, particolare attenzione è stata dedicata ai dottorati di ricerca artistica, una novità significativa per il comparto. Un terreno ancora in larga parte da esplorare, che apre interrogativi su riconoscimento accademico, finanziamenti, integrazione con il sistema universitario e valorizzazione della ricerca artistica come produzione di conoscenza a pieno titolo.

«Il confronto avviato oggi rappresenta un momento importante di ascolto e riflessione», ha sottolineato il presidente Cirio, rimarcando come si parli di «un patrimonio culturale di grande valore per il nostro territorio che merita attenzione, dialogo e una visione condivisa». Parole che lasciano intendere la volontà di non fermarsi a un incontro formale, ma di proseguire nel tempo il percorso di approfondimento con le istituzioni coinvolte, valutando possibili prospettive di sviluppo.

Sulla stessa linea l’assessora Chiarelli, che ha definito accademie e conservatori «un’eccellenza e una risorsa fondamentale», sottolineando come l’incontro abbia aperto «uno spazio di confronto utile per ragionare su nuove opportunità». Un passaggio che richiama la necessità di ripensare il ruolo di queste realtà non solo come presìdi culturali, ma come attori attivi delle politiche regionali su formazione, occupazione e innovazione.

Il segnale politico è chiaro: la Regione intende tenere aperto il dialogo con il mondo dell’arte e della musica, riconoscendone il valore strategico. Resta ora da capire se a questo primo passo seguiranno scelte concrete, risorse adeguate e una governance capace di tradurre il confronto in politiche culturali strutturali, all’altezza delle ambizioni dichiarate.

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