Giovedì 26 febbraio, all’Istituto Federico Albert di Lanzo Torinese, la prima tappa del progetto “Talk & Food, destinazione Cantoira”, promosso da CNA Torino insieme al GAL Valli di Lanzo Ceronda Casternone in vista della 27ª edizione della Fiera dell’artigianato tipico delle Valli di Lanzo Ceronda e Casternone, si è conclusa con una cena che ha trasformato la scuola in un ristorante di alto livello.
E lì, tra tavoli apparecchiati con eleganza e calici pronti per il brindisi, la scuola si è trasformata nella dimostrazione concreta che le Valli si possono raccontare anche attraverso un piatto.
L’atmosfera, al termine della conferenza, è cambiata completamente. Le aule si sono trasformate in una sala raffinata, i ragazzi in divisa si muovevano con passo sicuro, professionale, concentrato.
Accoglienza impeccabile, mise en place curata nei dettagli, servizio preciso. In cucina, intanto, un fermento continuo: impiattamenti eseguiti con rigore, coordinamento perfetto, attenzione alla presentazione.
Il dirigente scolastico Giorgio Vincenzo Minissale ha commentato con evidente soddisfazione:
“È stata una serata molto bella perché abbiamo messo al centro le Valli di Lanzo e i suoi prodotti. Il menù è stato costruito sostanzialmente con i prodotti locali, molto buoni, molto belli. I ragazzi sono stati meravigliosi, hanno dimostrato che lavorano bene, che questa scuola dà competenze ottime. E tutto è andato per il meglio”.
E poi il messaggio più profondo: "Abbiamo affrontato un argomento che è fondamentale, che è quello di far vivere e cercare di portare avanti, non far morire le nostre valli e il nostro territorio, e quindi dare la possibilità a questi ragazzi di un futuro nelle proprie terre. Radici e ali: siamo legati alle tradizioni ma con lo sguardo sempre oltre”.

Gli studenti dell'Istituto Albert di Lanzo
Alessio Stefanoni, responsabile Area Sindacale CNA Ciriè-Valli di Lanzo, non ha dubbi:
“Se devo dare un titolo alla serata, è un incontro di talenti. Abbiamo messo insieme l’eccellenza dei produttori con le maestrie di questa scuola. Dall’accoglienza al servizio, dalla cucina all’impiattamento: siamo su un livello altissimo, quasi da cucina stellata. Complimenti al dirigente e a tutto il corpo docente, hanno fatto un capolavoro”.
E in effetti il menù era un viaggio nelle produzioni locali: Flan di zucca con fonduta di formaggio caprino di Lanzo, gnocchetti di patate viola con crema di porri e formaggio di capra, cinghiale al vino rosso con crema di mele, cavolfiore e miele e per finire panna cotta con composta di mirtilli.
Materie prime del territorio, trasformate con tecnica e consapevolezza. La carne di cinghiale proveniente dalla gestione faunistica del Parco, i formaggi di capra degli allevatori locali, il miele, gli ortaggi: ogni ingrediente raccontava una storia.
Ma i veri protagonisti della serata sono stati gli allievi dell'Albert: in sala, i giovani sommelier spiegavano i vini con sicurezza e in cucina spazio alla creatività e al lavoro si squadra. Siamo entrati nelle cucine per sbirciarli all'opera e per conoscerli meglio, uno studente di quarta racconta:
“Per l’antipasto abbiamo proposto uno spumante effervescente, poi un bianco fermo giovane, un rosso strutturato per il cinghiale e infine un passito per chiudere la serata. Studiamo le DOCG piemontesi: se non conosci i tuoi prodotti tipici, non puoi valorizzarli”.
Accanto a lui altri due allievi parlano della scuola come di una palestra di professionalità:
“I professori ci insegnano a partire dalla materia prima e a costruire piatti che la valorizzino. Ci danno gli strumenti per avere fiducia in noi stessi”.
E il futuro è già nei loro pensieri, uno di loro racconta: “Mi piacerebbe continuare nel mondo del vino"
Sogni grandi, radicati in un territorio piccolo ma ambizioso.
Così la serata è stata la dimostrazione concreta di come formazione, territorio e impresa possano dialogare davvero. La scuola ha aperto le porte al territorio. Il territorio si è lasciato raccontare dai suoi giovani.
E alla fine, tra i complimenti degli ospiti e i sorrisi ancora emozionati degli studenti, era chiaro che qualcosa era successo: le Valli non erano state soltanto celebrate. Erano state servite in tavola.